Genova, 20 Novembre 2017 07.20





 
RIDICULARIA

 

Ridicularia

20
GIUGNO
2017
Articolo letto 257 volte

LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Quarta puntata

 

Che sia l’invidia a muovere il PAG? Non si riesce ad immaginare altra spiegazione per l’inqualificabile attacco a Vittorio Messori (Vittorio Messori: il cristologo narcisista), il validissimo e dotto apologeta che ha insegnato ad un’intera generazione a comprendere l’origine e il significato della Scrittura e della Tradizione. Perché mai “cristologo”, poi? Vorrà dire qualcosa al di fuori del cerebro gramagliesco? In questo scritto diffamatorio il PAG si scaglia con espressioni di inaudita volgarità e violenza contro Vittorio Messori e contro il volume Patì sotto Ponzio Pilato? Un’indagine sulla Passione e morte di Gesù, definendola ripetutamente “idiota” e coniando perfino i neologismi “idiotissima” e “straidiota” (op. cit., p. 494). Altri sostantivi e aggettivi utilizzati dal PAG per qualificare il volume o le tesi di Vittorio Messori sono “fanfaronate” (ibid., p. 486), “romanzetto a fumetti” (ibidem), “buffonaggine” (ibid., p. 488), “stupidità” (ibid., p. 489), “trovate demagogiche” (ibidem), “bravate” (ibid., p. 490), “prodezze da saltimbanco” (ibidem), “indecente” (ibid., p. 492), “capolavoro di stupidità demagogica” (ibid., p.493), “limite massimo delle idiozie filologiche” (ibidem), “sceneggiata” (ibid., p. 494). Quanto all’autore, Vittorio Messori viene qualificato come “intellettuale cattolico denutrito” (ibid., p. 489) o, più semplicemente, “un pazzo” (ibid., p. 494). Dopo avere osservato che “[...] Vittorio Messori non è tuttavia ingenuo [...]” e coltiva “[...] un subdolo secondo fine [...]”, che è quello di diffondere il “concordismo” a proposito dei Vangeli (ibid., p. 491) o, peggio ancora, l’“apologetica” (ibid., p. 493), il PAG conclude che “[...] sarebbe d’altronde eccessivo pretendere che egli [Vittorio Messori] riesca a svolgere con correttezza professionale anche solo una attività di informazione, quale esigerebbe il suo cosiddetto mestiere di giornalista” (ibid., p. 494).

“Questo è dunque il livello morale e scientifico del PAG, il quale, in qualità di insegnante di seminario, si occupa, ahimé, della formazione dei nuovi sacerdoti dell’archidiocesi di Torino”, ha commentato un mio amico insegnante.

Ora, con l’Opera valtortiana, ricchissima di informazioni che la veggente non poteva umanamente in nessun modo conoscere, siamo di fronte ad un vero e proprio miracolo, così come immensi miracoli sono gli altri due bersagli dell’odio gramagliesco: Padre Pio e la Sindone. Ma, come insegna Gesù ne L’Evangelo (Cap. 161.5, corsivo aggiunto): “Il miracolo porta alla fede coloro che già sono per quella via. Ma nei senza umiltà – la fede prova sempre che esiste in un’anima umiltà – porta ad una bestemmia.” E Lei, caro PAG, di bestemmie è un vero specialista.

Al vecchio Crispo di Lucania che ha cercato la verità nello scibile, Gesù disse: “Per trovare la verità bisogna unire l’intelletto con l’amore, e guardare le cose non solo con occhi sapienti, ma con occhi buoni” (L’Evangelo, Cap. 242.8).

Proprio quello che manca del tutto a Lei, Don Professor-patrolog-tuttologo, Pier Angelo Gramaglia, sempre acido e velenoso contro tutto e tutti, al punto da essere del tutto controproducente in ogni Sua esternazione.

Permetta una domanda, che ad un così grande esperto di psicologia e parapsicologia come Lei sembrerà ingenua: a che stadio di evoluzione psichica si trova uno che scrive sempre e solo contro qualcuno o qualcosa? Di che disturbi della personalità soffra (per parlar bene) o quanti venerdì manchino (per parlar male), a chi sistematicamente trova che tutti gli altri sono idioti e ridicoli, e lui è l’unico a capire tutto?

Può darsi perfino che qualche volta abbia, almeno in parte, ragione, come quando se la prende coi mormoni o con la Blavatsky, ma un mio amico orologiaio ha detto di Lei: “Se per caso ha ragione, sembra uno di quegli orologi guasti che segnano l’ora esatta due volte al giorno.”

Naturalmente ho cercato di difenderLa, mettendo in moto i miei pochissimi neuroni superstiti, temo però che la mia sia stata una debole difesa d’ufficio. Ma Ella, che canta in greco biblico, fischietta in ebraico, russa in latino, sbadiglia in aramaico, e appare alla Madonna, non ha certo bisogno di alcuna difesa.

Tuttavia, un punto a Suo favore, illuminato tuttologo, esiste, e su questo io stesso, il mio barbitonsore, e tutti gli altri che mi hanno aiutato a leggere e commentare i suoi polpettoni, siamo pienamente d’accordo. Della Valtorta Ella non ha capito assolutamente NIENTE, perché la Sua peculiare forma mentis La porta anni luce lontano dal ragionamento equilibrato, dal Cristianesimo e dal misticismo, così che, col Suo inimitabile stile che sembra il ringhiare di un cane idrofobo, ne ha scritto solo bestialità che non stanno né in cielo né in terra, ma perlomeno l’ha letta, e l’ha letta con attenzione, per andare a cercare il pelo nell’uovo con la Sua consueta frenesia maniacale.

