Genova, 22 Ottobre 2018 04.42





 
RIDICULARIA

 

Ridicularia

26
FEBBRAIO
2018
Articolo letto 150 volte

Emilio Biagini

DAI DETTI MEMORABILI DI MONSIGNOR ANGUILLA

Il matrimonio è indissolubile ma non infrangibile.

Benedicendo gli adulteri riconosciamo la validità del rapporto.

Benedicendo i “ghei” riconosciamo ancora meglio la validità del rapporto.

Peccato mortale? Chi sono io per giudicare?

La condanna eterna non è compatibile con la miserico-o-o-o-ordia.

L’inferno non c’è o, se c’è, è vuoto perché tutti sono chiamati e non è scritto da nessuna parte che gli eletti siano pochi. Non esiste un Dio cattolico, ma il Dio di tutti, il Dio della natura. Martin Lutero era ispirato dallo Spirito Santo. Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene.

Gesù in croce promise sì il paradiso al ladrone penitente, ma non disse a quell’altro: “io ti condanno”, perciò anche l’altro potrebbe essersi salvato. Giuda Iscariota era indispensabile per la redenzione; dopo il segnalato servizio reso si saranno anche per lui aperte le porte del paradiso. Anche Lucifero ha avuto un ruolo provvidenziale: povero serpentello lasciato incustodito nel paradiso terrestre, e dubito che meriti una condanna eterna.

Ma se il diavolo sarà salvo allora cadono tutte le preclusioni di una morale bacchettona e preconciliare di vecchie comari sgranarosari e musilunghi, restaurazionisti, trionfalisti, fomentatori della coprofagia, cristiani ideologici, pelagiani, inflessibili, gnostici, tristi, sconfitti, liquidi, scontrosi, elitari, autoritari, schiavi della superficialità, cavillatori e moralistici, queruli e disillusi, con la faccia da sottaceto, gente vecchia e nostalgica di strutture e usi che non vivificano più il mondo di oggi. Si dissimulano, si mimetizzano da brave persone: si presentano come nei santini, con gli occhi rivolti al cielo mentre pregano, dopo essersi accertati che siano visti: credono di essere migliori di altri, che disprezzano. In questo caso io sono qualcuno per giudicare.

Lo penso di molti Cristiani, di molti Cattolici: sì, sono Cattolici, ma senza entusiasmo, amareggiati. La vita di questi Cristiani, la vita di questa gente, consiste nell’avere tutti i documenti e i certificati in ordine. Cristiani pipistrelli che preferiscono le ombre alla luce. Cristiani inamidati, troppo educati, che parlano tranquillamente di teologia bevendo il tè. Conosciamo tantissimi buoni Cattolici, buoni Cristiani, amici e benefattori della Chiesa che lo facevano per trarne un profitto personale. Io giudico perché giudico e guai se qualcuno ci trova qualcosa a ridire.

C’è tanta sterilità all’interno della nostra Madre Chiesa. Lei crede di poter dare la vita... no, non può! Molte volte penso che in alcuni luoghi la Chiesa è più simile a un’imprenditrice che non ad una madre. Una Chiesa scoraggiata, ansiosa, triste; una Chiesa che sembra più una zitella che una madre; e questa Chiesa non serve a niente, una Chiesa così non è altro che un museo. Un pastore che apre le porte della Chiesa e rimane lì, ad aspettare, è un pastore triste. Un Cristiano senza forza, senza fertilità. Un Cristiano fuori da se stesso, che serve se stesso: la sua è una vita triste. Pagani con due mani di vernice cristiana, in modo da apparire come i Cristiani, ma ciò nonostante pagani! Falsi Cristiani: Cristiani truccati, che quando piove gli cola il trucco! Tanti falsi Cristiani cadono alla prima tentazione. Apparenze! Cristiani dell’apparenza... sono morti! La banda degli eletti nel loro microclima ecclesiastico! Dobbiamo considerare queste persone che vengono a ricevere un Sacramento come se venissero ad una festa, come a Cana di Galilea, o come se partecipassero ad un concorso, per essere visti, per vanità? In questo caso io sono qualcuno per giudicare.

Ci sono Cristiani delle tenebre, che conducono una vita di peccato, e che usano queste quattro parole che appartengono al maligno. E poi ci sono i Cristiani della zona grigia, che si barcamenano. La gente dice di loro: Ma questo sta con Dio o col demonio? Mah! Sempre nella zona grigia. Sono tiepidi. Non sono né luce né tenebra. E Dio non li ama. Cristiani che vivono in questo modo, per l’apparenza, la vanità, sembrano pavoni, fanno la ruota come pavoni. Chi sono io per giudicare? Ma certo, io sono io e giudico.

Quanti Cristiani vivono per le apparenze? La loro vita sembra una bolla di sapone. Che bella bolla, eh, con tutti i suoi colori!  Politici corrotti, uomini d’affari corrotti, ecclesiastici corrotti ovunque! Gli uniformisti, che vogliono uniformare tutto: tutti uguali. Si chiamano Cristiani, si chiamano Cattolici, ma il loro comportamento rigido li allontana dalla Chiesa. Uniformisti, alternativisti, interessati! Truffatori! Diventano spiritualmente e mentalmente induriti. Lavorano senza coordinazione, come un’orchestra che produce rumore. Orgogliosi, autoreferenziali, lontani dal popolo, intellettuali aristocratici, che chiudono le loro porte e resistono allo Spirito Santo! Si credono immortali, immuni da colpa o indispensabili. Io li giudico, perché questi sì che sono da giudicare.

