Genova, 12 Dicembre 2017 04.28





 
RIDICULARIA

 

Ridicularia

18
NOVEMBRE
2017
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DILEMMA SARDONICO ALL’UNIVERSITÀ

 

De bello sardonico

 

Quesito.

Immaginate di essere professore all’università di Rottocoglione e che un preside col vuoto sopra (perché calvo) e dentro il cranio, vi accusi di essere politicamente scorretto, perché ha ricevuto l’imbeccata da studenti di incerto genere e di vacillante intelletto. Alcuni colleghi lo sostengono, e quindi, se valesse pena di prenderli in considerazione, potreste ritenerli vostri nemici. Altri colleghi dicono, invece, che, pur non condividendo le vostre idee politicamente scorrette, opinano che abbiate il diritto di esprimerle. La domanda è: a chi sputare in faccia?

 

Soluzione.

1) non agli studenti, sono giovani, hanno tempo di cambiare idea dieci volte e, poveretti, con certi professori che si ritrovano, si barcamenano ancora troppo bene;

2) non al preside perché, con la testa fragile che si ritrova, potreste danneggiargli irreparabilmente gli ultimi due neuroni rimasti;

3) non ai colleghi che sostengono il preside perché, se sostengono un preside simile, sono degni della più viva pietà;

4) ma invece proprio ai colleghi che apparentemente sono dalla vostra parte, perché è come se dicessero di voi: “Ha torto ma, come chiunque, anche il più cretino, ha diritto di dire la sua”. Questi sono quelli che vi hanno davvero insultato. Gli altri, o perché troppo giovani, o perché in vario modo rincoglioniti, non contano.

EMILIO BIAGINI

Già professore all’Università di cui sopra


14
NOVEMBRE
2017
Articolo letto 18 volte

Ospedale Lavagna

Certo che aprire la porta quando è già aperta non dev'essere facile.


13
NOVEMBRE
2017
Articolo letto 20 volte

BARZELLETTE DALLA G alla L

GENOVEFFA LA RACCHIA. “Agente, arresti quest’uomo. Mi sta importunando.” “Ma se non l’ho nemmeno guardata.” “Appunto per quello”.

GIORNALISMO. Berlusconi e D’Alema gareggiano nella corsa. Arriva primo Berlusconi, seguito a grande distanza da D’Alema. La “Repubblica” riporta così la notizia: “D’Alema è arrivato secondo, Berlusconi penultimo”.

GIUSTIZIA E LIBERTÀ. Un giudice viene invitato dal preside di un liceo a tenere una conferenza. Metà degli allievi vengono radunati nell’aula magna ad ascoltare il conferenziere. Il giudice illustra i fasti della sua professione: come siamo bravi, come siamo umili, la maestà della legge, l’importanza dell’ordine giudiziario, la legalità repubblicana, la difesa della repubblica nata dalla resistenza e fondata sul lavoro, e bla bla bla. Il preside chiede se vi siano domande. Si alza Pierino: “Perché avete ordinato centinaia di ispezioni a Mediaset subito dopo che Berlusconi è entrato in politica? perché non volete la separazione delle carriere? perché avete lasciato che l’Argentina derubasse i risparmiatori italiani mentre le magistrature degli Stati Uniti e della Germania hanno reso giustizia ai risparmiatori dei loro paesi, costringendo il governo argentino a pagare? Perché la polizia non fa in tempo ad arrestare i delinquenti che quelli sono già a spasso a delinquere di nuovo? perché nelle dimostrazioni la polizia deve sempre prenderle, dato che se reagisce va sotto processo? perché un giudice scoperto mentre faceva il porco con un ragazzino nei gabinetti di un cinema è stato assolto e reintegrato, e di conseguenza tutta la corporazione ha avuto uno scatto di stipendio? perché i processi durano anni e anni, ma se un giornalista si permette di criticare i giudici viene giudicato immediatamente e condannato a pagare multe da stroncarlo? perché la Corte costituzionale ha sanzionato il furto ai pensionati in spregio alla legge? perché si indaga sulle vittime invece che sui delinquenti? perché giudici non pagano mai gli errori giudiziari, mentre tutti gli altri professionisti pagano cari i loro errori?”. Occhiataccia del giudice, preside inorridito, ambiente gelato. Fortunatamente, in quel momento suona la campanella e gli studenti vengono frettolosamente fatti rientrare in classe. Poi viene radunata nell’aula magna l’altra metà degli allievi e il giudice, debitamente presentato dal preside come illustre esponente dell’ordine giudiziario, ripete il pistolotto sui fasti della sua professione, finito il quale il preside avverte che, essendo prezioso il tempo dell’illustre ospite, saranno consentite solo due domande. Si alza Giovannino: “Io ho due domande: come mai la campanella oggi ha suonato venti minuti prima? e che fine ha fatto Pierino?”.

 I BIANCHETTI DELLA CORSICA. In confessione. “Padre, ho peccato.” “Dimmi figliolo.” “Qualche volta ho bestemmiato.” “Può capitare, non ti abbattere e non farlo più.” “Poi ho detto diverse bugie.” “Anche questo può capitare, non ti abbattere e non farlo più.” “E poi... poi... mi vergogno a dirlo...” “Su, su, in confessione si deve dire tutto, altrimenti non è una confessione ben fatta.” “Vede, padre, mi sono masturbato.” “Ahi, ahi, ahi, questo non si fa. È un grave peccato contro il sesto comandamento.” “Ma, padre, però, a quello che ho sentito, rinforza la vista.” “Ma che dici? Se fosse vero io dovrei vedere i bianchetti nel mare della Corsica.”

