Genova, 21 Gennaio 2018 04.50





 
RIDICULARIA

 

Ridicularia

20
GIUGNO
2017
Articolo letto 358 volte

LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Quarta puntata

 

Che sia l’invidia a muovere il PAG? Non si riesce ad immaginare altra spiegazione per l’inqualificabile attacco a Vittorio Messori (Vittorio Messori: il cristologo narcisista), il validissimo e dotto apologeta che ha insegnato ad un’intera generazione a comprendere l’origine e il significato della Scrittura e della Tradizione. Perché mai “cristologo”, poi? Vorrà dire qualcosa al di fuori del cerebro gramagliesco? In questo scritto diffamatorio il PAG si scaglia con espressioni di inaudita volgarità e violenza contro Vittorio Messori e contro il volume Patì sotto Ponzio Pilato? Un’indagine sulla Passione e morte di Gesù, definendola ripetutamente “idiota” e coniando perfino i neologismi “idiotissima” e “straidiota” (op. cit., p. 494). Altri sostantivi e aggettivi utilizzati dal PAG per qualificare il volume o le tesi di Vittorio Messori sono “fanfaronate” (ibid., p. 486), “romanzetto a fumetti” (ibidem), “buffonaggine” (ibid., p. 488), “stupidità” (ibid., p. 489), “trovate demagogiche” (ibidem), “bravate” (ibid., p. 490), “prodezze da saltimbanco” (ibidem), “indecente” (ibid., p. 492), “capolavoro di stupidità demagogica” (ibid., p.493), “limite massimo delle idiozie filologiche” (ibidem), “sceneggiata” (ibid., p. 494). Quanto all’autore, Vittorio Messori viene qualificato come “intellettuale cattolico denutrito” (ibid., p. 489) o, più semplicemente, “un pazzo” (ibid., p. 494). Dopo avere osservato che “[...] Vittorio Messori non è tuttavia ingenuo [...]” e coltiva “[...] un subdolo secondo fine [...]”, che è quello di diffondere il “concordismo” a proposito dei Vangeli (ibid., p. 491) o, peggio ancora, l’“apologetica” (ibid., p. 493), il PAG conclude che “[...] sarebbe d’altronde eccessivo pretendere che egli [Vittorio Messori] riesca a svolgere con correttezza professionale anche solo una attività di informazione, quale esigerebbe il suo cosiddetto mestiere di giornalista” (ibid., p. 494).

“Questo è dunque il livello morale e scientifico del PAG, il quale, in qualità di insegnante di seminario, si occupa, ahimé, della formazione dei nuovi sacerdoti dell’archidiocesi di Torino”, ha commentato un mio amico insegnante.

Ora, con l’Opera valtortiana, ricchissima di informazioni che la veggente non poteva umanamente in nessun modo conoscere, siamo di fronte ad un vero e proprio miracolo, così come immensi miracoli sono gli altri due bersagli dell’odio gramagliesco: Padre Pio e la Sindone. Ma, come insegna Gesù ne L’Evangelo (Cap. 161.5, corsivo aggiunto): “Il miracolo porta alla fede coloro che già sono per quella via. Ma nei senza umiltà – la fede prova sempre che esiste in un’anima umiltà – porta ad una bestemmia.” E Lei, caro PAG, di bestemmie è un vero specialista.

Al vecchio Crispo di Lucania che ha cercato la verità nello scibile, Gesù disse: “Per trovare la verità bisogna unire l’intelletto con l’amore, e guardare le cose non solo con occhi sapienti, ma con occhi buoni” (L’Evangelo, Cap. 242.8).

Proprio quello che manca del tutto a Lei, Don Professor-patrolog-tuttologo, Pier Angelo Gramaglia, sempre acido e velenoso contro tutto e tutti, al punto da essere del tutto controproducente in ogni Sua esternazione.

Permetta una domanda, che ad un così grande esperto di psicologia e parapsicologia come Lei sembrerà ingenua: a che stadio di evoluzione psichica si trova uno che scrive sempre e solo contro qualcuno o qualcosa? Di che disturbi della personalità soffra (per parlar bene) o quanti venerdì manchino (per parlar male), a chi sistematicamente trova che tutti gli altri sono idioti e ridicoli, e lui è l’unico a capire tutto?

Può darsi perfino che qualche volta abbia, almeno in parte, ragione, come quando se la prende coi mormoni o con la Blavatsky, ma un mio amico orologiaio ha detto di Lei: “Se per caso ha ragione, sembra uno di quegli orologi guasti che segnano l’ora esatta due volte al giorno.”

Naturalmente ho cercato di difenderLa, mettendo in moto i miei pochissimi neuroni superstiti, temo però che la mia sia stata una debole difesa d’ufficio. Ma Ella, che canta in greco biblico, fischietta in ebraico, russa in latino, sbadiglia in aramaico, e appare alla Madonna, non ha certo bisogno di alcuna difesa.

Tuttavia, un punto a Suo favore, illuminato tuttologo, esiste, e su questo io stesso, il mio barbitonsore, e tutti gli altri che mi hanno aiutato a leggere e commentare i suoi polpettoni, siamo pienamente d’accordo. Della Valtorta Ella non ha capito assolutamente NIENTE, perché la Sua peculiare forma mentis La porta anni luce lontano dal ragionamento equilibrato, dal Cristianesimo e dal misticismo, così che, col Suo inimitabile stile che sembra il ringhiare di un cane idrofobo, ne ha scritto solo bestialità che non stanno né in cielo né in terra, ma perlomeno l’ha letta, e l’ha letta con attenzione, per andare a cercare il pelo nell’uovo con la Sua consueta frenesia maniacale.

Ma quelli che giudicano e condannano Maria Valtorta solo dopo aver dato “uno sguardo a tutto”, che trinciano giudizi e non ricordano nemmeno se erano “dieci o dodici volumi”, o che si limitano a ripetere a pappagallo i precedenti, scandalosi pronunciamenti contro la grande mistica di certa gerarchia in adorazione di se stessa (quella stessa gerarchia che, nella stessa epoca, fece collocare microfoni spia nel confessionale di Padre Pio), quelli che alzano le spalle meravigliandosi che il “caso Valtorta” continui “far rumore”, tutti costoro, ciechi e arroganti, sono almeno un gradino al di sotto di Lei.

Ma c’è ancora di peggio. Ci sono, ad almeno due gradini sotto di lei, i sostenitori dei falsi mistici che si rifanno alla Valtorta per far passare “rivelazioni” demenziali e grottesche, come i corifei del penoso Don Bortoluzzi e della sua delirante Genesi biblica, e questo senza che la gerarchia muova un dito. Tutto quel che quei signori hanno saputo fare, è stato mettere all’Indice il tesoro valtortiano, poi abolire l’Indice, poi proclamare che, anche abolito, valeva lo stesso. Complimenti per il discernimento e la coerenza.

Mio caro, illuminato PAG, bisogna ammettere che scendere sotto il suo livello abissale è tutt’altro che facile. Ma certi nuovi farisei, evidentemente, ci riescono benissimo.

(continua)


18
GIUGNO
2017
Articolo letto 505 volte

LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Terza puntata

 

Ed ecco alcune perle, scegliendo fior da fiore. Bilocazione e trasfigurazione sarebbero favole degli spiritisti (pp. 253-255). Nessun cenno alle bilocazioni dei santi, parecchie delle quali ben documentate. L’atteggiamento medianico sarebbe (…) tipico di chi si affida all’interna ispirazione che gli viene da Dio a tutti i livelli.” (p. 258). “La trance medianica si manifesta come uno stato alterato di coscienza ed è analoga all’estasi.” (p. 259). S. Teresa d’Avila andava semplicemente in trance? La trasfigurazione sarebbe una alterazione di coscienza, di voce, di personalità e addirittura una modificazione della fisionomia che condurrebbero ad “una vera e propria metamorfosi psicologica e caratteriale” (p. 260). Dunque, Cristo sul Tabor era in stato alterato di coscienza?