Il teologo soddisfatto perché il suo pensiero è completo e conclusivo è un mediocre. Questa è una malattia del clero: il narcisismo dei teologi e dei pensatori è dannoso e disgustoso. Discernimento ci vuole: un cammino convergente e parallelo che porti ad accompagnare gli adulteri e i “ghei” verso il loro caldo destino. I sacramenti non sono un premio per i buoni, ma per i cattivi. Bisogna premiare i cattivi. I laogai sono la perfetta realizzazione della dottrina sociale della Chiesa, della mia Chiesa. In questo caso io sono qualcuno per giudicare.

È indispensabile trovare una prossimità, una convergenza parallela, che unisca i diversi per edificare una unità di disegno o una unità che abbracci tutti. In passato si è vissuto un pensiero chiuso, rigido, più istruttivo-ascetico che mistico. Il pensiero ha da essere incompleto, altrimenti è dottrinario, fondamentalista e rigorista. Non è identità cristiana quella di una Madonna postina. No ai sedicenti veggenti che pretendono di possedere la verità rivelata. Un Vangelo completamente ortodosso non corrisponde al vero Vangelo, quindi un po’ di eresia ci sta sempre bene. Io non metto in dubbio, metto in discernimento, perché io so giudicare.

Nessuno aveva un registratore per incidere le parole di Gesù, chissà che diavolo avrà detto? Nessuno può cambiare la parola di Gesù, ma bisognerebbe sapere qual è stata. Gesù ha mancato verso la morale. Gesù fa lo scemo. Gesù si è fatto diavolo per noi…

QUI I DETTI DI MONSIGNOR ANGUILLA SI INTERRUPPERO PER L’IRRUZIONE SULLA SCENA, A SIRENE SPIEGATE, DELL’AMBULANZA LUNGAMENTE ATTESA.


20
FEBBRAIO
2018
Articolo letto 149 volte

Emilio Biagini

PILLOLE DI DISCUSSIONE

 

1 -

Perché guardi estatico quella pianta?

Perché mi ispira a meditare sull’essenza del mondo.

E sarebbe?

L’essenza del mondo è il nulla, da cui bisogna liberarsi per entrare nel nirvana.

Benissimo, allora, aspetta che mi prendo un po’ di nulla per fare il prebuggiun.

 

2 -

Ma il regime, che ama tanto accogliere i migranti, come farà, alla lunga, a far convivere l’islam con tutto il cucuzzaro laicista (femminismo, omosex, laicismo, aborto, eutanasia)?

Non farà niente, sprofonderà e basta, e tanta tolleranza assoluta sfocerà nella più totale intolleranza islamica, quando quelli avranno la maggioranza. Avete abbandonato Cristo, imbecilli, beccatevi Maometto.

 

3 -

La Verità è Una e non La si può abbandonare senza perdere l’anima. Però supponiamo per un attimo, e solo in via teorica, che tutte le religioni siano più o meno equivalenti come dicono laicisti e mentecatti vari, sai cosa varrebbe la pena di fare?

No, che cosa?

Bisognerebbe farsi islamici, e allora sì che ti rispetterebbero. Al preside politicamente corretto che ti accusa di essere una minaccia per l’Istituzione Laica e Democratica basterebbe rispondere con una bella fatwa e mandarlo affanc… (cosa per cui forse non ha bisogno del tuo incoraggiamento), e allora sì che ti rispetterebbero.

Invece, come seguace di un Dio Crocifisso sei in balia dei satanassi.

Sì, perché sono vigliacchi, vigliacchi, vigliacchi. Di quelli che tagliano la gola e sparano hanno paura, mentre i cristiani sono vittime facili da perseguitare. Ma stai tranquillo che i conti si fanno alla fine. "Io vidi l'empio esaltato più in alto dei cedri del Libano, ed ecco egli non era più, e fattane ricerca non se ne ritrovò traccia.”

 


04
DICEMBRE
2017
Articolo letto 606 volte

LE RAPALLIADI RELOADED

Degni son di laudi e onori

questi bei ‘ministratori

dell’amena cittadina

che somiglia a una vetrina,

e che fa rima con sballo,

e con callo e con cavallo,

ma purtroppo, senza appello,

non fa rima con cervello.

 

Terza laude

 

Cala il sole molto presto

e d’inverno è buio pesto;

nelle curve alquanto oscure

non si vedon le fessure,

nel sinistro marciapiede

a tuo rischio metti il piede.

Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 1 copia

“Di lampion ce n’è abbastanza

abbastanza e ce n’avanza”,

dice l’amministratore

con serafico candore,

Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 2 copia

“che la gente stia più attenta

e mi paghi la rumenta,

e tra vincoli e tributi

siano i sudditi spremuti.”

Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 3 copia


26
NOVEMBRE
2017
Articolo letto 682 volte

LE RAPALLIADI RELOADED

Degni son di laudi e onori

questi bei ‘ministratori

dell’amena cittadina

che somiglia a una vetrina,

e che fa rima con sballo,

e con callo e con cavallo,

ma purtroppo, senza appello,

non fa rima con cervello.

 

Seconda laude

 

L’amministrator provetto

ha ben chiaro il suo concetto:

Disastro marciapiede 2

“Poiché il centro è la vetrina

dell’amena cittadina,

il cui nome inizia in Rap,

proprio come il ballo rap,

Disastro marciapiede 4

fa che pieno sia di fiori

che lo sguardo vi innamori,

sia perfetto il marciapiede,

che nessun si storca un piede.

Quanto alla periferia

se ne incarichi mia zia:

se in Aurelia di Ponente

il pericolo è incombente,

Disastro marciapiede 3

se quel marciapiede a schiera

ha più buchi del gruviera,

e se il fondo dissestato

vuol dir osso fratturato,

quel che conta è la vetrina

dell’amena cittadina.

E se tu ti rompi un osso

io sghignazzo a più non posso.”

Disastro marciapiede 1


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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