 I CINQUE EURO. Il maresciallo dei carabinieri manda un milite in paese a comprare le sigarette e gli consegna un biglietto da cinque euro. Mentre il carabiniere sta inforcando la bicicletta, la moglie del maresciallo lo chiama per dargli altri cinque euro con la preghiera di comprare sale grosso e fiammiferi. Il carabiniere parte promettendo di tornare in pochi minuti. Tuttavia, il tempo passa e del milite neppure l’ombra. Infine il maresciallo va a cercarlo e quando finalmente lo trova, domanda cosa sia successo. “Vede, maresciallo, mi scusi, è che mi sono confuso. Non riuscivo a ricordarmi quali erano i cinque euro suoi e quali quelli di sua moglie”. “E già, hai ragione, figliolo, anch’io non riesco a distinguerli”.

 

IL CAVALLO PARLANTE. Un agente di commercio con la sua auto percorre la strada della Val Brembana. Sente il motore che “tossisce” un po’, perciò accosta, scende e guarda dentro al cofano: “Saranno le candele?”. In quel momento sente una voce alle sue spalle: “È lo spinterogeno”. Si gira, ma non vede nessuno. Solo un cavallo pascola, lì vicino. Si china di nuovo sul motore cercando di individuare il possibile guasto: “Che si tratti di una cinghia?”. Di nuovo la voce: “È lo spinterogeno”. Si rigira di scatto. Alle sue spalle c’è il cavallo. È lui che ha parlato. Sorpreso ed emozionato si mette a correre più veloce che può e, arrivato al primo bar, entra e dice al barista: “Presto, bisogna avvisare i giornali, le tv... una cosa incredibile! Mentre controllavo il motore della mia auto in panne ho sentito una voce che diceva: “‘È lo spinterogeno’. Non ci volevo credere. La voce era quella di un animale”. Fra gli avventori si alza un vecchietto che gli chiede: “Era forse un cavallo?”. “Sì, proprio un cavallo”. E il vecchietto: “Con una stella bianca in fronte?”. “Sì... si! Proprio lui!”. E il vecchietto, scuotendo il capo: “”Ma quello non capisce un cavolo di motori...”.

 IL GIORNALE. La caserma dei carabinieri un po’ fuori del paese. Il maresciallo chiama il brigadiere e gli ordina di andargli a comprare tutti i giorni il giornale. Dopo qualche giorno il brigadiere si stufa di andare avanti e indietro e decide di comprare sette giornali il lunedì e di darne uno al giorno al maresciallo, pensando che intanto non se ne sarebbe accorto. Dopo qualche giorno il maresciallo lo fa chiamare. “Comandi”. “Senta, brigadiere, dicono che noi carabinieri siamo scemi, ma guardi un po’ sul giornale questo citrullo che va tutti i giorni a schiantarsi con la macchina nel medesimo palo”:

 IL LAVORO. Se lavorare fa bene perché non lo prescrivono agli ammalati?

 IL MONDO DELLE DONNE/1. GIORNO E NOTTE. Assieme a te ho passato i giorni più belli della mia vita. Meno male che mi sono organizzata diversamente per le notti.

 IL MONDO DELLE DONNE/2. LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. Ti ho pensato fino alle 3 di notte, poi ho contato le pecore. Poi è arrivato un pastore carino e...

 IL MONDO DELLE DONNE/3. SE ANCHE DIO... Il Padreterno a un uomo: “Meriti un premio. Esprimi un desiderio”. L’uomo ci pensa un attimo e chiede: “Vorrei un ponte dall’Italia fino all’Alaska”. Il Padreterno sbuffa: “È difficile, chiedi qualcos’altro”. L’uomo ci ripensa e: “Allora vorrei capire le donne”. Il Padreterno sbuffa: “E va bene, dove lo vuoi questo ponte?”.

 IL PAPA ALLA GUIDA. Dopo aver caricato tutti i bagagli del Papa nella limousine, l’autista nota che Sua Santità sta aspettando sul marciapiede. “Ti devo chiedere un favore — dice il Pontefice all’autista — dovresti lasciar guidare me. Ne ho tanta voglia”. “Mi dispiace, ma non posso; perderei il posto se succedesse qualcosa”, risponde l’autista, maledicendo di essere andato al lavoro quella mattina. “Ci sarebbero degli extra non indifferenti per te”, insiste il Papa. Riluttante, l’autista sale dietro mentre il Pontefice si mette al volante e subito comincia a premere l’acceleratore portando la limousine a 170 Km/h. “La prego, Santità, rallenti”, si dispera l’autista. Ma il Papa continua a tavoletta fino a quando si sentono delle sirene. “Oh mio Dio, mi ritireranno la patente”, piagnucola l’autista. Il Papa accosta e abbassa il finestrino. Un poliziotto si avvicina, dà un’occhiata, torna alla moto, prende la radio, chiama il suo capo al comando e lo informa di aver fermato una limousine che andava a 170 all’ora. “Beh, sbattilo dentro”, dice il capo. “Non credo che possiamo davvero farlo, è un tipo molto importante...”, suggerisce il poliziotto. “Una ragione di più”, esclama il capo. “No, intendo davvero importante...”, insiste l’agente. Il capo allora chiede: “Ma chi hai lì, il sindaco?”. “Più in alto!”. “Il governatore?”. “Di più”. “Va bene, — dice il capo rassegnato — allora chi è?”. “Credo sia Dio!”. Il capo, sbigottito: “Che cosa ti fa credere che sia Dio?”. Il poliziotto, sicuro: “Beh, ha il Papa per autista!”