“Un prete come questo sta alla Chiesa come un falegname che passi tutto il tempo a spaccare mobili,” ha commentato un mio amico “e quello che è più grave è che il capo mobiliere non fa niente per togliergli l’ascia di mano.”

Ebbene sì, non potevamo dormire la notte cercando di capire cosa fosse uno spirito-guida. Ed ecco che alle folle assetate di conoscenza Ella, erudito PAG, provvede a spiegare che “lo spirito-guida svolge (…) diverse funzioni: da una parte diventa un protettore che assiste il medium durante le sedute, controllandone perfino lo stato fisico, onde evitare fatiche e pericoli, e svolge funzioni analoghe a quelle dell’angelo custode nella psicologia infantile; dall’altra soddisfa inconsce manie di grandezza, presentandosi come Entità personificata che coordina eventuali interventi di altri spiriti.” (p. 266). Commento: “Si capisce, l’angelo custode esiste solo nella psicologia infantile: bella bestemmia! E se lo spirito-guida fosse Belzebù come si fa a distinguerlo?”

E il fluido psichico? Ecco l’infallibile PAG che ci spiega ex cathedra: “il fluido psichico pare essere di natura elettromagnetica (…) sempre e comunque l’elettricità ha un potere disgregativo sui fenomeni spiritici. (…) Vi sarebbero infine rapporti speciali tra gli spiriti da evocare e il colore della luce; pare che gli spiriti negativi siano attratti dalle vibrazioni più rapide (dal viola all’ultravioletto), gli spiriti positivi dalle vibrazioni più lente (dal rosso all’infrarosso) [sic]; inoltre gli spiriti negativi assorbirebbero luce, dando origine ad apparizioni più scure, mentre gli spiriti positivi, riflettendo i raggi luminosi, si presenterebbero in forme biancastre.” (p. 276).

A questo punto in cattedra c’è salito un mio amico fisico e ha detto: “Le pretese di scientificità conducono il Gramaglia ad impantanarsi proprio nelle fandonie spiritistiche che si è proposto di smascherare. Infatti, rifiutando l’autorità della Chiesa, che condanna senza appello qualunque tentativo di mettersi in contatto con forze che non possono essere se non diaboliche, il PAG si perde in sofismi pseudoscientifici, assolutamente ridicoli. Gesù aveva chiaramente spiegato a Maria Valtorta che gli spiriti celesti non si lasciano chiamare dagli uomini, perché Dio non è al nostro servizio; praticando spiritismo ed esperimenti parapsicologici ci si può mettere in contatto solo coi demoni, e il diavolo è abilissimo nel farsi passare per una persona defunta, o per un angelo di luce o perfino per la Madonna, come ha fatto una volta davanti a una veggente di Medjugorje. Baloccarsi con spiritismo o “esperimenti” di parapsicologia significa aprire porte che dovrebbero restare sempre chiuse. Infine, almeno il PAG sapesse di cosa parla quando pretende di usare termini scientifici: la luce ha sempre la stessa velocità c, pari a circa 300.000 km/sec, tanto che è una delle costanti cosmiche; quello che cambia è la lunghezza d’onda l, ed è questa a determinare il colore. Gnurant!”

Eureka! Se n’è accorto perfino Lui, l’illuminato tuttologo, che gli spiriti sono bugiardi, anche se ammettere che si tratta di demoni sarebbe troppo per la sua granitica fede razionalistica: “Se si prescinde dal fatto che gli spiriti si rivelano spesso abbastanza bugiardi, perché non riferiscono quasi mai il loro nome esatto e cercano un nome fittizio, le loro risposte vuoi sulla vita passata vuoi su problemi che interessano i componenti la seduta dipendono piuttosto dalle suggestioni suggerite dal direttore e incrociate con l’inconscio sbrigliato del medium in trance. Succede un po’ come con gli esorcisti in dialogo con i presunti ossessi in stato di dissociazione.” (p. 278). “Allegria!” ha commentato un mio amico “gli esorcisti sullo stesso piano degli spiritisti. Andiamo proprio bene.”

Gli spiriti “superiori”, essendo più intelligenti, a volte protestano persino contro l’idea di Dio”, ci assicura il PAG (p. 284). Commento: “Si capisce, maggiore l’intelligenza, maggiore l’ateismo: acuta constatazione del PAG, che ne denota la profonda fede e si accorda con la famigerata affermazione che segue due pagine dopo, della possibilità di ‘una ermeneutica del mistero della persona di Gesù di tipo razionalistico, che ne neghi la divinità, poiché la fede cristiana non è il risultato apodittico della semplice esegesi” (p. 286). Una amenità già citata, ma vale la pena di ritornarci, perché riflette bene la fede gramagliesca.

Ed ecco nuovamente in azione l’instancabile valtortofobo Don Pier Angelo Gramaglia. Con mirabile tempestività, nel 1997, interviene sulla canonizzazione di Padre Pio di quell’anno. Con furia da talebano suicida, il PAG spara a zero contro il santo nella sua Analisi critica del mito di Padre Pio. Il libro è stampato in proprio, forse perché nessun editore aveva osato accettare questa spazzatura (la definizione è di un mio amico netturbino), monotonamente simile a quella già scagliata sulla Valtorta: Padre Pio avrebbe avuto un fisico alterato e patologico, sarebbe stato un isterico, una mente malata, sofferente di allucinazioni, dedito ad attività divinatorie e medianiche (sic!). E il Gramaglia-pensiero conclude scagliandosi con odio contro tutte le manifestazioni mistiche: “ci si può porre dei seri quesiti critici su di un modello di esperienza religiosa che sta prevalendo nell’epoca contemporanea, e non solo nel mondo cattolico, di cui padre Pio è indiscutibilmente emblema. Pare infatti che per l’uomo religioso dell’inizio del Terzo Millennio il Divino debba essere visibile nelle più svariate allucinazioni estatiche, udibile in loquacissime locuzioni interiori, ‘nasabile’ nei più sublimi profumi celesti (nonché distinguibile dagli olezzi sulfurei del suo antagonista), gustabile in tutte le fontane miracolose e, finalmente, tastabile dalle più segrete transverberazioni interiori fino all’orticaria epidermica mariana.”

(continua)


16
GIUGNO
2017
Articolo letto 399 volte

LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Seconda puntata

Nel volume Lo spiritismo (che la Valtorta correttamente, e in linea col Magistero della Chiesa, giudica diabolico, e che quindi andrebbe evitato e basta), Ella, caro PAG, definisce “scientifica” la parapsicologia, che sembra assumere per Lei un valore superiore allo stesso Magistero. Infatti, illuminato tuttologo, ecco la Vostra inappellabile sentenza: “con la nascita della parapsicologia si è infatti sbloccata l’insostenibile posizione della teologia cattolica che ancora all’inizio del secolo XX affrontava ad esempio il fenomeno con la mentalità tipica dei secoli delle streghe” (sic, p. 9); da cui l’evidente riprovazione (pp. 12-13) per le sacrosante condanne del Magistero contro induzione di poteri paranormali e spiritismo: vedi il decreto della Sacra Penitenzieria nel 1841, l’enciclica del beato Pio IX del 1856, la proibizione del 1900 di S. Leone XIII di leggere di spiritismo con scomunica in caso di esplicita adesione a dottrine eretiche, la condanna del Sant’Uffizio del 1917 anche a chi assiste passivamente a sedute spiritiche.