Ma quelli che giudicano e condannano Maria Valtorta solo dopo aver dato “uno sguardo a tutto”, che trinciano giudizi e non ricordano nemmeno se erano “dieci o dodici volumi”, o che si limitano a ripetere a pappagallo i precedenti, scandalosi pronunciamenti contro la grande mistica di certa gerarchia in adorazione di se stessa (quella stessa gerarchia che, nella stessa epoca, fece collocare microfoni spia nel confessionale di Padre Pio), quelli che alzano le spalle meravigliandosi che il “caso Valtorta” continui “far rumore”, tutti costoro, ciechi e arroganti, sono almeno un gradino al di sotto di Lei.

Ma c’è ancora di peggio. Ci sono, ad almeno due gradini sotto di lei, i sostenitori dei falsi mistici che si rifanno alla Valtorta per far passare “rivelazioni” demenziali e grottesche, come i corifei del penoso Don Bortoluzzi e della sua delirante Genesi biblica, e questo senza che la gerarchia muova un dito. Tutto quel che quei signori hanno saputo fare, è stato mettere all’Indice il tesoro valtortiano, poi abolire l’Indice, poi proclamare che, anche abolito, valeva lo stesso. Complimenti per il discernimento e la coerenza.

Mio caro, illuminato PAG, bisogna ammettere che scendere sotto il suo livello abissale è tutt’altro che facile. Ma certi nuovi farisei, evidentemente, ci riescono benissimo.

(continua)


18
GIUGNO
2017
Articolo letto 373 volte

LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Terza puntata

 

Ed ecco alcune perle, scegliendo fior da fiore. Bilocazione e trasfigurazione sarebbero favole degli spiritisti (pp. 253-255). Nessun cenno alle bilocazioni dei santi, parecchie delle quali ben documentate. L’atteggiamento medianico sarebbe (…) tipico di chi si affida all’interna ispirazione che gli viene da Dio a tutti i livelli.” (p. 258). “La trance medianica si manifesta come uno stato alterato di coscienza ed è analoga all’estasi.” (p. 259). S. Teresa d’Avila andava semplicemente in trance? La trasfigurazione sarebbe una alterazione di coscienza, di voce, di personalità e addirittura una modificazione della fisionomia che condurrebbero ad “una vera e propria metamorfosi psicologica e caratteriale” (p. 260). Dunque, Cristo sul Tabor era in stato alterato di coscienza?

“Un prete come questo sta alla Chiesa come un falegname che passi tutto il tempo a spaccare mobili,” ha commentato un mio amico “e quello che è più grave è che il capo mobiliere non fa niente per togliergli l’ascia di mano.”

Ebbene sì, non potevamo dormire la notte cercando di capire cosa fosse uno spirito-guida. Ed ecco che alle folle assetate di conoscenza Ella, erudito PAG, provvede a spiegare che “lo spirito-guida svolge (…) diverse funzioni: da una parte diventa un protettore che assiste il medium durante le sedute, controllandone perfino lo stato fisico, onde evitare fatiche e pericoli, e svolge funzioni analoghe a quelle dell’angelo custode nella psicologia infantile; dall’altra soddisfa inconsce manie di grandezza, presentandosi come Entità personificata che coordina eventuali interventi di altri spiriti.” (p. 266). Commento: “Si capisce, l’angelo custode esiste solo nella psicologia infantile: bella bestemmia! E se lo spirito-guida fosse Belzebù come si fa a distinguerlo?”

E il fluido psichico? Ecco l’infallibile PAG che ci spiega ex cathedra: “il fluido psichico pare essere di natura elettromagnetica (…) sempre e comunque l’elettricità ha un potere disgregativo sui fenomeni spiritici. (…) Vi sarebbero infine rapporti speciali tra gli spiriti da evocare e il colore della luce; pare che gli spiriti negativi siano attratti dalle vibrazioni più rapide (dal viola all’ultravioletto), gli spiriti positivi dalle vibrazioni più lente (dal rosso all’infrarosso) [sic]; inoltre gli spiriti negativi assorbirebbero luce, dando origine ad apparizioni più scure, mentre gli spiriti positivi, riflettendo i raggi luminosi, si presenterebbero in forme biancastre.” (p. 276).

A questo punto in cattedra c’è salito un mio amico fisico e ha detto: “Le pretese di scientificità conducono il Gramaglia ad impantanarsi proprio nelle fandonie spiritistiche che si è proposto di smascherare. Infatti, rifiutando l’autorità della Chiesa, che condanna senza appello qualunque tentativo di mettersi in contatto con forze che non possono essere se non diaboliche, il PAG si perde in sofismi pseudoscientifici, assolutamente ridicoli. Gesù aveva chiaramente spiegato a Maria Valtorta che gli spiriti celesti non si lasciano chiamare dagli uomini, perché Dio non è al nostro servizio; praticando spiritismo ed esperimenti parapsicologici ci si può mettere in contatto solo coi demoni, e il diavolo è abilissimo nel farsi passare per una persona defunta, o per un angelo di luce o perfino per la Madonna, come ha fatto una volta davanti a una veggente di Medjugorje. Baloccarsi con spiritismo o “esperimenti” di parapsicologia significa aprire porte che dovrebbero restare sempre chiuse. Infine, almeno il PAG sapesse di cosa parla quando pretende di usare termini scientifici: la luce ha sempre la stessa velocità c, pari a circa 300.000 km/sec, tanto che è una delle costanti cosmiche; quello che cambia è la lunghezza d’onda l, ed è questa a determinare il colore. Gnurant!”