 IL PIO BARBIERE. In un paesino del profondo Sud, tutti sono molto pii e attaccatissimi alla religione. Un giorno, il parroco, don Salvatore, organizza un pellegrinaggio a Roma. Tutti vogliono partecipare, e si devono noleggiare addirittura due pullman. Solo il barbiere resta a casa, per non dover chiudere il negozio, ma prima taglia gratis i capelli, e con tutto l’impegno, a tutti i partenti, perché siano in forma splendida davanti al Papa, e si raccomanda: “Poi venite e raccontatemi tutto… voglio sapere proprio tutto…” I pellegrini partono. Al ritorno, il barbiere riceve la visita di parecchi di loro, che però sembrano stranamente reticenti. Lui però, entusiasta, ne interroga uno con particolare slancio. “Ma dimmi, dimmi: cosa avete visto?” “Ma… sai… Roma era bellissima… San Pietro… il Vaticano… splendido…” E poi? E poi?” “C’era tanta gente importante… monsignori… cardinali…” “Ah, sì? E poi?” “E poi abbiamo visto il Papa nella Cappella Sistina…” “E poi? E poi?” “La Cappella Sistina è una meraviglia… affrescata da Michelangelo…” “E il Papa? Il Papa?” “Il Papa ci ha ricevuti in forma privata, proprio lì, nella Cappella Sistina.” “Oh, che meraviglia, peccato che non c’ero… E il Papa com’era, eh? Com’era?” “Era maestoso, solenne, irraggiava saggezza, bontà e intelligenza…” “Oh… E poi?” “E poi, don Salvatore ci ha presentati al Papa uno ad uno… Io ero così emozionato che non sapevo più cosa facevo… Mi sono inginocchiato davanti a lui e gli ho baciato l’anello…” “E lui? E lui?” “Lui mi ha guardato un istante con quei suoi occhi ieratici e profondi…” “Dev’essere stata una cosa da sogno… E ti ha benedetto?” “Proprio benedetto… me personalmente no… ha benedetto la comitiva, in generale, alla fine.” “Ma ti ha parlato? Ti ha detto qualcosa?” “Beh…” “Cosa ti ha detto, dimmi, dimmi, voglio sapere…” “Mah, veramente…” “Cosa ci sarà mai? Dimmi. Voglio conoscere l’alata parola del Santo Padre!” “Se proprio ci tieni… Ha detto: ‘Ma chi è quel cane di barbiere che ti ha conciato così?’.”

 IL TRIONFO DELL’INNOCENZA. Ci sono tre bambini in campeggio. Due sono milanesi, il terzo è di Roma. Uno dei due milanesi dice: “Il mio papi è più veloce dei vostri. Alla una esce dalla sua fabbrichetta, prende la Mercedes e all’una e mezza l’è a casa!”. L’altro bambino milanese sorride e, a sua volta, racconta: “Il mio papi è più veloce dei vostri. Anche lui esce dalla sua fabbrichetta alle una, prende la Maserati e alla una e un quarto entra in casa pronto per il pranzo!”. Il bambino romano, che fino a quel momento non aveva fatto una piega, interviene: “Ve state proprio a sbajà... mi’ padre è er più veloce de tutti! Lui lavora ar Comune, esce alle 13 ma alle 12.30 sta sempre a casa! A magnà”.

 IN BARBAGIA. Due carabinieri di pattuglia vedono passare un pastore con un gregge di pecore e lo fermano dicendo: “Ma che begli animali. Cosa sono?” Il pastore, che pensa sia conveniente tenersi buona l’autorità, risponde: “Sono pecore, animali molto docili e utili. Quando arriviamo all’ovile, entrate anche voi e prendetevete una”. I carabinieri ringraziano e vanno a prendersi l’animale. Grande agitazione e i due escono dopo una lunghissima lotta, agitati e trafelati. “Ci avete detto che le pecore sono così docili, ma questa qui ci ha fatto penare tantissimo prima di farsi acchiappare, e ci ha anche morso”. “Ma bravi, non vedete che avete preso il cane?”

 IN TRIBUNALE. FRASI CELEBRI. 1) Testimone: “Appena ho visto che gli puntava il coltello alla gola ho capito che aveva brutte intenzioni”. 2) Testimone: “L’abbiamo soccorso subito, ma respirava così piano che abbiamo pensato che fosse già morto”. 3) Testimone: “In quel momento il malvivente ha esploso un colpo di pistola in modo non equivoco”. 4) Perito: “La parcella comprende anche il fatto che per raggiungere il luogo della perizia abbiamo dovuto servirci di un’attrazione integrale”. 5) Perito: “A un primo esame sembra che il soggetto sia stato prima assassinato con un’arma da fuoco e poi bruciato vivo”.

 IN TRIBUNALE. LA TOGA. Un padre accompagna il figlio in tribunale. Vedendo un avvocato indossare la toga, il ragazzo chiede: “Papà, perché quell’uomo si veste come una donna?”. “Perché deve parlare molto”.

 IN UFFICIO/1. La direzione è spiacente di rilevare che molti dipendenti morti durante il lavoro dimenticano di cadere stesi per terra.Tale abitudine deve cessare immediatamente dato che tale fatto rende difficile distinguere i dipendenti morti da quelli che normalmente lavorano.Si rende quindi noto che da oggi qualsiasi dipendente trovato morto in piedi sarà immediatamente licenziato senza liquidazione.