Ma per carità, cosa mai può contare il Magistero di fronte alla Scienza? Infatti, “per una rilettura di alcuni fenomeni religiosi, ritenuti carismatici sia nell’area cattolica sia nell’area spiritista, l’apporto della parapsicologia scientifica rimane senza dubbio ineludibile” (p. 26). Ormai lo sappiamo, Ella non ha mai dubbi, neppure quando sentenzia sull’etere come mezzo di trasmissione dei fenomeni paranormali.

Leggiamo le alate parole (p. 40): “L’etere (…) composto probabilmente di neutrini (1012 elettro-neutrini per centimetro cubo con enorme densità energetica), viene identificato con una specie di ‘Spazio sostanziale’, presentato come un involucro esterno dell’Assoluto energetico.” Sembra molto scientifico ma posso assicurarLa che l’unico etere esistente riguarda la chimica, ed è una sostanza organica detta etere etilico, dietiletere o etossietano. Invece come entità fisica che dovrebbe spiegare la propagazione della luce non esiste proprio. Mentre scaldavo i banchi, neppure all’università, ma già al liceo, ho infatti sentito parlare del famoso esperimento di Michelson-Morley che, dimostrando appunto l’inesistenza dell’etere, aprì la via alla relatività di Einstein.

Passando a scaldare altri banchi, all’università, mi è stato spiegato ancor meglio che l’etere era stato ipotizzato come mezzo di propagazione della luce e che il moto di rivoluzione della Terra avrebbe dovuto generare un “vento di etere”, e questo avrebbe comportato una diversa velocità della luce nelle varie direzioni e, di conseguenza, uno scorrimento delle frange di interferenza al ruotare di un interferometro rispetto alla direzione del vento di etere. In realtà la velocità della luce restava costante in ogni direzione. Di qui partì Albert Einstein assumendo la velocità della luce come costante universale. Ma forse l’erudito PAG sa già tutte queste cose. Solo si è un pochino confuso avendo inavvertitamente inalato etere (quello etilico), o altro composto etilico durante la compilazione dei suoi impagabili zibaldoni, in cui parolone pseudoscientifiche come “Spazio sostanziale” e “Assoluto energetico” tentano invano di mascherare il nulla. Ne prenda nota, emerito panzanoforo! Gnurant!

Passiamo alle esperienze extra-corporee (p. 65), che Ella prende ad occasione per lanciare stoccate al misticismo cattolico: “(…) i soggetti hanno l’impressione di trovarsi sospesi a mezz’aria, vicino al soffitto, e di osservare dall’alto il loro corpo fisico; allo stesso modo molte allucinazioni religiose, che danno origine ad apparizioni, proiettano i personaggi a mezza altezza, come avviene ad esempio a Medjugorje.” Sempre e solo allucinazioni, mi raccomando: se Domineddio in persona Le apparisse, Ella direbbe che è stata un’allucinazione.

Fra misticismo e spiritismo, Dio e il diavolo, il minestrone è assicurato (p. 93): “Qualche suora o qualche pia donna cattolica a tendenza mistica crede ad esempio di ricevere istruzioni direttamente da Gesù Cristo, trascrivendole di volta in volta a macchina; a livello psichico pare trattarsi di un fenomeno analogo alla scrittura automatica praticata dagli spiritisti (sic!), che ne attribuiscono però l’origine alle entità disincarnate.” E a questo punto Ella cita in nota, come esempio, il suo “studio” su Maria Valtorta, del quale abbiamo già potuto apprezzare la serietà e il senso della misura.

La meditazione religiosa, in cui il pensiero sarebbe orientato verso percezioni di immagini mentali di tipo celeste, darebbe luogo soltanto a semplici fenomeni di tipo parapsicologico (p. 106), mentre “Influenze telepatiche sarebbero alla base di apparizioni, che si ridurrebbero ad “allucinazioni collettive” di piccoli gruppi di adolescenti o “di grandi folle in preda all’emotività e alla suggestione.” (p. 107). Ed ecco liquidate Lourdes, Fatima, Medjugorje, ecc. ecc. Gli atei possono dormire tranquilli: a demolire i messaggi celesti ci pensa il Gramaglia.

Padre Pio? Ma per carità! “I guru orientali ‘sentono’ a volte messaggi dei loro maestri lontani, come anche il giovane Padre Pio da Pietrelcina ‘sentiva’ a volte le reazioni di alcune donne, più instabili che carismatiche, alle quali si era legato per cosiddetta (sic!) direzione spirituale”. (p. 108). E “non pochi sensitivi, sia uomini sia donne, vissuti in un intenso clima religioso, riuscivano a leggere nei cuori di altri, rivelando loro i peccati passati e stimolando processi di conversione.” (ibid.). Ma, caro PAG, sembra che neppure il bene evidente della conversione riesca ad indurLa a credere che in questi casi agisca Dio. “Ma che razza di prete è?” mi hanno domandato tutti i miei vari consulenti, e io non ho saputo cosa rispondere.

La sorprendente vena dissacratoria di un teologastro come Lei (la definizione è del mio barbiere) rende difficile a me, che sono Suo devoto ammiratore, commentare punto per punto le Sue esternazioni, per cui mi limito ad additarne qualcuna all’ammirazione dei posteri. La “vita mistica” avrebbe “analogie psichiche con gli effetti delle droghe”. Ciò sarebbe evidente essendovi “la stessa ebbrezza per la pretesa illusoria di aver scoperto una dimensione totalmente nuova e insospettata del cosmo.” (p. 199).

“Naturalmente sono anche rovesciati gli schemi noseologici normali poiché l’accesso agli stadi superiori di conoscenza cosmica del mondo psichico sono rappresentati in scala decrescente dagli sprazzi cosmici di luce (percepiti sotto forma di intuizioni, cioè di comprensioni dirette senza alcuna riflessione analitica), dalle esperienze mistiche, dalle ispirazioni (intensi contatti con il mondo psichico), dalle esperienze dei medium e dalle percezioni extrasensoriali.” (p. 200). Il minestrone a me piace, ma il minestrone della Sua prosa, illuminato tuttologo, è del tutto indigesto.

“Nell’area cattolica, come ho fatto notare, molti eventi parapsicologici erano attribuiti al diavolo, mentre nell’area spiritista sono sempre riferiti alle anime dei morti.” (p. 220). Ed è ovvio che Ella propende a dar ragione agli spiritisti e a prendere sul serio le loro comunicazioni, che in realtà non sono affatto con le “anime dei morti”, ma col diavolo.

Tra i cosiddetti “fenomeni medianici” Ella annovera anche le stimmate, o meglio “lo stimmatismo (eritemi, lesioni o escrescenze carnose sui medium; alcuni parlano però di semplice ideoplastia, potere elasticizzante del pensiero del soggetto).” (pp. 221-222). Meno male che ci sono gli illuminati come Lei a sottrarci alle suggestioni di gente burlona come Padre Pio! Grande idea, poi, l’ideoplastia: quando non sanno come spiegare “scientificamente” un fenomeno, ecco che gli appioppano un nome e credono così di aver messo tutto a posto.

“Dal punto di vista scientifico si preferisce oggi ipotizzare una forma di energia parapsichica, che non esiste a livello di misteriosa Entità autonoma, essendo collocata nell’ambito delle dimensioni dell’inconscio umano.” (p. 225). “Scientifico”! Ma mi facci il piacere.