Eureka! Se n’è accorto perfino Lui, l’illuminato tuttologo, che gli spiriti sono bugiardi, anche se ammettere che si tratta di demoni sarebbe troppo per la sua granitica fede razionalistica: “Se si prescinde dal fatto che gli spiriti si rivelano spesso abbastanza bugiardi, perché non riferiscono quasi mai il loro nome esatto e cercano un nome fittizio, le loro risposte vuoi sulla vita passata vuoi su problemi che interessano i componenti la seduta dipendono piuttosto dalle suggestioni suggerite dal direttore e incrociate con l’inconscio sbrigliato del medium in trance. Succede un po’ come con gli esorcisti in dialogo con i presunti ossessi in stato di dissociazione.” (p. 278). “Allegria!” ha commentato un mio amico “gli esorcisti sullo stesso piano degli spiritisti. Andiamo proprio bene.”

Gli spiriti “superiori”, essendo più intelligenti, a volte protestano persino contro l’idea di Dio”, ci assicura il PAG (p. 284). Commento: “Si capisce, maggiore l’intelligenza, maggiore l’ateismo: acuta constatazione del PAG, che ne denota la profonda fede e si accorda con la famigerata affermazione che segue due pagine dopo, della possibilità di ‘una ermeneutica del mistero della persona di Gesù di tipo razionalistico, che ne neghi la divinità, poiché la fede cristiana non è il risultato apodittico della semplice esegesi” (p. 286). Una amenità già citata, ma vale la pena di ritornarci, perché riflette bene la fede gramagliesca.

Ed ecco nuovamente in azione l’instancabile valtortofobo Don Pier Angelo Gramaglia. Con mirabile tempestività, nel 1997, interviene sulla canonizzazione di Padre Pio di quell’anno. Con furia da talebano suicida, il PAG spara a zero contro il santo nella sua Analisi critica del mito di Padre Pio. Il libro è stampato in proprio, forse perché nessun editore aveva osato accettare questa spazzatura (la definizione è di un mio amico netturbino), monotonamente simile a quella già scagliata sulla Valtorta: Padre Pio avrebbe avuto un fisico alterato e patologico, sarebbe stato un isterico, una mente malata, sofferente di allucinazioni, dedito ad attività divinatorie e medianiche (sic!). E il Gramaglia-pensiero conclude scagliandosi con odio contro tutte le manifestazioni mistiche: “ci si può porre dei seri quesiti critici su di un modello di esperienza religiosa che sta prevalendo nell’epoca contemporanea, e non solo nel mondo cattolico, di cui padre Pio è indiscutibilmente emblema. Pare infatti che per l’uomo religioso dell’inizio del Terzo Millennio il Divino debba essere visibile nelle più svariate allucinazioni estatiche, udibile in loquacissime locuzioni interiori, ‘nasabile’ nei più sublimi profumi celesti (nonché distinguibile dagli olezzi sulfurei del suo antagonista), gustabile in tutte le fontane miracolose e, finalmente, tastabile dalle più segrete transverberazioni interiori fino all’orticaria epidermica mariana.”

(continua)


16
GIUGNO
2017
Articolo letto 289 volte

LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Seconda puntata

Nel volume Lo spiritismo (che la Valtorta correttamente, e in linea col Magistero della Chiesa, giudica diabolico, e che quindi andrebbe evitato e basta), Ella, caro PAG, definisce “scientifica” la parapsicologia, che sembra assumere per Lei un valore superiore allo stesso Magistero. Infatti, illuminato tuttologo, ecco la Vostra inappellabile sentenza: “con la nascita della parapsicologia si è infatti sbloccata l’insostenibile posizione della teologia cattolica che ancora all’inizio del secolo XX affrontava ad esempio il fenomeno con la mentalità tipica dei secoli delle streghe” (sic, p. 9); da cui l’evidente riprovazione (pp. 12-13) per le sacrosante condanne del Magistero contro induzione di poteri paranormali e spiritismo: vedi il decreto della Sacra Penitenzieria nel 1841, l’enciclica del beato Pio IX del 1856, la proibizione del 1900 di S. Leone XIII di leggere di spiritismo con scomunica in caso di esplicita adesione a dottrine eretiche, la condanna del Sant’Uffizio del 1917 anche a chi assiste passivamente a sedute spiritiche.

Ma per carità, cosa mai può contare il Magistero di fronte alla Scienza? Infatti, “per una rilettura di alcuni fenomeni religiosi, ritenuti carismatici sia nell’area cattolica sia nell’area spiritista, l’apporto della parapsicologia scientifica rimane senza dubbio ineludibile” (p. 26). Ormai lo sappiamo, Ella non ha mai dubbi, neppure quando sentenzia sull’etere come mezzo di trasmissione dei fenomeni paranormali.