 INCHIESTA DELLE NAZIONI UNITE. L’Assemblea dell’Onu decise di effettuare una grande inchiesta a livello mondiale. La domanda da porre a un campione di esponenti politici dei diversi Paesi era: “Per favore, ci esprima onestamente e sinceramente la sua personale opinione circa la scarsità di alimenti nel resto del mondo”. Il risultato fu deprimente. Gli europei non capivano che cosa significasse “scarsità”. Gli africani non sapevano che cosa fossero gli “alimenti”. Gi statunitensi chiesero il senso dell’espressione “il resto del mondo”. I cubani sollecitarono spiegazioni sull’espressione “opinione personale”. Nel Consiglio dei ministri in Italia, allora presieduto da Romano Prodi e animato da geni come Mussi e Pecoraro Scanio, si discusse a lungo su che cavolo volesse dire “onestamente e sinceramente”.

 INCIDENTE STRADALE A PALERMO. Giudice: “Ci racconti come è avvenuto il fatto”. Testimone: “Ecco, signor giudece, incidente sctradale fu. La vittima si sconciava con scareca de lupara che viaggiava sul marciapiede in senso conciario”.

 INCORRUTTIBILI. I politici incorruttibili esistono? Certo, ma costano di più.

 INSERZIONE MORTUARIA A GENOVA. Pochi giorni dopo aver ricevuto dal marito in regalo per il compleanno un’auto utilitaria, la signora Parodi ha un attacco di cuore e passa a miglior vita. Il signor Parodi va a far mettere l’apposita inserzione mortuaria sul “Secolo XIX”: “Scia-a scrive: ‘È morta Marta’. L’impiegato: “Ma cuscì cürta? Sulu tre-e parolle? Scia-a l’ammie che finn-a a sei parolle se paga päegiu”. Signor Parodi: “Sei parolle? Allua scia-a scrive: ‘È morta Marta. Vendesi Panda blu’”.

 L’AVVENIRE NELLA MERDA. La maestra a scuola annuncia agli scolari il titolo del tema da svolgersi l’indomani: “Parla dei rapporti fra potere, governo, sindacati e l’avvenire”. Pierino va a casa e chiede lumi al papà. Questi gli spiega il tutto con un esempio: “Vedi, Pierino, è come la famiglia. Io lavoro, guadagno e mantengo tutti, per cui sono il potere. La mamma dice a tutti quello che devono fare, e quindi è il governo. La serva è una lavoratrice, e perciò rappresenta i sindacati. Tu sei un esponente della generazione successiva, e costituisci l’avvenire. Hai capito?” “Sì, papà”. La sera il bambino va a letto, ma poco dopo è colto da una colica, per via di qualcosa che ha mangiato e gli ha fatto male. Disperato, si alza e va a cercare la mamma. Ma la mamma è uscita. Allora va dal papà, ma non lo trova. Sempre più disperato, cerca la serva, ma nella camera di lei trova il papà che se la sta scopando. Piegato in due, non gli resta che tornare a letto. Il mattino seguente, a scuola, Pierino svolge così il suo tema: “Quando il governo è assente, il potere la mette in culo ai sindacati e l’avvenire finisce nella merda”.

 L’INFEDELE. “Sei andata dal macellaio e mi hai fatto le corna. Sei andata dal lattaio e mi hai fatto le corna. Sei andata dal salumiere e mi hai fatto le corna. Sei andata dal giornalaio e mi hai fatto le corna. Sei andata dal fornaio e mi hai fatto le corna. Adesso basta. Da domani la spesa la faccio io”.

 L’UOMO. Veniamo al mondo nudi, umidicci e affamati. In seguito le cose si complicano.

 L’UOVO E LA GALLINA/1. Meglio una gallina oggi che un uovo domani. Parola di gallo.

 L’UOVO E LA GALLINA/2. Non riusciremo mai a scoprire se è nato prima l’uovo o la gallina finché non ci domanderemo che parte abbia avuto in tutto questo il gallo.

 LA FOTO DI MARTE. Data la foto (sfuocatissima) scattata su Marte, che mostra qualcosa che potrebbe essere una figura umana, si pone il problema (ammesso che non si tratti di un trucco fotografico) di che cosa rappresenti: una statua, un semplice effetto di luce o qualcos’altro? Gli esperti hanno formulato varie ipotesi. Secondo loro potrebbe trattarsi di: 1) un essere intelligente (si fa per dire) che voterà ancora Prodi; 2) un napoletano che fa la raccolta differenziata; 3) un arbitro che fischia contro l’Inter; 4) un marziano vivo e vegeto. Votate la vostra risposta. Potete vincere un weekend, a scelta: su Marte (con le bombole dell’ossigeno), oppure a Napoli (senza le bombole dell’ossigeno). La redazione consiglia Marte.

 LA NAZIONALITÀ BELGA. Il sergente, rigorosamente bilingue, alle reclute: “Vlamigen rechts, et Vallons à gauche”. La schiera si divide come ordinato, fiamminghi a destra e valloni a sinistra. In mezzo resta un’unica recluta. Il sergente: “Et toi, toi que crois tu d’être? En jij, wat denk jij te zijn?” “Je suis belge, monsieur le sergeant; ik ben belgisch, mijnheer sergeant”, risponde la recluta a sua volta in stile bilingue. “Et comment t’appelle tu? En hoe heet jij?” Risposta della recluta: “Pasquale Scognamiglio”.

 LA RICCHEZZA. Due contadini si incontrano. “Sai, ho una gallina che mi fa le uova d’oro”, dice uno. “Fantastico, — replica l’altro — davvero una gran fortuna. Sarai contento”. “Macché; le frittate fanno schifo”.

 LA SCOPERTA DELL’AMERICA. Nella scuola di Oslo viene interrogato di storia Pierino, figlio di immigrati dall’Italia. “Allora, Pierino, cos’hanno offerto gli indiani all’eroico vichingo Leif Eriksson quando costui ha scoperto l’America?” “Una pizza alla genovese, signora maestra”.

