Genova, 19 Agosto 2018 05.30





 
SAGGISTICA

 

Saggistica

01
AGOSTO
2018
Articolo letto 37 volte

Maria Valtorta

Questa è la prima biografia, rigorosamente basata sui documenti, della grande veggente. Tutti gli studi anteriori si sono occupati quasi soltanto de L’Evangelo, ed hanno innegabilmente compiuto un lavoro assai meritorio. Quest’opera, invece, traccia anzitutto la biografia della Valtorta, ponendo in evidenza il sublime sacrificio di lei per la salvezza delle anime; passa poi in rassegna le schiaccianti prove di autenticità de L’Evangelo stesso e ne evidenzia alcuni dei principali temi teologici e storici.

Il Tesoro valtortiano è vitale in quest’epoca in cui l’anticristo avanza, tentando di distruggere la famiglia e la stessa natura dell’uomo, assai favorito dagli scandali e dall’accidia di troppi chierici, preoccupati solo d’esser graditi al mondo. Il Divino Maestro della Valtorta ci dà le armi per contrastarne l’avanzata, ed è essenziale prendere atto seriamente del Suo messaggio.

L’AUTORE

Emilio Biagini, nato a Genova, laureato in Scienze naturali, in Scienze biologiche e in Geografia all’università di Genova, borsista Fulbright alla Oregon State University, Visiting Fellow all’università di Southampton, Visiting Professor all’università di Durham, già professore ordinario di Geografia all’università di Cagliari, ha pubblicato, insieme alla moglie Maria Antonietta, nota scrittrice, un romanzo (La pioggia di fuoco, Verona, Fede & Cultura, 2012), basato sulle rivelazioni sui tempi ultimi ricevute da Maria Valtorta. Ha pure pubblicato (oltre a numerosi volumi e articoli di carattere scientifico) altri quattro romanzi, due volumi di racconti e quattro volumi di pièces teatrali satiriche. Ha vinto nel 2012 il premio “Fede e Cultura” per la narrativa cattolica, nel 2016 il Premio Putiferio per la satira e nel 2017 il Premio “Raccontami la Storia” per la narrativa storica.


22
FEBBRAIO
2018
Articolo letto 348 volte

UN'IMPRONTA UNICA?

 

Europa. Italia. Quinno (SV). Fiume Teiro

Letto fluviale a cellule circolari di clasti.

 

Nord America. USA. Oregon. Mac Cord Creek

Moto turbolento frattalico formante celle circolari di clasti.

 

Geometria frattale di autosimilarità di flusso in un liquido

Esperimento di immissione di liquido in un altro di colore diverso. Risultato: formazione di circonvoluzioni frattaliche. I frattali sono forme geometriche caratterizzate da autosimillarità, che ripetono a scale diverse la medesima forma e sottendono quindi una comune tendenza strutturale.

 

Europa. Galles. Spiaggia di Llandudno. cellule di clasti

Anche su una spiaggia sabbiosa cosparsa di piccoli ciottoli il flusso delle maree dispone i clasti in cerchi con ordinamento frattalico.

 

Modello della struttura cellulare dell'universo 

 Sorpresa: secondo i modelli elaborati dagli astrofisici, l'universo è ordinato in reti, dove al posto dei clasti troviamo le galassie.

QUESTA PROFONDA ANALOGIA IN TUTTE LE COSE, DAL PICCOLO AL GRANDISSIMO, NON VI FA PENSARE A QUALCOSA? A UNA MENTE ORDINATRICE MATEMATICA E DIVINAMENTE INTELLIGENTE? MEDITATE, GENTE, MEDITATE.

INITIUM SAPIENTIAE TIMOR DOMINI.


30
DICEMBRE
2017
Articolo letto 297 volte

COME IL MALIGNO ATTACCA GIOVANI E ANZIANI

E COME DIFENDERSENE

 Cap. 5

La tattica del maligno per attaccare un giovane è di solito elementare: far leva sul sesso che prorompe e, aperta quella breccia, far entrare tutti gli altri peccati mortali. Quando il giovane è abbastanza ubriaco di peccati e di vizi, il nemico gli suggerisce che la religione è tutta una favola, e il gioco è fatto. Se tutto va bene, per il maligno, sarà un adulto malleabile a tutte le tentazioni e sciocchezze, tetragono ad ogni idea di fede, speranza, carità, e camminerà sicuro per la via larga che porta all’inferno.

