Genova, 28 Giugno 2017 10.36





 
RIDICULARIA

 

Caeli Enarrant Gloriam Dei

29
MARZO
2007
Articolo letto 2299 volte


Le macchine hanno sconfitto la fatica e aumentato la produttività in agricoltura, come negli altri campi dell'economia. Per raccogliere il grano da un ettaro di terreno agrario col falcetto occorrono un centinaio di ore di lavoro, con la falce circa 75 ore, con la falciatrice e legatrice poco più di di tre ore, con la mietitrebbia un’ora. Alla sconfitta della fatica ha contribuito anche la chimica: liberare un terreno dalle erbacce infestanti con la zappa è una fatica massacrante che evidentemente né gli euroburocrati, né i dirigenti delle multinazionali, né gli ambientalisti che schiamazzano nelle dimostrazioni, hanno mai provato; con i diserbanti questo lavoro è diventato accessibile persino a gente con le mani bianche come loro, se solo si degnassero di sporcarsele con un poco di lavoro autentico.

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29
MARZO
2007
Articolo letto 2215 volte


La preoccupazione di prevenire inutili sofferenze inflitte agli animali è pienamente giustificata, anche tenendo conto che le differenze fisiologiche da specie a specie sono tali che un esperimento medico condotto su cavie animali spesso non ha alcun significato se riferito all’uomo. È pienamente comprensibile e condivisibile, quindi, la contestazione degli studenti universitari britannici scatenatasi in seguito ad una dimostrazione pratica di vivisezione all’università di Norwich nel 1876, che condusse alla promulgazione della Legge sulla crudeltà contro gli animali (Cruelty to Animals Act). Il fatto è che i cosiddetti “animalisti” vanno ben oltre.

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29
MARZO
2007
Articolo letto 2458 volte

La propaganda ambientalista riguardo alle foreste tropicali ha trovato uno slogan spesso ripetuto e martellato: si sta distruggendo il “polmone verde” del pianeta, in base al semplicistico ragionamento che le foreste producono ossigeno, dunque meno foreste meno ossigeno.

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29
MARZO
2007
Articolo letto 2468 volte


In netta contrapposizione alle interessate mistificazioni degli ambientalisti, gli interessi dell’Europa, più che dal perpetuarsi del vecchio dominio degli sceicchi e delle “sette sorelle”, avrebbero bisogno di una coraggiosa scelta innovativa, comprendente un’intensa utilizzazione dell’agricoltura e dell’allevamento basati sugli organismi transgenici, lo sviluppo dell’energia nucleare intrinsecamente sicura e del sistema di trasporto Transrapid a sospensione magnetica, definita dal Tietze, non senza una punta di giustificabile entusiasmo, “la più significativa innovazione nel traffico terrestre dall’invenzione della ruota” (Tietze 1998, Tietze & Steinmann-Tietze 2001).

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I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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  • Medaglia Gramaglia 

    Dopo attenta valutazione, la commissione composta 1) dal mio barbiere, 2) dall’aiuto barbiere esperto in psicopatologia, e 3) dallo yeti, ha unanimemente ritenuta degna della Medaglia Gramaglia

    La redazione di “Riscossa cristiana”

    con la seguente motivazione:

    Nel corso di violenta battaglia tra la nave di Pietro (insidiata pure dai Giuda sabotatori interni) da una parte, e le corazzate “Satanasso”, “Belzebù”, “Legione”, “Compasso e Grembiulino” (armate di artiglierie pesanti e lanciamissili) dall’altra, si interponeva eroicamente la combattiva barchetta a remi “Riscossa cristiana” guidata dall’intrepido Paolo Deotto e armata fino ai denti come qui sotto si può ammirare:

    Tappi

    Nel pieno dello scontro, interveniva in soccorso alla nave di Pietro una nuova potente nave da battaglia inviata dal Divino Maestro che ama parlare attraverso i piccoli (come una contadinella dei Pirenei, tre pastorelli di Fatima, o una povera semiparalitica di Viareggio), e non certo mediante i blateronti accademici, gonfi della loro presunta “scienza”.

    Dando immediatamente prova di acuto discernimento, e con fine intuito tattico, la ben guidata barchetta, invece di cercare di far qualcosa (quel poco o nulla che poteva fare) contro i veri nemici, girava l’impavida prora contro la nave di soccorso, colpendola con le proprie formidabili armi. Avvertita dell'errore, rifiutava non solo di correggere il tiro, ma perfino di rispondere a chi cercava di farle intendere ragione. Fulgido esempio di intelligenza e sprezzo del ridicolo.

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