Leggiamo le alate parole (p. 40): “L’etere (…) composto probabilmente di neutrini (1012 elettro-neutrini per centimetro cubo con enorme densità energetica), viene identificato con una specie di ‘Spazio sostanziale’, presentato come un involucro esterno dell’Assoluto energetico.” Sembra molto scientifico ma posso assicurarLa che l’unico etere esistente riguarda la chimica, ed è una sostanza organica detta etere etilico, dietiletere o etossietano. Invece come entità fisica che dovrebbe spiegare la propagazione della luce non esiste proprio. Mentre scaldavo i banchi, neppure all’università, ma già al liceo, ho infatti sentito parlare del famoso esperimento di Michelson-Morley che, dimostrando appunto l’inesistenza dell’etere, aprì la via alla relatività di Einstein.

Passando a scaldare altri banchi, all’università, mi è stato spiegato ancor meglio che l’etere era stato ipotizzato come mezzo di propagazione della luce e che il moto di rivoluzione della Terra avrebbe dovuto generare un “vento di etere”, e questo avrebbe comportato una diversa velocità della luce nelle varie direzioni e, di conseguenza, uno scorrimento delle frange di interferenza al ruotare di un interferometro rispetto alla direzione del vento di etere. In realtà la velocità della luce restava costante in ogni direzione. Di qui partì Albert Einstein assumendo la velocità della luce come costante universale. Ma forse l’erudito PAG sa già tutte queste cose. Solo si è un pochino confuso avendo inavvertitamente inalato etere (quello etilico), o altro composto etilico durante la compilazione dei suoi impagabili zibaldoni, in cui parolone pseudoscientifiche come “Spazio sostanziale” e “Assoluto energetico” tentano invano di mascherare il nulla. Ne prenda nota, emerito panzanoforo! Gnurant!

Passiamo alle esperienze extra-corporee (p. 65), che Ella prende ad occasione per lanciare stoccate al misticismo cattolico: “(…) i soggetti hanno l’impressione di trovarsi sospesi a mezz’aria, vicino al soffitto, e di osservare dall’alto il loro corpo fisico; allo stesso modo molte allucinazioni religiose, che danno origine ad apparizioni, proiettano i personaggi a mezza altezza, come avviene ad esempio a Medjugorje.” Sempre e solo allucinazioni, mi raccomando: se Domineddio in persona Le apparisse, Ella direbbe che è stata un’allucinazione.

Fra misticismo e spiritismo, Dio e il diavolo, il minestrone è assicurato (p. 93): “Qualche suora o qualche pia donna cattolica a tendenza mistica crede ad esempio di ricevere istruzioni direttamente da Gesù Cristo, trascrivendole di volta in volta a macchina; a livello psichico pare trattarsi di un fenomeno analogo alla scrittura automatica praticata dagli spiritisti (sic!), che ne attribuiscono però l’origine alle entità disincarnate.” E a questo punto Ella cita in nota, come esempio, il suo “studio” su Maria Valtorta, del quale abbiamo già potuto apprezzare la serietà e il senso della misura.

La meditazione religiosa, in cui il pensiero sarebbe orientato verso percezioni di immagini mentali di tipo celeste, darebbe luogo soltanto a semplici fenomeni di tipo parapsicologico (p. 106), mentre “Influenze telepatiche sarebbero alla base di apparizioni, che si ridurrebbero ad “allucinazioni collettive” di piccoli gruppi di adolescenti o “di grandi folle in preda all’emotività e alla suggestione.” (p. 107). Ed ecco liquidate Lourdes, Fatima, Medjugorje, ecc. ecc. Gli atei possono dormire tranquilli: a demolire i messaggi celesti ci pensa il Gramaglia.

Padre Pio? Ma per carità! “I guru orientali ‘sentono’ a volte messaggi dei loro maestri lontani, come anche il giovane Padre Pio da Pietrelcina ‘sentiva’ a volte le reazioni di alcune donne, più instabili che carismatiche, alle quali si era legato per cosiddetta (sic!) direzione spirituale”. (p. 108). E “non pochi sensitivi, sia uomini sia donne, vissuti in un intenso clima religioso, riuscivano a leggere nei cuori di altri, rivelando loro i peccati passati e stimolando processi di conversione.” (ibid.). Ma, caro PAG, sembra che neppure il bene evidente della conversione riesca ad indurLa a credere che in questi casi agisca Dio. “Ma che razza di prete è?” mi hanno domandato tutti i miei vari consulenti, e io non ho saputo cosa rispondere.

La sorprendente vena dissacratoria di un teologastro come Lei (la definizione è del mio barbiere) rende difficile a me, che sono Suo devoto ammiratore, commentare punto per punto le Sue esternazioni, per cui mi limito ad additarne qualcuna all’ammirazione dei posteri. La “vita mistica” avrebbe “analogie psichiche con gli effetti delle droghe”. Ciò sarebbe evidente essendovi “la stessa ebbrezza per la pretesa illusoria di aver scoperto una dimensione totalmente nuova e insospettata del cosmo.” (p. 199).