La levitazione sarebbe un processo parapsicologico in alcuni casi dovuto al fatto che il soggetto sente che la sua esistenza quotidiana è intollerabile e cerca di sfuggirvi mediante un’affermazione di potere e una soddisfazione di compenso. È quanto Ella, illuminato tuttologo, sostiene, accettando acriticamente la tesi della parapsicologa Anna Maria Turi. Ecco quindi che (p. 233) la levitazione ha “un carattere onirico per chi l’esperimenta, anche se la forza endogena che vi agisce sintetizza un contenuto rappresentativo interno con un mezzo esterno, trasformando un fatto mentale in un fatto concreto.” Bene: “Domani penso intensamente di essere Raul Bova e vedrai che strage di cuori faccio”.

L’emanazione di profumi è segnalata spesso in soggetti in contesti religiosi (vedi San Giuseppe da Copertino, San Padre Pio, Maria Valtorta, ecc. ecc.). Si tratta, secondo il Suo illuminato parere, di fenomeni facilmente manipolabili con trucchi consci o inconsci (p. 240). Neppure un cenno all’eventualità che si tratti di fatti mistici autentici. Commento : “Giusto: i santi sono sempre stati ottimi clienti di Coco Chanel.”

“Se poi si sognano demoni o angeli con le ali, si tratterebbe di spiriti beffardi che modificano il loro involucro semi-materiale, cioè il loro perispirito (sic!), e prendono ogni sorta di forme per manifestarsi, onde farsi gioco della credulità di chi sogna, soprattutto se frequenta la chiesa e crede alle sue superstizioni.” (p. 245). Commento: “Meno male che c’è Lei, illuminato PAG, a liberare la Chiesa da superstizioni come la fede negli angeli”.

(continua)


14
GIUGNO
2017
Articolo letto 407 volte

LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

 Cap. 7

Diabolus ridens

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Prima puntata

 

Un così grande genio non poteva naturalmente limitarsi a un solo libro, per quanto di portata epocale, come quello sulla Valtorta. No, Ella, emerito PAG, ha donato al mondo moltissime altre prove del Suo non comune intelletto, che vado molto sinteticamente ad illustrare. Siccome tutti gli altri aiutanti commentatori a questo punto si sono defilati, recandosi in vacanza nei luoghi più remoti, e non potendo io commentare i vari capolavori gramaglieschi, essendo in cura per un serio caso di ipertricosi alla barba, per quest’ultimo capitolo ho dovuto chiedere l’assistenza di un amico che lavora in un circo ed è quindi ben qualificato per l’ingrato compito.

Ad esempio, vi è il suo studio Confronto con i Mormoni, pubblicato “con approvazione ecclesiastica”, approvazione che – se sbaglio mi corregga – non trovo in alcuna delle altre sue opere. Contiene una critica, per quanto non priva di inesattezze, in parte condivisibile del mormonismo. Questo non è altro che una manipolazione della Rivelazione cristiana a sostegno dell’identificazione degli Stati Uniti con la terra promessa dove si radunano gli eletti e di dove il regno teocratico dovrebbe espandersi nel resto del mondo. Al mito delle apparizioni del Cristo risorto nel Nordamerica si aggiungono il degrado teologico nel politeismo e l’assunzione dell’ideologia spiritistica nella concezione dell’aldilà. Il tutto è basato sul falso storico del Libro di Mormon, e serve da sostegno all’ideologia americana di dominio del mondo mascherata da fregola di libertà da esportazione.

Naturalmente il PAG se l’è presa col “rilancio mariano”, trovando pronto appoggio tra i fratellini separati protestanti. Infatti la casa editrice valdese Claudiana ha accolto il Suo Verso un “rilancio” mariano? Voci d’oltreterra, nel quale, Ella si degna di definire l’Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria come “finalizzato a scopi chiaramente revanscistici e aggressivi contro i movimenti di contestazione interni alla Chiesa e contro le manifestazioni critiche nei confronti del magistero e degli interventi papali” (p. 26). Oh, perbacco, chi osa opporsi alla contestazione interna alla Chiesa, così benefica per la pace e l’unità? Nel medesimo testo Ella, denuncia “l’anticomunismo isterico ed irrazionale tipico di molti movimenti mariani che si ricollegano a Fatima” (p. 22), esempio di “revanscismo clericale di cattivo gusto contro la storia, contro la cultura e contro il mondo” (p. 8). Ancora nello stesso testo, a proposito delle apparizioni mariane in genere e di Medjugorje in particolare, Ella osserva: “per principio, non ho difficoltà a credere alle apparizioni della Madonna; mi riservo solo di misurare il quoziente intellettuale dei suoi vari interventi, per vedere di volta in volta se progredisce (sic!). Non appena mi sarà possibile fare la mia apparizione (sic!) alla Santissima Vergine di Medjugorje, cercherò di spiegarle che io sono un cattolico (sic!) dell’Europa occidentale e che da queste parti non siamo poi così perversi come le hanno fatto credere da quando ha cominciato a bazzicare un po’ troppo con i popoli slavi, puri o ibridi” (p. 60). Un po’ di razzismo contro i “popoli slavi” non guasta, vero, illuminato tuttologo? E poi che antipatico quel San Giovanni Paolo II, di cui Ella denuncia “la demagogia” (G.I. Gurdjieff e la quarta via, p. 6). Perbacco, ha ragione, l’antipatico si è permesso di scardinare il dolce comunismo. E poi Ella sarebbe “un cattolico”? Grazie per la precisazione. Non si capiva proprio.

Nel volume su Esoterismo, magia e Cristianesimo, Ella sentenzia che, a Suo illuminato parere, l’esorcismo contro i demoni apparterrebbe alla magia e all’occultismo (sic!), e lo stesso vale per la “mediazione delle reliquie” (p. 13). Insomma, devozione cattolica e magia nera sarebbero la stessa cosa. Il disprezzo del PAG si scaglia non solo verso teosofia e spiritismo, condannati dalla Chiesa, ma anche verso il soprannaturale, incluso quello riconosciuto dalla Chiesa, in quanto inveisce contro “clericalismo e gesuitismo di bassa lega, capace soltanto di cincischiare con le apparizioni della Madonna, attribuendo nello stesso tempo tutti i prodigi extracattolici all’azione del Diavolo” (p. 124).

Il guru yogi Paramhansa Yogananda avrebbe diffuso “con dabbenaggine” il “mito” della beata Teresa Neumann (pp. 289-291). In un incontro, avvenuto nel 1935, con la beata, che “giaceva in delirio sul letto” [sic! estasi mistica e delirio sarebbero dunque la stessa cosa] il guru avrebbe visto anche lui la Passione di Cristo, “che la donna stava rivivendo nelle sue allucinazioni (sic!) con estrinsecazioni psicosomatiche (sic!) di sudorazione ematica”. È evidente che Ella, illuminato PAG, è del tutto incapace di distinguere fra misticismo e patologia psichiatrica. I suoi personali problemi La portano con ogni evidenza a vedere ovunque solo pazzi e allucinati. Naturalmente passa sotto silenzio il fatto che la beata Teresa Neumann viveva misticamente dell’Eucarestia, mentre paragona la beata cattolica al mito della yogiri indiana Giri Bala che “per oltre mezzo secolo non avrebbe mai mangiato né bevuto né avuto evacuazioni.” Sarà stata seduta nella torre come Lutero, immagino, in attesa dell’illuminazione. Ella, illuminato PAG, non ha bisogno della torre: è illuminato in permanenza, un vero lampadario ambulante.