 LA SIGNORA IN MACCHINA. Un carabiniere ferma una signora in macchina e le contesta il fatto che trasporti un cane senza la prescritta reticella di separazione. La signora: “Ma guardi che è un cane di peluche”. “Signora, non facciamo storie, la razza del cane non è rilevante”.

 LE CINQUE REGOLE D’ORO DELL’IMPERO ROMANO. 1) Lavora sempre n po’ meno della tua soja minima, ricordate de abbassa’ ciclicamente i livelli di detta soglia. 2) Nun te ‘ncazza’ coi debboli, nun te ‘ncazza’ coi forti, nun te ‘ncazza’ proprio. E ricorda: i debboli fanno finta, domani saranno forti, quinni, se proprio devi, menaje subito, nun li fa’ cresce. 3) Non tutti i mali vengono pe’ nuoce, quindi tutte le vorte che hai fatto male a quarcuno, nun te sembra, ma je hai fatto bene, perciò nun te sta’ a preoccupa’, che te frega. 4) Aiutate che tanto nun t’aiuta nessuno. Ricordati infatti che Dio è onnipresente, quinni, se voleva, te aiutava meno. 5) Nun scaja’ mai la prima pietra si nun sei sicuro de piallo bene. Sinno è mejo che te la conservi pe’ dopo.

 LE TRE VIRTÙ DEGLI ITALIANI. Quando Dio creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero, decise di concedere loro due virtù. Così gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi, gli inglesi perseveranti e studiosi, i francesi colti e raffinati. Quando arrivò agli italiani si rivolse all’angelo che prendeva nota e gli disse: “Saranno intelligenti, onesti e comunisti”. L’angelo fece notare: “Ma Signore, hai dato a tutti i popoli due virtù, agli italiani tre, questo farà sì che prevarranno sugli altri”. “Accidenti! È vero! Ma le virtù divine non si possono più togliere. Lasciamo che gli italiani abbiano tre virtù. Però ogni persona non potrà averne più di due insieme“. Fu così che: 1) l’italiano che è comunista e onesto, non può essere intelligente; 2) quello che è intelligente e comunista, non può essere onesto; 3) e quello che è intelligente e onesto non può essere comunista.

 LEI & LUI/1. Lui: “Amore, per quest’anno cosa ne diresti di una vacanza intelligente?” Lei: “Cos’è, tu rimani a casa?”.

 LEI & LUI/2. Come fare impazzire un uomo in camera da letto? Nascondere il telecomando.

 LEI & LUI/3. Lui: “Avresti qualcosa da obiettare se facessimo sesso?”. Lei: “Sinceramente non l’ho mai fatto”. Lui, sorpreso: “Mai? Davvero sei vergine?”. Lei: “No, non mai avuto nulla da obiettare”.

 LEI & LUI/4. Cosa devi fare quando vedi che il tuo ex marito sta rantolando sul pavimento? Sparargli un’altra volta.

 LEI & LUI/5. Qual è la differenza fra gli uomini e le donne? Una donna vuole che un solo uomo soddisfi tutte le sue esigenze; un uomo vuole che tutte le donne soddisfino l’unica esigenza che ha.

 LEI & LUI/6. Un uomo e sua moglie andarono in vacanza a Gerusalemme. Mentre erano lì, la moglie morì. L’impresario delle pompe funebri disse all’uomo: “La si può spedire a casa per 5.000 dollari, oppure seppellirla qui, in Terra Santa, per 150 dollari”. L’uomo ci pensò su e decise di far spedire la moglie a casa. L’impresario chiese: “Perché vuole spendere tanti soldi per spedire a casa una salma, quando sarebbe così bello ed economico seppellirla qui?” L’uomo rispose: “Molto tempo fa un uomo morì qui, fu sepolto qui e tre giorni dopo resuscitò. Preferisco non correre questo rischio”.

 LONGEVITÀ. Un giornalista viene incaricato di svolgere un’inchiesta sulla longevità. “Devi parlare con la gente, capire come vivono e cosa pensano gli anziani”, gli dice il direttore. Il giornalista va al parco nel centro cittadino a cercarsi qualche vecchietto da intervistare. Ne vede uno seduto su una panchina, si siede vicino a lui e attacca discorso: “Ma dunque, mi dica, lei ha cura della sua salute?” “Ma chi se ne frega”, risponde l’anziano con voce gracchiante e strascicata. “Ma dunque cosa fa? Beve?” “A damigiane”. “Ma berrà birra leggera”. “Macché birra, bevo vino, whisky, cognac, tutto quello che capita”. “Oh, perbacco, ma almeno si controllerà nel fumo”. “Fumo? Io ne fumo cinque pacchetti il giorno”. “Accidenti, ma almeno eviterà gli stravizi a tavola”. “Stravizi? Io mi strippo tutto quello che trovo. Mangio polli arrosto interi, bistecche di tre etti al sangue, salame al peperoncino, vitello tonnato. Mangio finché ce ne sta”. “Ma, mi scusi, almeno si tratterrà con le donne”. “Ma che trattenimento. Ne intrattengo tre per notte”. “Ma lei è un vero portento. Può dirmi quanti anni ha?” E l’anziano gracchia: “Ventisette”.