“Naturalmente sono anche rovesciati gli schemi noseologici normali poiché l’accesso agli stadi superiori di conoscenza cosmica del mondo psichico sono rappresentati in scala decrescente dagli sprazzi cosmici di luce (percepiti sotto forma di intuizioni, cioè di comprensioni dirette senza alcuna riflessione analitica), dalle esperienze mistiche, dalle ispirazioni (intensi contatti con il mondo psichico), dalle esperienze dei medium e dalle percezioni extrasensoriali.” (p. 200). Il minestrone a me piace, ma il minestrone della Sua prosa, illuminato tuttologo, è del tutto indigesto.

“Nell’area cattolica, come ho fatto notare, molti eventi parapsicologici erano attribuiti al diavolo, mentre nell’area spiritista sono sempre riferiti alle anime dei morti.” (p. 220). Ed è ovvio che Ella propende a dar ragione agli spiritisti e a prendere sul serio le loro comunicazioni, che in realtà non sono affatto con le “anime dei morti”, ma col diavolo.

Tra i cosiddetti “fenomeni medianici” Ella annovera anche le stimmate, o meglio “lo stimmatismo (eritemi, lesioni o escrescenze carnose sui medium; alcuni parlano però di semplice ideoplastia, potere elasticizzante del pensiero del soggetto).” (pp. 221-222). Meno male che ci sono gli illuminati come Lei a sottrarci alle suggestioni di gente burlona come Padre Pio! Grande idea, poi, l’ideoplastia: quando non sanno come spiegare “scientificamente” un fenomeno, ecco che gli appioppano un nome e credono così di aver messo tutto a posto.

“Dal punto di vista scientifico si preferisce oggi ipotizzare una forma di energia parapsichica, che non esiste a livello di misteriosa Entità autonoma, essendo collocata nell’ambito delle dimensioni dell’inconscio umano.” (p. 225). “Scientifico”! Ma mi facci il piacere.

La levitazione sarebbe un processo parapsicologico in alcuni casi dovuto al fatto che il soggetto sente che la sua esistenza quotidiana è intollerabile e cerca di sfuggirvi mediante un’affermazione di potere e una soddisfazione di compenso. È quanto Ella, illuminato tuttologo, sostiene, accettando acriticamente la tesi della parapsicologa Anna Maria Turi. Ecco quindi che (p. 233) la levitazione ha “un carattere onirico per chi l’esperimenta, anche se la forza endogena che vi agisce sintetizza un contenuto rappresentativo interno con un mezzo esterno, trasformando un fatto mentale in un fatto concreto.” Bene: “Domani penso intensamente di essere Raul Bova e vedrai che strage di cuori faccio”.

L’emanazione di profumi è segnalata spesso in soggetti in contesti religiosi (vedi San Giuseppe da Copertino, San Padre Pio, Maria Valtorta, ecc. ecc.). Si tratta, secondo il Suo illuminato parere, di fenomeni facilmente manipolabili con trucchi consci o inconsci (p. 240). Neppure un cenno all’eventualità che si tratti di fatti mistici autentici. Commento : “Giusto: i santi sono sempre stati ottimi clienti di Coco Chanel.”

“Se poi si sognano demoni o angeli con le ali, si tratterebbe di spiriti beffardi che modificano il loro involucro semi-materiale, cioè il loro perispirito (sic!), e prendono ogni sorta di forme per manifestarsi, onde farsi gioco della credulità di chi sogna, soprattutto se frequenta la chiesa e crede alle sue superstizioni.” (p. 245). Commento: “Meno male che c’è Lei, illuminato PAG, a liberare la Chiesa da superstizioni come la fede negli angeli”.

(continua)


14
GIUGNO
2017
Articolo letto 301 volte

LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

 Cap. 7

Diabolus ridens

 

CAPITOLO SETTIMO

ALTRE RIVELATRICI IMPRESE

DELL’ILLUMINATO TUTTOLOGO

Prima puntata

 

Un così grande genio non poteva naturalmente limitarsi a un solo libro, per quanto di portata epocale, come quello sulla Valtorta. No, Ella, emerito PAG, ha donato al mondo moltissime altre prove del Suo non comune intelletto, che vado molto sinteticamente ad illustrare. Siccome tutti gli altri aiutanti commentatori a questo punto si sono defilati, recandosi in vacanza nei luoghi più remoti, e non potendo io commentare i vari capolavori gramaglieschi, essendo in cura per un serio caso di ipertricosi alla barba, per quest’ultimo capitolo ho dovuto chiedere l’assistenza di un amico che lavora in un circo ed è quindi ben qualificato per l’ingrato compito.

Ad esempio, vi è il suo studio Confronto con i Mormoni, pubblicato “con approvazione ecclesiastica”, approvazione che – se sbaglio mi corregga – non trovo in alcuna delle altre sue opere. Contiene una critica, per quanto non priva di inesattezze, in parte condivisibile del mormonismo. Questo non è altro che una manipolazione della Rivelazione cristiana a sostegno dell’identificazione degli Stati Uniti con la terra promessa dove si radunano gli eletti e di dove il regno teocratico dovrebbe espandersi nel resto del mondo. Al mito delle apparizioni del Cristo risorto nel Nordamerica si aggiungono il degrado teologico nel politeismo e l’assunzione dell’ideologia spiritistica nella concezione dell’aldilà. Il tutto è basato sul falso storico del Libro di Mormon, e serve da sostegno all’ideologia americana di dominio del mondo mascherata da fregola di libertà da esportazione.