Esoterismo, magia e Cristianesimo è un testo violentemente polemico, indisponente anche dove ha ragione, come quando demolisce i movimenti anticristiani come la teosofia (Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant), antroposofia teosofica (Rudolf Steiner), i deliri di René Guénon, la negazione assoluta di Dio e di tutte le religioni, unita a una totale sfrenatezza erotica ed edonistica (Bhagwan Shree Rajneesh). Ma la sua polemica, augusto PAG, è sempre sopra tutte le righe, esasperante per le continue ripetizioni, per i cervellotici termini di insulto che conia e ripete in modo maniacale fino alla nausea, come “panzanofora”, applicato in continuazione alla Blavatsky. Una vasta erudizione viene usata solo per dare addosso a tutto e a tutti, a ragione o a torto, non importa. Direi che di equilibrio non c’è proprio la minima traccia.

(continua)


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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ULTIMO ARTICOLO
  • ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA


    Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

    I TRIGOTTI

    -Figura_aquila

    And the winner is …….

    Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

    MARCANTONIO COLONNA [pseudonimo] (2017) Il papa dittatore, Amazon e-book

    Recens.Marcantonio Colonna-Il papa dittatore

    Un saggio fondamentale per comprendere la grande apostasia che sta travolgendo tanti uomini di Chiesa:

     

    MARCANTONIO COLONNA [pseudonimo] (2017) Il papa dittatore, Amazon, e-book

     

    Ecco un libro che espone fatti, molti dei quali già ben noti, accanto a diversi altri meno noti, e che ha il grande pregio di sintetizzarli in modo efficace, così che scolpisce a tutto tondo l’immagine non proprio edificante del sedicente papa che sta tentando di scardinare la Chiesa (e che fallirà miseramente). Perché sedicente? Perché, a parte le molte eresie che già basterebbero a squalificarlo, la sua elezione è stata del tutto irregolare. Infatti il documento papale ufficiale di Giovanni Paolo II, Universi Dominici gregis, che regola il conclave, vieta categoricamente, sotto pena di scomunica latae sententiae, ai cardinali elettori ogni forma di accordo preventivo o campagna elettorale. La scomunica colpisce anche il candidato che dà il proprio assenso a questa forma di sostegno. Un papa scomunicato, eletto da una cricca di scomunicati, evidentemente non può essere papa di fronte a Dio.

     

    Bergoglio quindi non è papa, poiché la congiura a suo favore ci fu, ed egli non solo aveva dato il proprio assenso, ma attendeva con ansia il risultato. Già da arcivescovo di Buenos Aires aveva rivelato la sua ambiguità tipicamente argentina di marca peronista: dare ragione a tutti, non importa se di idee totalmente opposte; e infatti già allora era conservatore con i conservatori, estremista con i lugubri seguaci della cosiddetta “teologia della liberazione”. Tra il 2001 e il 2005 si compì la sua svolta a sinistra, che lo avvicinò a Martini e alla mafia di San Gallo, ma con tipica ambiguità sostenne apparentemente l’ortodossia, frenando al tempo stesso quelli che volevano opporsi con maggior energia alla svolta laicista del governo argentino, quando nel 2010 questo approvò il “matrimonio” omosessuale, e in tal modo vanificò l’opposizione cattolica lasciando tuttavia l’impressione di essere un difensore dell’ortodossia. Esattamente l’opposto del “sì-sì, no-no” evangelico.

     

    Mentre stava per raggiungere i settantacinque anni che lo avrebbero costretto a ritirarsi, si verificarono le dimissioni di Benedetto XVI, che lo rimisero in gioco. Lo scandalo Vikileaks del 2012 aveva rivelato l’impotenza di Papa Ratzinger a controllare il caos delle finanze vaticane, nonché la spaventosa corruzione morale del Vaticano. Occorreva chi potesse bonificare la palude, e il conclave del 2013 si svolse in un clima di paura, che non è certo lo stato d’animo migliore per fare una buona scelta. Per giunta, Bergoglio, erede politico di Juan Peron, è stato eletto in base ad una votazione discutibile e in sospetto di nullità per vizio procedurale.

     

    Abile manipolatore, con alle spalle un’esperienza come buttafuori di locali notturni di periferia prima di farsi prete, falso verso tutti e seminatore di terrore tra i suoi collaboratori, ama circondarsi di mediocrità che non gli danno ombra e che può facilmente controllare. Notevole la sua falsa umiltà, sempre manifestata in modo da attirare l’attenzione, fino a prendere ostentatamente la metropolitana di Buenos Aires portandosi dietro il fotografo per immortalare l’evento. La sua tendenza a ignorare le persone di rilievo per chiacchierare con gli umili, non è umiltà ma espressione di diffidenza e di severo controllo psicologico. Usando la sua rete di delatori nei punti chiave a Buenos Aires come a Roma, Bergoglio ha prodotto una vasta ragnatela di menzogne e di terrore.

     

    Navigato politico, si è spregiudicatamente servito dei mass media per presentarsi come il grande riformatore. In realtà nella diocesi di Buenos Aires aveva ottenuto solo risultati disastrosi: uno spaventoso calo di adesione alla Chiesa e il crollo delle vocazioni sacerdotali e religiose. Su scala maggiore ha ottenuto i medesimi risultati a Roma. Alla sua elezione vi erano tre gravi problemi: 1) lo scandalo della Curia romana, 2) gli abusi sessuali del clero, 3) il disastro delle finanze vaticane.

     

    La situazione era già grave al tempo di Pio XII, che non poté porvi rimedio. Aggiungo che i monsignori di Curia si guardavano bene dall’obbedirgli a tal punto che il Santo Padre una volta commentò: “Certo è che così io non ho degli aiutanti, ma dei Giuda” (Maria Valtorta, Lettere a Madre Teresa Maria, vol. II, p. 281). Sotto ogni successivo Papa, la palude vaticana andò peggiorando, perfino con San Giovanni Paolo II che era certamente un grande e santo papa, ma che trascurò interamente la fogna romana. L’unico che fece qualcosa fu Benedetto XVI, che destituì diverse decine di vescovi e centinaia di preti per il peccato contro natura, ma finì per dimettersi, sopraffatto da una situazione insostenibile (anche, sembra, per l’ostilità della venefica amministrazione Obama, che pare sia giunta ad impiegare hacker per bloccare i bancomat del Vaticano).

     

    Ma Bergoglio non ha fatto assolutamente nulla, a parte le chiacchiere buoniste di “misericordia” e di “chi sono io per giudicare?” Costui ha messo tutti i poteri, incluse polizia e giustizia, nelle mani dei responsabili della corruzione, così che la manovra contro la corruzione stessa è stata ridotta a parodia dai funzionari corrotti. Vengono invece spietatamente perseguitati tutti coloro che tentano di denunciare la corruzione. Vi è un capillare spionaggio interno che passa al setaccio ogni e-mail e registra tutte le telefonate, e guai se qualcuno osa chiamare una ditta esterna per verificare le manomissioni del suo computer.

     

    Bergoglio ha manipolato i Sinodi per la famiglia del 2014 e del 2015, sabotando la posta in modo che non pervenisse ai Padri sinodali il libro Permanere nella Verità di Cristo che difendeva la dottrina immutabile della Chiesa, e violando spudoratamente in tutti i modi le norme che regolano i Sinodi stessi. Nonostante l’opposizione della grande maggioranza alla “proposta Kasper” (che in termini ambigui suggeriva di avviare la Chiesa verso la tolleranza dell’adulterio e del peccato impuro contro natura, e minava il diritto dei genitori di educare i figli), i Padri se la sono ritrovata costantemente riproposta come se nulla fosse. Bergoglio e i suoi accoliti hanno forzato il Sinodo ordinario imponendo una disgregazione della pastorale, abbandonata all’arbitrio delle singole conferenze episcopali, in barba all’unità della Chiesa e all’ortodossia.