11
NOVEMBRE
2017
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BARZELLETTE DALLA M alla R

MAGNIFICO RETTORE IN BICICLETTA. Un professore universitario muore e, stranamente, va in paradiso. San Pietro gli regala una Panda e gli dice: “Qui puoi fare quello che ti piace, gira dove vuoi per il paradiso e divertiti”. Il barone ringrazia e parte, ma poco dopo rientra, tutto rannuvolato, a lamentarsi. “Cosa c’è?” domanda il principe degli Apostoli. “Vedi, San Pietro, per la strada ho incrociato il mio ricercatore, e lui aveva una Ferrari”. “Ma sai, i giudizi qui sono inappellabili, mi dispiace, ti devi tenere la Panda, che dopotutto è una bella macchinetta”. Poco convinto, il professore riparte. La sera, nell’incontrare nuovamente San Pietro, si mostra tutto allegro e giulivo. “Che c’è?” gli domanda il primo Papa “come mai stamattina eri tanto arrabbiato, e adesso sei così contento?” “Vedi, San Pietro, oggi ho fatto un altro incontro. Ho visto il Magnifico Rettore che andava in bicicletta”.

MARITI. Due amiche conversano. “Non sopporto più quello sfaticato di mio marito, non fa nulla di più della siesta”. “E di che ti lamenti? Il mio non fa nemmeno più la prima”.

MATRIMONIO SENZA SEGRETI. Un uomo d’affari manda un messaggio alla sua donna: “Mia cara moglie: tu comprenderai che ora che hai 57 anni, io ho certe esigenze che tu non puoi più soddisfare. Io sono felice con te, ti considero una moglie meravigliosa e spero che tu non prenderai male il fatto che, quando riceverai questo messaggino, io sarò all’Hotel Comfort Inn con Vanessa, la mia segretaria, che ha 19 anni. Non ti arrabbiare. Sarò a casa prima di mezzanotte”. “Quando l’uomo rientra a casa, trova un foglio sul tavolo: “Caro marito, ho ricevuto il tuo fax e non posso che ringraziarti per avermi avvertita. Approfitto di questa occasione per ricordarti che anche tu hai compiuto 57 anni. Inoltre ti informo che quando tu leggerai questo messaggio, sarò all’Hotel Fiesta con Michele, il mio istruttore di tennis che, come la tua segretaria, ha 19 anni. Visto che sei un uomo d’affari e, in più, sei laureato in matematica, potrai facilmente comprendere che noi due ci troviamo in situazioni simili, ma con una piccola differenza: 19 entra più volte nel 57, rispetto al 57 nel 19... Quindi, non mi aspettare prima di domani. Baci dalla tua donna che ti capisce...”.

MATTI DA SLEGARE. Giulia e Nino sono due pazzi che vivono in un ospedale psichiatrico. Un giorno, passeggiando vicino alla piscina dell’ospedale, Giulia improvvisamente si butta nell’acqua e cola a picco. Nino si tuffa a sua volta e riporta la donna a galla. Quando il direttore dell’ospedale viene a sapere del gesto di Nino decide subito di dimetterlo dall’ospedale in quanto il suo atto di coraggio dimostra che ora è mentalmente stabile. Così il direttore va da Nino e gli dice: “Ti devo dare una notizia bella e una cattiva. Quella bella è che ho deciso di dimetterti dall’ospedale in quanto sei stato capace di compiere un atto eroico salvando la vita di un’altra persona. Credo che tu abbia ritrovato il tuo equilibrio mentale. Quella cattiva è che Giulia si è impiccata nel suo bagno con la cintura della vestaglia”. Allora Nino guarda perplesso il direttore e risponde: “Impiccata? Ma no, l’ho appesa io per farla asciugare...”.

MEDICI. Subito dopo la visita, un vecchio e malandato paziente si sta rivestendo nello studio del dottore, il quale si attacca giulivo al telefono: “Pronto cara, ho finalmente trovato un appartamento che sarà libero molto presto.

MOGLI & MARITI/1. “Com’è tua moglie in cucina?” “Brutta come in tutte le altre stanze.”

MOGLI & MARITI/2. “Io non ti capisco,” dice la mogliettina “mi hai detto che ti piacciono le patate. Te le ho preparate lunedì. Hai detto che erano ottime. Te le ho ripreparate martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato. E ora che è domenica, all’improvviso, mi dici che odi le patate.”

MOGLI & MARITI/3. “Mia moglie ha fatto una maschera di fango ed è stata bellissima per due giorni. Poi ha tolto il fango...”.

MOGLI & MARITI/4. Lui: “Paola, quando la smetterai di farmi queste scenate di gelosia?” Lei: “Quando tornerai a chiamarmi Clara”.

MOGLI & MARITI/5. Lei: “Caro, tu preferisci una donna bella o una intelligente?”. Lui: “Nessuna delle due, ti amo così come sei”.

MOGLI & MARITI/6. Lui: “Cara, davvero sono il primo a chiederti di fare queste cose?”. Lei: “Sì, sei il primo”. Lui: “Che brava ragazza”. Lei: “Beh, a tutti gli altri ho dovuto chiederlo io”.

MOGLI & MARITI/7. A letto. Lui: “Amore, sono stato il tuo primo uomo?”. Lei: “Certo caro, ma perché me lo chiedete sempre tutti?”.

MOGLI AL COMANDO. Molti uomini muoiono e si presentano alla porta del paradiso. Per semplificare le operazioni di ammissione, San Pietro ordina che si dividano in due gruppi: quelli che hanno sempre fatto quello che diceva loro la moglie a destra e quelli che invece hanno fatto di testa propria a sinistra. Si formano due code: quella degli ubbidienti alla consorte è enorme, mentre l’altra è cortissima. San Pietro dice: “Cominciamo da quella più corta, così ce la leviamo.” E comincia da quella di sinistra, formata infatti da un unico marito. “Tu,” domanda San Pietro “come mai sei qui?” “Me l’ha detto mia moglie di mettermi qui.”