Naturalmente il PAG se l’è presa col “rilancio mariano”, trovando pronto appoggio tra i fratellini separati protestanti. Infatti la casa editrice valdese Claudiana ha accolto il Suo Verso un “rilancio” mariano? Voci d’oltreterra, nel quale, Ella si degna di definire l’Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria come “finalizzato a scopi chiaramente revanscistici e aggressivi contro i movimenti di contestazione interni alla Chiesa e contro le manifestazioni critiche nei confronti del magistero e degli interventi papali” (p. 26). Oh, perbacco, chi osa opporsi alla contestazione interna alla Chiesa, così benefica per la pace e l’unità? Nel medesimo testo Ella, denuncia “l’anticomunismo isterico ed irrazionale tipico di molti movimenti mariani che si ricollegano a Fatima” (p. 22), esempio di “revanscismo clericale di cattivo gusto contro la storia, contro la cultura e contro il mondo” (p. 8). Ancora nello stesso testo, a proposito delle apparizioni mariane in genere e di Medjugorje in particolare, Ella osserva: “per principio, non ho difficoltà a credere alle apparizioni della Madonna; mi riservo solo di misurare il quoziente intellettuale dei suoi vari interventi, per vedere di volta in volta se progredisce (sic!). Non appena mi sarà possibile fare la mia apparizione (sic!) alla Santissima Vergine di Medjugorje, cercherò di spiegarle che io sono un cattolico (sic!) dell’Europa occidentale e che da queste parti non siamo poi così perversi come le hanno fatto credere da quando ha cominciato a bazzicare un po’ troppo con i popoli slavi, puri o ibridi” (p. 60). Un po’ di razzismo contro i “popoli slavi” non guasta, vero, illuminato tuttologo? E poi che antipatico quel San Giovanni Paolo II, di cui Ella denuncia “la demagogia” (G.I. Gurdjieff e la quarta via, p. 6). Perbacco, ha ragione, l’antipatico si è permesso di scardinare il dolce comunismo. E poi Ella sarebbe “un cattolico”? Grazie per la precisazione. Non si capiva proprio.

Nel volume su Esoterismo, magia e Cristianesimo, Ella sentenzia che, a Suo illuminato parere, l’esorcismo contro i demoni apparterrebbe alla magia e all’occultismo (sic!), e lo stesso vale per la “mediazione delle reliquie” (p. 13). Insomma, devozione cattolica e magia nera sarebbero la stessa cosa. Il disprezzo del PAG si scaglia non solo verso teosofia e spiritismo, condannati dalla Chiesa, ma anche verso il soprannaturale, incluso quello riconosciuto dalla Chiesa, in quanto inveisce contro “clericalismo e gesuitismo di bassa lega, capace soltanto di cincischiare con le apparizioni della Madonna, attribuendo nello stesso tempo tutti i prodigi extracattolici all’azione del Diavolo” (p. 124).

Il guru yogi Paramhansa Yogananda avrebbe diffuso “con dabbenaggine” il “mito” della beata Teresa Neumann (pp. 289-291). In un incontro, avvenuto nel 1935, con la beata, che “giaceva in delirio sul letto” [sic! estasi mistica e delirio sarebbero dunque la stessa cosa] il guru avrebbe visto anche lui la Passione di Cristo, “che la donna stava rivivendo nelle sue allucinazioni (sic!) con estrinsecazioni psicosomatiche (sic!) di sudorazione ematica”. È evidente che Ella, illuminato PAG, è del tutto incapace di distinguere fra misticismo e patologia psichiatrica. I suoi personali problemi La portano con ogni evidenza a vedere ovunque solo pazzi e allucinati. Naturalmente passa sotto silenzio il fatto che la beata Teresa Neumann viveva misticamente dell’Eucarestia, mentre paragona la beata cattolica al mito della yogiri indiana Giri Bala che “per oltre mezzo secolo non avrebbe mai mangiato né bevuto né avuto evacuazioni.” Sarà stata seduta nella torre come Lutero, immagino, in attesa dell’illuminazione. Ella, illuminato PAG, non ha bisogno della torre: è illuminato in permanenza, un vero lampadario ambulante.

Esoterismo, magia e Cristianesimo è un testo violentemente polemico, indisponente anche dove ha ragione, come quando demolisce i movimenti anticristiani come la teosofia (Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant), antroposofia teosofica (Rudolf Steiner), i deliri di René Guénon, la negazione assoluta di Dio e di tutte le religioni, unita a una totale sfrenatezza erotica ed edonistica (Bhagwan Shree Rajneesh). Ma la sua polemica, augusto PAG, è sempre sopra tutte le righe, esasperante per le continue ripetizioni, per i cervellotici termini di insulto che conia e ripete in modo maniacale fino alla nausea, come “panzanofora”, applicato in continuazione alla Blavatsky. Una vasta erudizione viene usata solo per dare addosso a tutto e a tutti, a ragione o a torto, non importa. Direi che di equilibrio non c’è proprio la minima traccia.