     

    Successivamente “papa” Francesco ha pubblicato l’esortazione apostolica Amoris laetitia nella quale “apre” alla Comunione agli adulteri impenitenti. Quattro cardinali (Burke, Caffarra, Meisner e Brandmuller), sostenuti da numerosi altri prelati e da personalità laiche, si sono permessi di chiedere delucidazioni private alle quali non è stata data risposta; allora hanno pubblicato le loro richieste, i famosi dubia, anch’essi rimasti senza risposta. Bergoglio ha invece spinto i suoi complici a screditare i firmatari. Infine uno dei più fidi bergogliani, Coccopalmerio, si è degnato di riaffermare, lo scardinamento delle norme morali in nome di generici sdilinquimenti buonisti per le “famiglie ferite”, in base ai quali la legge naturale non sarebbe più vincolante, ma una semplice “fonte di ispirazione” (qualunque cosa ciò voglia dire). Mi permetto di commentare che si sente in ciò il sibilo del serpente che si finge “più buono” di Dio.

     

    La Pontificia Accademia Pro Vita è stata poi erosa con la nomina a suo capo del carrierista Fisichella, cha ha dato subito l’impressione di essere favorevole all’aborto. Allontanato in seguito allo scandalo, è stato tuttavia ricompensato con la carica di capo del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Al suo posto è andato Vincenzo Paglia, sostenitore dell’educazione sessuale (che in pratica è corruzione di minorenni) e committente del noto affresco pornografico omosessuale blasfemo nella cattedrale di Terni. Bergoglio ha poi fatto piazza pulita nell’Accademia, con nuovi statuti, nuovi membri e la nuova direzione impressa dall’Amoris laetitia. Nel 2016, infatti tutti i membri sono stati licenziati ed è stata spalancata la porta ai non cattolici, mentre si è abolito il giuramento di fedeltà che obbligava i membri all’adesione alla dottrina cattolica. In parallelo a questa degna vicenda di normalizzazione bergogliana è stato pure messo all’angolo il Pontificio Istituto Teologico per Studi su Matrimonio e Famiglia: escluso dal Sinodo, e successivamente epurato.

     

    Il “pontificato” di Bergoglio è all’insegna dell’ambiguità, ma è più che lecito il sospetto che tutto ciò non sia prova d’incertezza, ma nasconda un disegno ben preciso di snaturare la Fede e la morale. Se questa non è la grande apostasia e l’abominio della desolazione non si sa proprio come chiamarla. Siamo di fronte al “pastore idolo” che idolatra se stesso e maltratta il gregge mentre fa le moine ai lupi? Dice il profeta Zaccaria: “… ecco, io susciterò nel paese un Pastore che non si curerà delle pecore che periscono, non cercherà le disperse, non guarirà quelle ferite, non nutrirà le sane, ma mangerà la carne delle grasse, e strapperà loro perfino le unghial Pastore stolto che abbandona il gregge!” (Zaccaria 11, 16–17). E il Divino Maestro disse alla veggente Maria Valtorta: “Fra i grandi della Chiesa vi sarà demoniaca vendemmia come dice l’Apocalisse, ma la Luce non può morire anche nell’orrore della prova. Allora verrà il pastore idolo e per i vivi di quel tempo sarà un bene la morte.” (I Quaderni del 1943, 9 dicembre).

     

    In effetti l’essenza della misericordia bergogliana è fatta proprio di maltrattamenti inflitti al gregge. Lo dimostra in modo lampante la persecuzione contro i Francescani dell’Immacolata che si attenevano rigorosamente al voto di povertà, celebravano la Santa Messa secondo il rito antico e attraevano un grandissimo numero di vocazioni, oltre a spingersi nella loro opera missionaria dove altri non andavano. La gente li seguiva e mostrava di preferirli agli altri ordini secolarizzati. Proprio per questo, sono stati commissariati, calunniati e distrutti, senza tener alcun conto della legge della Chiesa che prevede i principi della prova e dell’equo processo.

     

    Per la distruzione dei Francescani dell’Immacolata non è stata fornita alcuna spiegazione, nessuna accusa credibile è stata formulata, a parte le calunnie fatte filtrare sulla stampa, in perfetto stile dittatoriale. Monsignor José Rodriguez Carballo, numero due della Congregazione per gli Istituti della Vita Consacrata e quindi secondo firmatario, dopo il proprio diretto superiore, del decreto di commissariamento dei Francescani dell’Immacolata, ha un interessante curriculum. È stato la prima nomina importante di Bergoglio a meno di un mese dal conclave; i suoi “meriti”, nei dieci anni in cui è stato Ministro Generale dell’Ordine francescano, includono un grande scandalo finanziario, con frode e appropriazione indebita di decine di milioni di euro che avevano messo in ginocchio le finanze dell’Ordine, ed erano stati investiti in società offshore in Svizzera, coinvolte nel commercio di armi, nel traffico di droga e nel riciclaggio di denaro.

     

    Su ordine di Bergoglio, il commissario imposto ai Francescani dell’Immacolata, padre Fidenzio Volpi, ha imposto sullo sventurato Ordine un vero regno del terrore, senza che mai venisse specificata e tanto meno provata alcuna loro irregolarità, e senza dare ai perseguitati il modo di difendersi, violando così le più elementari norme del diritto canonico. Volpi ha accusato Padre Mannelli di aver distratto fondi, una calunnia mai provata. Padre Mannelli ha risposto con una querela per diffamazione ottenendo piena soddisfazione dal tribunale di Avellino che ha imposto a Volpi di scusarsi e gli ha comminato una pesante multa. A tutte le personalità laiche indignate per il trattamento inflitto ai Francescani dell’Immacolata non è stata data alcuna risposta. È stato probabilmente costretto alle dimissioni un vescovo delle Filippine che aveva accolto sei frati dell’Immacolata fuggitivi, che avrebbero voluto rifondare l’Ordine nella sua diocesi.

     

    Analoga persecuzione ha colpito le Suore dell’Immacolata, accusate di amare il Rito antico della Messa, di “pregare troppo” e di fare “troppe penitenze”. La Suore si sono appellate al Tribunale della Segnatura Apostolica guidato dal cardinale Burke, il quale ha dato loro ragione. Quattro mesi dopo Bergoglio lo ha rimosso dalla carica.

     

    La vera causa della persecuzione contro i frati e le suore dell’Immacolata non è difficile da comprendere. Il loro enorme successo pastorale faceva sfigurare gli altri Ordini, che si erano adeguati alla deriva postconciliare, ed erano abbandonati dai fedeli, senza vocazioni e in pieno sfacelo. In altre parole, facevano risaltare il fallimento della Chiesa “progressista”.

     

    Il caso dei Legionari di Cristo, dove realmente vi era del marcio, e non poco, sta in forte contrasto con la gratuita persecuzione e la macchina del fango scatenata contro gli innocenti Padri dell’Immacolata. I Legionari di Cristo erano stati fondati da Marcel Maciel, tossicodipendente e sessualmente promiscuo, che ha dedicato il tempo alle sue amanti e a rastrellare soldi. Essi sono stati sì investigati, ma nel modo più paterno e benevolo. La procedura era stata avviata nel 2005 da Benedetto XVI e chiusa all’inizio del 2014, poco dopo l’insediamento di Bergoglio. La ricchezza dei Legionari di Cristo è stata un importante fattore nell’occhio di riguardo riservato alle loro magagne. I Francescani dell’Immacolata erano poveri e contro di loro non si è avuto alcun riguardo, sebbene fossero innocenti.