NERI E BIANCHI A BORDO. “Il colore della pelle non conta, bianchi e neri siamo tutti nella stessa barca. Per cortesia, quelli più scuri vadano ai remi, così possiamo partire. Grazie”.

ORE DI PARADISO. Il vecchio prete arringa i giovani aspiranti all’ordinazione: “Che bello, che bello, che bello. Non c’è cosa più bella, sarete sacerdoti. Non c’è cosa più bella. Ieri sono andato nel convento di suore qui vicino e le ho passate tutte, dalla madre superiora fino all’ultima. Ore di paradiso.” (Probabilmente intendeva parlare di esperienze spirituali, ma le sue parole si prestano a un certo equivoco.)

PAUSA PRANZO. Il direttore generale della banca era preoccupato per un suo giovane collaboratore che, dopo, un periodo di lavoro senza mai neanche essersi fermato per la pausa pranzo, comincia ad assentarsi a mezzogiorno. Per questa ragione convoca il detective privato della banca e gli dice: “Segua il ragionier Rossi per un’intera settimana. Non vorrei che si fosse cacciato in qualche pasticcio”. Il detective fa il suo lavoro. La settimana dopo torna e rapporta: “Rossi esce normalmente a mezzogiorno, prende la sua auto, va a pranzo a casa sua, fa l’amore con sua moglie, fuma uno dei suoi eccellenti sigari e torna a lavorare”. Il direttore generale appare sollevato: “Oh, meno male che non c’è niente di losco in tutto questo!”. Il detective, senza scomporsi, domanda: “Scusi direttore, posso darle del tu?”. Sorpreso e incuriosito, il direttore generale risponde : “Sì, certo, nessun problema”. E il detective: “Allora ti ripeto: Rossi esce normalmente a mezzogiorno, prende la tua auto, va a pranzo a casa tua, fa l’amore con tua moglie, fuma uno dei tuoi eccellenti sigari e torna a lavorare!”.

PECORARO SCANIO. Aveva un cervello così piccolo che, quando due pensieri si incontravano, dovevano far manovra.

PISANI. Al CPA (Centro Produzione Anime) del Paradiso, l’angelo titolare del servizio viene convocato da San Pietro per una missione urgente. Chiama un altro angelo a sostituirlo e gli spiega: “Vedi, man mano che escono le anime, bisogna stampigliarle dicendo: ‘bambino-bambina-grullo, bambino-bambina-grullo, bambino-bambina-grullo’, eccetera… capito?”. “Sì, sarà fatto.” Due ore dopo, terminata la missione, il titolare torna al suo posto e sente il suo sostituto che dice: “grullo-grullo-grullo, grullo-grullo-grullo, grullo-grullo-grullo…”. “Ma cosa fai? Dovevi dire: ‘bambino-bambina-grullo’”. “Lo so, ma abbiamo ricevuto una grossa ordinazione urgente da Pisa.”

PROBLEMI DI EREZIONE. “Dottoressa, ho un’erezione continua, giorno e notte, ventiquattr’ore al giorno. Mi può dare qualcosa?” “Vitto, alloggio e 1000 euro al mese, di più non posso”.

PRODI E LA LAMPADA. Romano Prodi acquista da un rigattiere una vecchia lampada e, arrivato a casa, si mette a strofinarla per pulirla. D’improvviso, dalla lampada scaturisce una sottile nebbiolina e si materializza un genio. Ed ecco il dialogo che ne segue. Genio: “Sono il genio della lampada, al tuo servizio, padrone; formula un desiderio”. Prodi (aprendo un atlante geografico): “Ecco qua, genio, vedi questa carta del Medio Oriente; ci sono questi due popoli che si odiano e si combattono da tanto tempo; come vorrei che si mettessero d’accordo e regnasse finalmente la pace”. Genio: “Mi spiace, ma nella regione di questa carta geografica la situazione si è incancrenita in modo talmente spaventoso e l’odio è talmente radicato che, per quanto grande sia il mio potere, temo di non poter far niente; esprimi un altro desiderio”. Prodi: “Allora vorrei diventare intelligente”. Genio: “Senti, riguardiamo un po’ quella carta”.

PROFESSORI. Volendo creare l’uomo perfetto, Dio creò il Professore Universitario. Il Diavolo, invidioso, armeggiò come poté e produsse una miserabile scimmiottatura: il Collega.

QUANTO È LUNGO UN ATTIMO. Secondo la teoria della relatività, la lunghezza dell’attimo dipende da quale lato state guardando la porta del gabinetto.

QUESTIONE DI NOMI. “Papà, papà, ho scoperto di essere gay”. “Ma tu” risponde il padre “hai uno yacht di trenta metri ancorato a Portofino?” “No, papà”. “E hai una villa a Courmayeur?” “No”. “Vai regolarmente a New York, Londra e Parigi per rinnovare il guardaroba presso i negozi di maggior lusso?” “No”. “Hai passato le ultime vacanze in un villaggio turistico a cinque stelle alle Seychelles?” “No”. “E allora, mi dispiace, figlio mio, ma tu non sei gay. Sei solo frocio”.

 

RACCOMANDAZIONI. Il padre: “E mi raccomando, figlio mio, tienti ben lontano dai disonesti. Sono i più difficili da imbrogliare.”