(continua)


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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ULTIMO ARTICOLO
  • FACENDO FORZA ALLA NOSTRA NATURALE MODESTIA,

    ANDIAMO A PRESENTARE AI NOSTRI 23 LETTORI E MEZZO:

    I BIAGINI:

    UN CASO LETTERARIO

     

    Non è certo frequente trovare una coppia di sposi tutti e due scrittori ed entrambi impegnati sul fronte della letteratura cattolica, non senza una mordente vena satirica.

    Eccoci:

     

    Emilio Biagini, nato a Genova, è stato professore ordinario di Geografia all’università di Cagliari. Prima di approdare alla cattedra universitaria e per ingannare il tempo, mentre scaldava i banchi all’università di Genova, ha preso tre lauree (Scienze naturali, Scienze biologiche e Geografia), imparato cinque lingue straniere (inglese, tedesco, nederlandese, afrikaans, russo e, senza sua colpa, francese) e vinto sei borse di studio all’estero, fra cui la Fulbright-Hays negli USA. Ma la sua principale vocazione non è mai stata quella del professore universitario. Ciò che gli interessa davvero è fare lo scrittore. Ha pubblicato quattro romanzi (La luce, Genova, 2006; Labirinto oscuro, Roma, 2008; La nuova terra, Verona, 2011; La pioggia di fuoco, Verona, 2012, quest’ultimo insieme alla moglie Maria Antonietta), due volumi di racconti (L’uomo in ascolto, Milano, 2008; Montallegro ed altri racconti, Verona, 2013) e quattro volumi di pièces teatrali satiriche (Saccenti ed altri serpenti, Genova, 2008; Il seme sepolto, Verona, 2009; Satire clericali, Verona, 2014, Gaia: il pianeta sull’orlo di un crisi di nervi, Chieti, 2016) questi due ultimi insieme alla moglie Maria Antonietta). Insieme alla moglie, ha pubblicato il provocatorio testo di storia per ragazzi Le brutte storie, Verona, 2017, che racconta le vicende moderne come si sono davvero svolte non come le raccontano i vincitori e i loro lacché politicamente corretti. Ha ricevuto, nel 2012, il premio letterario “Fede e Cultura” per la narrativa cattolica, e nel 2016 (insieme alla moglie Maria Antonietta) il Premio Putiferio per la Satira, e nel 2017 il premio nazionale “Raccontami la storia” per racconti storici inediti col racconto “Lo scudiero”.

    Maria Antonietta Novara Biagini è nata a Genova. Ha frequentato fino alla maturità classica l’Istituto delle Suore dell’Assunzione. Si è poi iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Genova, senza però impegnarvisi al punto da giungere al conseguimento della laurea, preferendo occuparsi della sua famiglia invece di abbandonarla in mano a truppe mercenarie. Nello stesso tempo ha potuto sviluppare i propri interessi culturali e le proprie curiosità, anche attraverso viaggi in quasi tutte le parti del mondo, approfondendo e fortificando una formazione cattolica e controcorrente. Ha pubblicato il volume di racconti L’albero secco (Verona, 2010) e un romanzo storico dal titolo Nonna non raccontava le favole (Verona 2016), che tratteggia ambientato a Genova dall’Ottocento in poi. Insieme al marito Emilio ha pubblicato il romanzo La pioggia di fuoco (Verona, 2012) e le Satire clericali (Verona, 2014). Nel 2015 ha ricevuto a sua volta il premio letterario  “Fede e Cultura” per la narrativa e, insieme al marito Emilio, nel 2016, il Premio Putiferio per la Satira, e nel 2017 il premio nazionale “Raccontami la storia” per racconti storici inediti col racconto “I due cecchini”.

     

    Ed ecco alcuni dei più recenti libri sfornati dalla dinamica coppia:

     

    Il seme sepolto 

    Quattro commedie giudiziarie, ambientate in una terra fantastica che simboleggia lo spirito umano. Valenti avvocati si battono per portare alla luce il seme sepolto della verità. È questo il quadro narrativo che viene precisandosi da un episodio all’altro, finché il pubblico accusatore, il nemico, il persecutore, affascinato da Petra, la Pietra Immortale, la Santa Madre, personificazione della Santa Madre Chiesa, si converte e crede. Anche lui è il seme sepolto, il peccatore che alla fine trova la Fede e si prepara ad affrontare la via crucis della salvezza.

     

    Lalbero secco 

    Quarantasei testi, uno al giorno per un mese e mezzo. Per ridere delle miserie del potere ottuso, che pretende tutto decidere, giudicare e governare; per farsi beffe del darwinismo, che pretende l’uomo “discendente” da “antenati” comuni alle scimmie e non si rende conto che alle scimmie sta tornando. In questo volume si possono trovare spassosi esempi di satire della sgangherata poesia moderna e delle molte idiosincrasie che rendono ridicola l’umanità; ma non solo, la lettura di quest’opera serve anche a far sorridere e commuovere pensando alla figura di Padre Pio e ai ricordi delle proprie radici.

     

     La nuova terra

    La nuova terra, dove cessino le sofferenze e sia possibile trovare la serenità, è raggiungibile? Quello che appare essere un male può rivelarsi un bene? Esiste una prospettiva superiore che dà senso alla vita? Questo romanzo, ambientato nel Sudafrica dell’apartheid e poi nella multietnica Londra, offre una risposta positiva a tutte queste domande.