     

    Altro affare poco edificante è quello dei Cavalieri di Malta, ordine ospedaliero sovrano attivo in gran parte del mondo. Tutto è cominciato per la rivalità del gruppo tedesco, che non rispettava la morale cristiana, essendo coinvolto nella distribuzione di preservativi in America Latina, ed il Grande Maestro, Fra’ Matthew Festing, inglese che godeva della protezione del cardinale Burke. Si giunse così alla disputa su un grosso lascito amministrato da una fiduciaria di Ginevra, ben nota per la sua gestione in una serie di paradisi fiscali. Vi era una causa in corso tra l’Ordine e la fiduciaria ginevrina, che rischiava di far apparire il pesante coinvolgimento del Gran Cancelliere dell’Ordine, il tedesco Albrecht Boeselager, nella fiduciaria medesima. Boeselager venne costretto alle dimissioni, ma, per quanto dimissionario, e quindi a rischio di una esposizione dei suoi rapporti con la fiduciaria ginevrina, aveva modo di manovrare dietro le quinte, poiché suo fratello Georg era stato appena nominato al Consiglio di Soprintendenza delle Opere di Religione, in altre parole era diventato uno dei governatori della banca vaticana. Quindi Bergoglio intervenne, obbligando alla dimissioni Festing, mentre il Boeselager è stato reintegrato come Gran Cancelliere. Così, grazie alla “misericordia” bergogliana, l’uomo dei preservativi, sospettato di inosservanza dell’insegnamento morale della Chiesa, è stato premiato, e il superiore che aveva cercato di sanzionarlo ha perso la carica.

     

    Questa vittoria non mancava di aspetti gratificanti per certuni: nel 1952 il Vaticano aveva perso una causa contro l’Ordine di Malta, ed aveva così la sua rivalsa; ma soprattutto gratificante era la vendetta di Bergoglio per l’opposizione che gli era stata manifestata da membri dell’Ordine quando era arcivescovo di Buenos Aires; e con ogni probabilità vi era pure vendetta per la sconfitta argentina nella guerra delle Falkland. Il vero risultato è stato quello di sostenere un colpo di Stato aristocratico nell’Ordine di Malta, essendo Boeselager e i suoi sostenitori tutti aristocratici tedeschi, esattamente l’opposto della strombazzata posizione di Bergoglio contro i privilegi. Ma il contraccolpo più significativo è stato l’indebolimento del Cardinale Raymond Burke, contro il quale Bergoglio aveva orchestrato una delegittimazione segreta fin dalla pubblicazione dei dubia. Infatti l’incarico di Burke come Cardinale Patrono dell’Ordine è stato sospeso, e Monsignor Becciu ha ricevuto la nomina di delegato speciale per dirigere l’Ordine stesso, in spregio allo status sovrano da questo sempre goduto. L’Ordine di Malta è stato quindi posto sotto tutela, e non è stato distrutto solo perché si è arreso. Vari giuristi italiani hanno osservato che, se tale era il rispetto che il Vaticano aveva per la sovranità, nulla poteva impedire allo Stato italiano di inviare la polizia a investigare sulle finanze vaticane. Né va dimenticata l’interferenza bergogliana negli affari interni italiani, non certo per esortazioni apostoliche al bene, ma per far rimuovere da Roma i duecento manifesti che lo satireggiavano e per fermare il camion vela che si permetteva (scandalo!) di riaffermare che i bambini sono maschi e le bambine femmine, e un altro camion vela che recava il ritratto del Cardinale Caffarra (dichiarato dai poliziotti “un eretico” perché si opponeva al “papa”). La dittatura di Bergoglio ci ha dato anche questo: i poliziotti italiani che trinciano giudizi teologici a vanvera.

     

    Da Santa Marta, Bergoglio dispensa punizioni a quelli che gli sono antipatici e premia i suoi scherani. Prima della sua elezione era in urto con l’argentino Istituto del Verbo Incarnato, ed aveva antipatia per il vescovo di Ciudad del Este, in Paraguay, Monsignor Rogelio Livieres. Entrambi godevano di ottimo successo pastorale, evidenziato dal grande numero di vocazioni. Bergoglio, raggiunto il potere, ha disperso i loro seminaristi e distrutto il loro lavoro. Evidentemente anch’essi aderendo, come i Francescani dell’Immacolata, alla Tradizione e dimostrandone il successo pastorale contrastante con lo sfacelo progressista, andavano schiacciati per sopprimere scomodi termini di confronto.

     

    L’atmosfera in Vaticano è divenuta irrespirabile. Prima di Bergoglio vigeva la consuetudine dell’“udienza di tabella”, che garantiva ai capi dei dicasteri vaticani due udienze papali al mese, che si svolgevano in clima amichevole per discutere i vari problemi. Bergoglio le ha abolite; pochissimi riescono a parlargli e in modo irregolare, in base al capriccio del despota. E questa sarebbe la “collegialità”. Il controllo della Segreteria di Stato sul resto della Curia è diventato più assoluto che mai. Cardinali e monsignori sono estenuati da continui rimproveri, sgarbate critiche pubbliche, licenziamenti e minacce. Per un certo tempo il Segretario di Stato Pietro Parolin è stato favorito, ma da qualche tempo Bergoglio si avvale di più del Sostituto di Parolin, Monsignor Angelo Becciu, strumento più adatto ai suoi scopi perché ha più da guadagnare dal suo padrone. È nello stile bergogliano non permettere che alcuno di senta troppo sicuro fra quelli che compiono il lavoro sporco per lui.

     

    In un regime del genere, i prelati che godono del favore sono gli adulatori, come il cardinale Coccopalmerio che ha protetto il prete pedofilo Inzoli, e che si è avvalso come segretario di monsignor Luigi Capozzi, fino a quando costui è stato arrestato in un festino omosessuale a base di droga. O un affarista senza scrupoli come il cardinale Calcagno, il cui losco passato come vescovo di Savona non gli ha impedito di essere il responsabile del patrimonio della Chiesa. O il cardinale Baldisseri, abile manipolatore della “misericordia” nei Sinodi sulla Famiglia.

     

    I cardinali in disgrazia sono quelli nei quali Benedetto XVI aveva posto la sua fiducia: Burke, Müller e Sarah. Anche Ouellet è stato messo in disparte perché troppo indipendente. Nell’estate del 2016, tre funzionari del cardinale Müller sono stati convocati da Bergoglio e licenziati con l’accusa di averlo criticato; il cardinale Müller ha provato a difenderli e, in un’udienza ottenuta dopo diversi mesi, si è lamentato che i tre erano tra i migliori del suo dicastero, ma Bergoglio ha respinto ogni protesta, concludendo: “Io sono il papa e non ha bisogno di dare spiegazioni per nessuna delle mie decisioni. Ho deciso che se ne devono andare e se ne devono andare.” Il cardinale Sarah è stato privato di tutti i suoi collaboratori alla Congregazione per il Culto Divino, sostituiti da ventisette nuovi membri, lasciando così il cardinale del tutto isolato. Questo modo di procedere rientra nel metodo di Bergoglio di dare assicurazioni prima di fare un brusco voltafaccia, attaccando quelli che ritiene suoi nemici per isolarli e lasciarli senza risorse. In questo trova sostegno nei suoi lacché, incaricati di minacciare scomuniche e privazioni della dignità cardinalizia.

