Genova, 22 Luglio 2018 10.51





 

 

30
DICEMBRE
2017
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COME IL MALIGNO ATTACCA GIOVANI E ANZIANI

E COME DIFENDERSENE

 Cap. 5

La tattica del maligno per attaccare un giovane è di solito elementare: far leva sul sesso che prorompe e, aperta quella breccia, far entrare tutti gli altri peccati mortali. Quando il giovane è abbastanza ubriaco di peccati e di vizi, il nemico gli suggerisce che la religione è tutta una favola, e il gioco è fatto. Se tutto va bene, per il maligno, sarà un adulto malleabile a tutte le tentazioni e sciocchezze, tetragono ad ogni idea di fede, speranza, carità, e camminerà sicuro per la via larga che porta all’inferno.

Può darsi che il giovane riesca a rialzarsi e, grazie agli aiuti prodigati dal Cielo e dalla Santa Madre Chiesa, si avvii verso il sentiero stretto che porta in alto. Il demonio adotta allora la tattica RIPARA. Cos’è? Per capirlo, scriviamolo in modo più esplicito così:

RImpianti

PAure

RAncori.

Ossia, il diavolo corre ai ripari per rimediare al danno arrecato alla sua causa dal molesto intervento del Cielo e della Chiesa, e dalle difese messe in atto dalla potenziale vittima e, non potendo più far troppo ricorso al sesso, dato che l’individuo ha ormai raggiunto la “pace dei sensi”, il maligno tenta di indebolirlo e scoraggiarlo per altra via.

Quindi suscita rimpianti (se avessi fatto così, se avessi fatto colà, se avessi saputo, se avessi avuto più coraggio, se fossi scappato in tempo, se avessi presentato quella domanda, o non l’avessi presentata, se avessi o non avessi scritto quella lettera, eccetera), paure (mi ammalerò? quanto mi toccherà pagare di tasse? arriverò alla fine del mese? scopriranno quell’errore che ho commesso? mi denunceranno? eccetera) e rancori (rigurgiti di odio contro questo o quello, vana voglia di vendicarsi per affronti reali o immaginari, eccetera).

Di fronte a un attacco di RIPARA, occorre ricordarsi che chi ci assale, e vorrebbe farci sentire dei falliti, è lui stesso un fallito irreparabile: era in paradiso ed è riuscito a rovinarsi per l’eternità, per sua colpa, e se mai è lui che deve avere rimpianti, paure e rancori. Proprio lui ha fatto nascere l’odio nel mondo, mentre prima della sua ribellione c’era solo pace e amore.

I rimpianti sono quanto di più sterile esista: non sappiamo cosa sarebbe successo se avessimo scelto un’altra strada, poteva andare molto peggio e potremmo essere lì a rimpiangere di non aver scelto proprio la via che abbiamo imboccato.

Le paure sono una pura e semplice invenzione suggerita dal nemico: proiettano nel futuro fantasmi che potrebbero non materializzarsi e distolgono dal presente, che è l’unica cosa che conta, ed è il punto del tempo in cui, senza farci prendere dal panico, abbiamo l’opportunità di far qualcosa per parare eventuali colpi.

I rancori vanno soppressi perdonando. I torti subiti, se li avremo perdonati, saranno un prezioso capitale da far valere davanti al Tribunale divino. Questo, però, non deve far dimenticare la sacrosanta aspirazione alla giustizia, che sarà ristabilita comunque. “A Me la vendetta, dice il Signore" (Romani, 12, 19).

  Ci sono perfino quelli che si offrono vittime per espiare i peccati altrui, ma per far questo bisogna essere grandi santi eroici come Maria Valtorta — così perfettamente uniformata a Cristo, l’Uomo-Dio che pregava per i suoi suppliziatori — la quale sofferse pressoché tutta la vita gli spasimi più atroci e le più ingiuste persecuzioni (di certi preti) per il bene delle anime. Senza offrire sacrifici troppo grandi, che non potremmo sopportare, senza tentare sforzi che non potremmo reggere, essendo tutt’altro che eroi, dobbiamo semplicemente cercare di vivere in grazia di Dio e in pace con noi stessi e con gli altri.

EMILIO BIAGINI

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