     

    La pioggia di fuoco

    L’avvento dell’anticristo e la fine del mondo: che temi allegri! Roba dell’altro mondo, proprio. Roba da fare scongiuri o da sbellicarsi dal ridere? La sindrome millenaristica, che di quando in quando attanaglia molta gente, è giustamente motivo di ilarità, specie quando deriva da fisime neopagane, come i calcoli basati sui calendari Maya, le elucubrazioni New Age ed altre ciarlatanerie. Ma spaventare la gente rende, ed ecco perché tanti ne scrivono. Bisogna allora dire due cose. Primo: non ci sono dubbi, succederà; tutte le religioni monoteistiche dicono chiaramente che il mondo è destinato a finire; lo stesso, con linguaggio diverso, dice la scienza. Secondo: non sappiamo quando avverrà, ma non è affatto imminente; non vedranno niente di simile né i nostri bisnipoti né i bisnipoti dei nostri bisnipoti, e via di generazione in generazione. Perciò riponete i cornetti e i ferri di cavallo e godetevi questo racconto.

     

    Montallegro-copertina

    Il primo di questi racconti, che dà il titolo alla serie, è una storia d’amore: quella fra la Santissima Vergine Maria e la città di Rapallo.

    Anche gli altri racconti, in gran parte ambientati in Liguria (Genova e Savona, oltre che, occasionalmente, a Milano, in Germania e in Inghilterra), sono svergognatamente cattolici e offensivi per il sacro laicismo e per la rampante tirannia relativista.

     

    I chierici sono stati spesso bersaglio di satira, a volte immeritatamente, da parte dei nemici, ma il sale insipido è purtroppo una distesa enorme come il Sahara e una minaccia gravissima di morte per le anime. Vi sono i tiepidi, i vigliacchi, quelli che contraddicono il Vicario di Cristo e lavorano sotto la chiglia della navicella di Pietro come teredini per sovvertire la verità. Contro costoro i cattolici hanno non il diritto, ma il dovere di prendere posizione. E poi vi sono quelli che credono di difendere la Tradizione combattendo e minimizzando le rivelazioni private, imponendo silenzio allo stesso Dio: che diamine, ha parlato una volta per tutte e loro sono gli unici custodi autorizzati della Parola. Atteggiamento pericolosissimo, perché facendo di ogni erba un fascio si toglie credibilità ai messaggi autentici e non si colpiscono abbastanza quelli falsi.

     

     

     Nonna non raccontava le favole

    Una signora che non racconta favole, ma custodisce il tesoro della memoria. Una famiglia unita. Il contrasto fra la vita familiare improntata ai valori cristiani e vissuta nella Grazia divina, e tutto intorno il grigiore di un regime di politicanti sabaudo-massonici, emerso dagli intrighi del cosiddetto “risorgimento”, oppressore della Chiesa e delle identità locali, regionali e nazionale.

    Un regime dedito all’avventura sanguinosa della guerra, incapace di contenere il giustificato malcontento popolare (che trova sfogo in tragiche rivolte soffocate nel sangue, e in una disperata emigrazione), sostituito poi da un altro regime altrettanto bellicista e votato alla rovina, che si lascia dietro un tragico strascico di odi e violenze, e a sua volta viene sostituito da un regime repubblicano-massonico, portatore di una prosperità ingannevole e di una fallimentare gestione condita di vigliaccheria e di retorica, sotto il tallone dei grandi usurai mondiali.

    Una storia che si dipana lungo un secolo di vita di Genova, segnato dalla caducità di tutte le cose umane, da momenti irripetibili di gioia che passano per non tornare mai più, dal dolore di vite spezzate da insensate guerre scatenate dai malgovernanti. Ma tutto ciò senza mai scendere a compromessi col male, e senza perdere la speranza — sostenuta da una Fede senza incertezze — in un mondo nel quale sarà asciugata ogni lacrima.

     

     Gaia copertina copia

    Bacilli del colera di tutto il mondo, unitevi. Rallegratevi ed esultate, zanzare, le vostre sofferenze sono alla fine: prima c’erano le bonifiche, adesso arrivano le malifiche. La serietà scientifica degli ambientalisti è pari al loro senso del ridicolo. Per non parlare della serietà dei teologi che, poverini, si addentrano nell’ecologia. Senza gli ambientalisti (teologi e non) il mondo sarebbe senz’altro più povero (di occasioni per la satira). Non c’è niente che metta in fuga il diavolo meglio di una presa in giro (parola di C.S. Lewis). Che serva anche contro gli ambientalisti (e i loro seguaci teologi)?

     

    Le storie pi brutte-Copertina

    Un agile libretto, destinato ai bambini ma adatto anche agli adulti, capovolge le menzogne incancrenite imposte dai vincitori e gabellate come indisscutibile scienza storica nei libri delle scuole statali: la "benefiche" rivoluzioni, il "radioso" risorgimento, la "gloriosa" resistenza. I signori della disinformazione sappiano che la Verità  non può essere soppressa per sempre.

     

    ACHTUNG! ACHTUNG!

    LA DINAMICA COPPIA STA PER DARE ALLE STAMPE IL PRATO ALTO, UNA GRANDE STORIA ROMANZATA DELL'AUSTRIA, DALLA PREISTORIA AI TEMPI NOSTRI, CHE HA NATURALMENTE MOLTO DA DIRE ANCHE SULLA STORIA ITALIANA.

     

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