     

    La dittatura bergogliana non si basa soltanto sui lacché a sua disposizione in Vaticano, ma spazia per il mondo. Alcuni dei quarantacinque firmatari della lettera inviata il 29 giugno 2016 ai cardinali e ai patriarchi, nella quale si domandava loro di chiedere spiegazioni sulle proposizioni dubbie di Amoris laetitia, sono stati perseguitati, uno licenziato, un altro colpito da proibizione di parlare pubblicamente dell’esortazione “papale”, e così via; presumibilmente è stato risparmiato chi non era perseguitabile perché, in quanto laico, non era soggetto alla disciplina ecclesiastica. È da sottolineare che i firmatari chiedevano solo chiarimenti e non formulavano alcuna critica, ma sotto Bergoglio è vietato chiedere chiarimenti.

     

    Alcuni zeloti papisti, evidentemente malati di papolatria, hanno costituito un Osservatorio per l’Attuazione della Riforma della Chiesa di Papa Francesco. Questo gruppo ha iniziato nel corrente anno accademico un controllo di tutte le pubblicazioni e lezioni del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, onde accertare se seguono le nuove direttive, prevedendo anche di interrogare gli studenti all’uscita dalle lezioni, con l’evidente intento di servirsene cone spie. In pratica non si deve proporre un “ideale astratto” di matrimonio, cioè il matrimonio cristiano, ma adattarsi alle “situazioni concrete”, cioè agli adulteri, ai divorzi, alle famiglie in pezzi, eccetera. È l’applicazione letterale della teologia della rivoluzione, che capovolge la teologia: non si parte dal dato e dal precetto rivelato per calarlo nella realtà e lottare contro il peccato, ma si parte dalla realtà piena di peccato per adattarvi la Rivelazione a comodo dei peccatori. Come già osservato, il diavolo vuole apparire più buono di Dio.

     

    I risultati della mirabile “rivoluzione” bergogliana sono ben noti: estraniamento dei fedeli, crollo della frequenza alle funzioni religiose; e di certo il crollo sarebbe ancor più grave se tutti i vescovi e tutti i preti si comportassero in modo bergogliano, ma per fortuna ve ne sono ancora che tengono fede alla dottrina di sempre e sono seguiti dai fedeli. Le presenze alle udienze generali in Piazza San Pietro sono crollate da oltre cinquantamila nel 2013 a poche migliaia, e non vengono più fornite statistiche in materia dal 2016. Perfino in ambienti liberali si ammette il generale fallimento; gli stessi prelati che hanno spinto per l’elezione di Bergoglio sono ormai persuasi che si sia trattato di un tragico errore e pensano di farlo dimettere.

     

    La scomparsa della Clinton dalla scena politica ha lasciato solo Bergoglio nel suo folle piano di coalizzare contro gli USA l’America Latina e l’Europa, a formare “la patria grande”. La Brexit ha lasciato soli Macron e la Merkel rannicchiati intorno al fantasma dell’ordine liberale e della cospirazione mondialista, senza contare che Africa e Islam vi sono assolutamente estranei ed ostili. Il governo statunitense ha probabilmente in mano le prove che l’Obolo di San Pietro è stato usato per sostenere la campagna elettorale della (abortista e filomosessualista) Clinton, e potrebbe decidersi ad usarle dopo il brutale allontanamento dal Vaticano di Libero Milone, personaggio vicino agli USA.

     

    Ma Bergoglio è ancora fortissimo per il gran numero di sostenitori, e perché i nemici laici della Chiesa, che controllano i mass media, hanno investito molto su di lui, ed ora cercano di far passare la menzogna di un “papa” desideroso di riforme ma “impedito a metterle in opera” da una subdola opposizione interna. È chiaro invece che si tratta di un “papa” esclusivamente politico che sognava di diventare capo della sinistra mondiale. Non gli interessano né la dottrina né la liturgia, e non a caso non si inginocchia mai davanti al Santissimo. Si è formato in un Ordine come quello gesuita, squassato dal disastro del Sessantotto, e questo non l’ha certo formato in senso ortodosso e non gli ha ispirato riverenza di fronte al Mistero Divino. Dal modo come parla e agisce si direbbe che la sua formazione abbia molto risentito anche della sua già ricordata attività come buttafuori da locale notturno.

     

    Tuttavia, se anche si riuscisse a deporre Bergoglio, o se la natura lo eliminasse, non si sa cosa potrebbe succedere, perché i cardinali da lui nominati sono una grave incognita e la mafia di San Gallo potrebbe far eleggere al suo posto Parolin, che sarebbe un’altra iattura. C’è solo da pregare che la nuova elezione si svolga sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, come dovrebbero essere tutte le elezioni papali, senza blasfemi accordi preventivi, contrastanti con la disciplina della Universi Dominici gregis.

     

    Milita a favore dell’attendibilità di quanto rivelato dall’autore il fatto, già ricordato, che si tratta in gran parte di cose ben conosciute. Inoltre l’imponente apparato di note documenta passo per passo ogni affermazione.

     

    A metà del volume, l’autore offre un’interessante galleria fotografica dei protagonisti e comprimari dell’edificante vicenda: la faccia di Bergoglio, sorridente da una parte e truce dall’altra come Giano bifronte, ed i suoi complici e lacché, i delinquenti pedofili da lui protetti, ed infine le sue vittime, cioè i pochi che cercano di difendere la Fede e la giustizia.

     

    Questo libro andrebbe letto da ogni cattolico, ma soprattutto dai papolatri, quei sostenitori ad oltranza di Bergoglio che ritengono la figura del “papa” sempre moralmente inattaccabile, e accusano chi ne discute le mancanze come nemico della Fede. Costoro dovrebbero anzitutto informarsi sulla storia del papato, e rendersi conto che se da una parte vi sono stati Papi santi, ve ne sono stati altri che hanno causato immensi danni alla Chiesa: sul Soglio di Pietro si sono seduti fornicatori e assassini, nepotisti ed eretici. Il Papa è infallibile solo in rarissimi casi, codificati dal Concilio Vaticano I; in ogni altra occasione è un uomo fallibile come chiunque altro.

     

    L’atteggiamento corretto da adottare è quello del Padre Dante, il quale univa alla venerazione per l’ufficio papale (“le somme chiavi”) ad un giusto giudizio sui papi negativi per la Chiesa, e infatti non esitò a metterne alcuni all’inferno, insieme a prelati e chierici. Proprio l’altezza della funzione sacerdotale e, a maggior ragione, di quella papale, fa sì che, se colui che la riveste cade, sprofondi peggio del comune peccatore. Ma in ogni caso, proprio il disastroso comportamento di molti consacrati è prova dell’origine divina della Chiesa: qualunque altra organizzazione, servita così male, sarebbe da tempo crollata, e invece resiste, e resisterà fino alla fine dei tempi ed oltre, come Chiesa trionfante. Questo insegna la teologia, e questo dice San Tommaso d’Aquino, rigorosamente seguito dal Padre Dante.

     

    In conclusione, non è strano che un libro del genere sia stato pubblicato esclusivamente in forma elettronica. Qualunque editore che avesse osato stamparlo in forma cartacea, avrebbe sprecato il suo denaro perché le copie sarebbero state immediatamente sequestrate, senza contare possibili ulteriori spiacevoli conseguenze, visto il fatto che anche la polizia dello Stato italiano prende ordini da Bergoglio. E i soloni della sinistra laicista così pronti a latrare contro ogni interferenza vaticana, vera o presunta, davanti all’arroganza di Bergoglio, si comportano come le famose tre scimmiette: “Non parlare, non vedere, non udire”.

     

    EMILIO BIAGINI

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