Può darsi che il giovane riesca a rialzarsi e, grazie agli aiuti prodigati dal Cielo e dalla Santa Madre Chiesa, si avvii verso il sentiero stretto che porta in alto. Il demonio adotta allora la tattica RIPARA. Cos’è? Per capirlo, scriviamolo in modo più esplicito così:

RImpianti

PAure

RAncori.

Ossia, il diavolo corre ai ripari per rimediare al danno arrecato alla sua causa dal molesto intervento del Cielo e della Chiesa, e dalle difese messe in atto dalla potenziale vittima e, non potendo più far troppo ricorso al sesso, dato che l’individuo ha ormai raggiunto la “pace dei sensi”, il maligno tenta di indebolirlo e scoraggiarlo per altra via.

Quindi suscita rimpianti (se avessi fatto così, se avessi fatto colà, se avessi saputo, se avessi avuto più coraggio, se fossi scappato in tempo, se avessi presentato quella domanda, o non l’avessi presentata, se avessi o non avessi scritto quella lettera, eccetera), paure (mi ammalerò? quanto mi toccherà pagare di tasse? arriverò alla fine del mese? scopriranno quell’errore che ho commesso? mi denunceranno? eccetera) e rancori (rigurgiti di odio contro questo o quello, vana voglia di vendicarsi per affronti reali o immaginari, eccetera).

Di fronte a un attacco di RIPARA, occorre ricordarsi che chi ci assale, e vorrebbe farci sentire dei falliti, è lui stesso un fallito irreparabile: era in paradiso ed è riuscito a rovinarsi per l’eternità, per sua colpa, e se mai è lui che deve avere rimpianti, paure e rancori. Proprio lui ha fatto nascere l’odio nel mondo, mentre prima della sua ribellione c’era solo pace e amore.

I rimpianti sono quanto di più sterile esista: non sappiamo cosa sarebbe successo se avessimo scelto un’altra strada, poteva andare molto peggio e potremmo essere lì a rimpiangere di non aver scelto proprio la via che abbiamo imboccato.

Le paure sono una pura e semplice invenzione suggerita dal nemico: proiettano nel futuro fantasmi che potrebbero non materializzarsi e distolgono dal presente, che è l’unica cosa che conta, ed è il punto del tempo in cui, senza farci prendere dal panico, abbiamo l’opportunità di far qualcosa per parare eventuali colpi.

I rancori vanno soppressi perdonando. I torti subiti, se li avremo perdonati, saranno un prezioso capitale da far valere davanti al Tribunale divino. Questo, però, non deve far dimenticare la sacrosanta aspirazione alla giustizia, che sarà ristabilita comunque. “A Me la vendetta, dice il Signore" (Romani, 12, 19).

  Ci sono perfino quelli che si offrono vittime per espiare i peccati altrui, ma per far questo bisogna essere grandi santi eroici come Maria Valtorta — così perfettamente uniformata a Cristo, l’Uomo-Dio che pregava per i suoi suppliziatori — la quale sofferse pressoché tutta la vita gli spasimi più atroci e le più ingiuste persecuzioni (di certi preti) per il bene delle anime. Senza offrire sacrifici troppo grandi, che non potremmo sopportare, senza tentare sforzi che non potremmo reggere, essendo tutt’altro che eroi, dobbiamo semplicemente cercare di vivere in grazia di Dio e in pace con noi stessi e con gli altri.

EMILIO BIAGINI


29
DICEMBRE
2017
Articolo letto 991 volte

PENSIERO DEBOLE PER MENTI DEBOLI:

UNA VECCHIA STORIA

 

Ahimé, il relativismo dilaga. Naturalmente ci sono cascati anche i geografi. Tenetevi saldi, anzi, allacciate le cinture, perché la geografia accademica dà spettacolo.

Parliamo della regionalizzazione, che “dovrebbe” essere il modo in cui si formano le regioni funzionali, ossia quelle che gravitano intorno ad un centro urbano dal quale la popolazione regionale ottiene i necessari servizi. Anzi, lasciamo parlare l’”esperto”. L’autore di questi pensieri così profondi scrive in un italiano che sembra turco, e non per niente costui di chiama Turco di cognome (Angelo di nome), il quale formula in proposito ciò che egli chiama “tesi forti”. Soprattutto tenetevi forte e cercate di non farvi male dal troppo ridere.

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CHI SIAMO?
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e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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