 

RAGIONIERI FRA MOGLI E FIGLI/1. Un ragioniere sfoglia il giornale e rimane colpito da un titolo a tutta pagina: “Ogni cinque bambini nati nel mondo, uno è cinese”. Ripiega il giornale e si rivolge alla moglie “Cara, siamo fortunati: abbiamo avuto otto figli e nessuno di loro è cinese”.

RAGIONIERI FRA MOGLI E FIGLI/2. Un ragioniere va in ufficio con cioccolatini, pasticcini e una bottiglia di spumante. Cosa festeggiamo oggi?” chiedono i colleghi incuriositi. “Festeggiamo mio figlio, sono diventato padre e sono felicissimo”. “Evviva, complimenti! E tua moglie? Chissà come sarà felice anche lei...”. “Ah, non so... non gliel’ho ancora detto”.

RAGIONIERI FRA MOGLI E FIGLI/3. Un ragioniere e sua moglie hanno deciso di separarsi. “Sono sicura — afferma lei —che il giudice mi concederà duemila euro al mese per il mio mantenimento”. Il marito sospira: “Magari, così eviterei di darteli io”.

RETATA NAZISTA. Retata di ebrei. Viene arrestato anche un giovane che nega disperatamente di essere giudeo. Si lamenta: “Ma io sono cattolico, ho al collo la medaglietta della Madonna della Guardia.” “Nein, nein, tu Jude, tu deportato.” “Ma no, ma no. Vi faccio vedere che non sono circonciso.” Detto fatto, abbassa pantaloni e mutande. I nazisti esaminano il “coso” e si persuadono: “Verzeihung, noi sbagliato, lei può andare”. Due vecchiette, di nascosto, hanno osservato l’intera vicenda e scuotono la testa. Una commenta: “Duve l’é che andiemu a finì? Credan ciù au belin che a-a Madonna da Guardia.”

ROBOT ANTIBUGIE. Pierino è piuttosto bugiardo e la mamma pensa di comprare un nuovo mirabolante elettrodomestico appena inventato: il robot antibugie, una macchina elettronica su ruote e dotata di un potente braccio meccanico tirasberle che entra in azione appena qualcuno dice una bugia. La famigliola si riunisce per la cena, alla presenza del robot che manda piccoli lampi verdi da una spia, ad indicare che è acceso e in perfetta efficienza. La mamma domanda a Pierino: “Questo pomeriggio dove sei stato?” “Sono andato a studiare matematica con Carletto”, è la risposta. Il robot parte in quarta e molla a Pierino un memorabile sganassone. “Ah, Pierino, Pierino, non si dicono le bugie”, ammonisce la mamma. “E va bene, sono stato al cinema con Carletto”, risponde Pierino, massaggiandosi la faccia. “E il film come si intitolava?” insiste la mamma. “Si intitolava ‘Torna a casa, Lassie’”, risponde il ragazzo. Il robot riparte a tutta birra e molla a Pierino un altro potente sganassone. “Ahi, ahi, confesso,” si lamenta il ragazzo “il film era ‘Quel gran pezzo della Ubalda, tutta nuda e tutta calda’”. “Vergogna, Pierino,” tuona il papà “io alla tua età non andavo mai a vedere film scollacciati”. Con grande sorpresa della famiglia, il robot si avvicina al padre di famiglia e gli molla un memorabile ceffone che lo manda a gambe all’aria. Allora la mamma, indignata: “Ma Giovanni, questi sono gli esempi che sai dare a Pierino? Ricordati delle tue responsabilità. Dopotutto è tuo figlio”. E in quella il robot parte di nuovo in quarta e stende la matrona con una sberla di prima classe.

ROTWEILER SERVIZIEVOLE. Per le vie della città si snoda uno strano corteo funebre. Davanti vanno due carri funebri, uno dietro l’altro, con relativa bara. Segue un rotweiler dall’aspetto ferocissimo, accompagnato dal padrone, e infine una lunga coda di uomini. Un tizio di passaggio si incuriosisce e domanda al padrone del rotweiler: “Ma scusi, che funerale è? Chi è morto?” L’altro risponde: “Nei due carri funebri ci sono le salme di mia moglie e di mia suocera; sa, è stata una disgrazia, il cane ha azzannato mia moglie, sua madre, cioè mia suocera, è corsa in suo aiuto e il rotweiler ha sbranato anche lei.” Dopo un momento di riflessione, il tizio domanda: “Potrebbe mica prestarmi il cane?” “Certamente, però si metta in coda.”

ROVINE. Un turista americano, durante il festival della gioventù, si reca a Kiev. Non riuscendo a rintracciare da nessuna parte qualche segno della tramontata civiltà, si rivolge ad un passante: “Scusi, potrebbe indicarmi dove sono le vecchie rovine?” Il passante risponde: “Guardi, lei si sbaglia, qui da noi ci sono soltanto rovine nuove”.


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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  • LE RAPALLIADI RELOADED

    Degni son di laudi e onori

    questi bei ‘ministratori

    dell’amena cittadina

    che somiglia a una vetrina,

    e che fa rima con sballo,

    e con callo e con cavallo,

    ma purtroppo, senza appello,

    non fa rima con cervello.

     

    Terza laude

     

    Cala il sole molto presto

    e d’inverno è buio pesto;

    nelle curve alquanto oscure

    non si vedon le fessure,

    nel sinistro marciapiede

    a tuo rischio metti il piede.

    Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 1 copia

    “Di lampion ce n’è abbastanza

    abbastanza e ce n’avanza”,

    dice l’amministratore

    con serafico candore,

    Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 2 copia

    “che la gente stia più attenta

    e mi paghi la rumenta,

    e tra vincoli e tributi

    siano i sudditi spremuti.”

    Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 3 copia

    Leggi tutto...

 
 
 
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