Genova, 22 Ottobre 2018 04.43





 
RIDICULARIA

 

Ridicularia

20
MARZO
2018
Articolo letto 124 volte

DIALOGHETTO SUL MONDO MODERNO

Dimmi Fulgenzio, cosa dico al mio nipotino che mi domanda cosa fare per guadagnare tanti soldi?

Che si dedichi alle pompe funebri, Terenzio.

Ma Fulgenzio, come mai le pompe funebri sono diventate così lucrose?

Perché a una società di vecchi servono tanti funerali, Terenzio.

E come mai siamo diventati una società di vecchi?

Perché i padroni del mondo volevano tanti sacrifici umani da offrire al loro re.

E chi è questo re, e che sacrifici pretende?

Meglio non pronunciarne il nome, Terenzio, e quanto ai sacrifici sono quelli dei bambini assassinati prima di nascere.

E allora perché non ci ribelliamo?

Perché ci hanno chiuso in prigione, Terenzio.

E in che razza di prigione ci hanno chiuso?

È la prigione mentale degli assatanati, Terenzio. Si chiama mondo moderno, e i suoi guardiani sono Voltaire e De Sade.

Dimmi, Fulgenzio, allora perché tanta fregola ecclesiastica di andare misericordizievolmente incontro al mondo moderno?

Perché nel mondo moderno si fotte meglio, Terenzio.

EMILIO BIAGINI


19
MARZO
2018
Articolo letto 119 volte

LA PATERNA ESORTAZIONE

Seguendo la paterna nonché apostolica esortazione della Sacra Corona, il vecchio parroco don Tanfurio ospitò in canonica un giovane rifugiato, di quelli che il Quarto Reich ci ordina di andare a prendere nei dintorni di Pantelleria. L’ospite era molto pio e pregava regolarmente cinque volte il giorno rivolto alla Mecca, e storceva il naso disgustato ogni volta che la perpetua a pranzo gli offriva dell’ottimo prosciutto.

Ben presto, valendosi della generosa legge politicamente corretta, del “ricongiungimento familiare”, il gradito ospite fece arrivare le sue quattro mogli, un po’ di suocere e uno stuolo di bambini che rallegrarono la tetra canonica coi loro rumorosi giochi. Un giorno il vecchio don Tanfurio sfiorò con una carezza il capo di uno dei piccoli. Il grazioso frugoletto si mise immediatamente ad urlare che l’infedele l’aveva “toccato” e l’intera famiglia ospite si riversò sul parroco e sulla perpetua riempiendoli di sganassoni.

L’autorevole “Gazzettino repubblicazio” ed altri consimili grembiulinosi e democratici giornaletti uscirono con titoli cubitali sull’inveterato vizio clericale di molestare i poveri bambini. Mentre parroco e perpetua, dai loro letti d’ospedale, chiedevano invano cos’era successo, le AAVV (Alte Autorità Vaticane Velocissime) offrivano agli offesi islamici un congruo risarcimento e cedevano loro la chiesa. Ben presto quadri, statue e arredi furono felicemente polverizzati, il campanile fu abbattuto e sostituito da un artistico minareto postmoderno, da cui il muezzin poté invitare alla preghiera gli sbigottiti abitanti della parrocchia, realizzando alla perfezione l’ideale postconciliare di incontro ecumenico.

EMILIO BIAGINI


18
MARZO
2018
Articolo letto 112 volte

OH, SIGNORA, CHE PIACERE FARE LA SUA CONOSCENZA!

 

 Quadro primo. Un caruggio del centro storico nella Superba città di Mezastrassa.

UNA MONDANA – Vegni chi, battùsu, vamme a cattà ‘sta meixinn-a. (trad.: Vieni qui, monello, vammi a comprare questa medicina.)

RAGAZZINO – Sübitu, scignua. (trad.: Subito, signora.)

(Il ragazzino, o battùsu che dir si voglia, va a fare la commissione.)

 

 Quadro secondo. Dieci anni dopo, in un decoroso quartiere di periferia nella Superba città di Mezastrassa, un po’ meno superba dopo la lunga cura di “decrescita felice” dell’illuminato e aristocratico sindaco.

IL SIGNOR FELICETTI – Buon giorno, signora, permetta che le presenti mia moglie.

LA MADRE DEL RAGAZZINO DI CUI SOPRA – Molto lieta. Gustin, vegni a cunusce i scignuri Felicetti.

RAGAZZINO (un bel po’ cresciuto) – Piacere, signor Felicetti.

IL SIGNOR FELICETTI – E questa è mia moglie.

RAGAZZINO – Urp! Pia... piaaceeere, signoooora.

(I Felicetti si congedano.)

RAGAZZINO – Ma mama-a, quella a l’ea a bagascia ca me mandava a piggiaghe e meixinn-e.

LA MADRE DEL RAGAZZINO DI CUI SOPRA – Sittu, pe’ caitè! Nu te fa’ sentì mancu dall’aia. Nu ti vuriè türbà na famiggia esemplare...

EMILIO BIAGINI


01
MARZO
2018
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CRITICITÀ NIVOLOGICA


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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