Genova, 20 Settembre 2017 16.16





 

 

19
MAGGIO
2017
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LA GRAMAGLIADE

ovvero

EPOPEA DI UNO SPIRITISTA NEMICO DI MARIA VALTORTA

 

CAPITOLO QUARTO

BESTEMMIE SUL GESÙ STORICO

Decima puntata

Miracoli da circo equestre, dice il Gramaglia

   La sfilza di sciocchezze gramagliesche, tuttavia continua senza requie e con sommo sprezzo del ridicolo (p. 158): “Basti ricordare altri particolari del tutto anacronistici o leggendari. Maria viene presentata al Tempio esattamente come una bambina italiana vestita da prima comunione [Come dovevano presentarla? In topless?]; Giuseppe, il giorno delle nozze, più o meno come un beduino arabo con una splendida cintura che sorreggeva borsa e pugnale [Che c’è di strano se stili di abbigliamento restano immutati per millenni, in Oriente?]; la sala dei matrimoni nel Tempio diventa una sinagoga ebraica con lampade e rotoli di pergamene [E con ciò?]; dopo il lavoro Giuseppe porta un mantello a ruota intera da montanaro degli Appennini [Sta a vedere che in Palestina non avevano inventato il mantello!]; Gesù Bambino, con la manina guidata dalle Madonna, benedice i Magi tracciando un segno di croce da pontefice romano [Il testo valtortiano dice (Evangelo 34.9): “Maria, curva sul Piccino, gli prende la manina e la guida, facendole fare un gesto di benedizione sul capo di ogni singolo Mago. È già un segno di croce (…)”.

Quale destino incombesse sul Bambino la Madonna lo sapeva fin dall’inizio, poiché le erano ben note le profezie e sapeva con quale sacrificio suo Figlio avrebbe redento il mondo: il segno di croce era dunque perfettamente, e tristemente, profetico. L’allusione al pontefice romano è solo una delle solite battute lassative che il PAG potrebbe risparmiarsi, se solo avesse un po’ di rispetto per l’olfatto del prossimo.

Invece, con sommo sprezzo per l’olfatto del prossimo, il PAG continua a pazziare: “(…) i primi discorsi di Gesù con i suoi discepoli hanno tonalità e contenuti assolutamente contrari alle testimonianze dei Sinottici (…)”.

I Sinottici (Matteo, Marco e Luca) riportano la predicazione di Gesù in modo estremamente sintetico, a distanza di parecchi anni, e mirando all’istruzione dei fedeli in base alle diverse esigenze apologetiche; si tratta perciò di frasi esemplari; la “tonalità” non può quindi che essere diversa, ma i contenuti dottrinali, ossia ciò che veramente importa, sono assolutamente gli stessi; solo chi non sa di che sta parlando può affermare che vi sia “contrarietà”.

Perfino sulle strade il PAG trova a ridire: “(…) lungo il Giordano la Valtorta inventa un po’ troppe strade romane (…)”.

Se lo dice lui… Solo dimentica che i romani di strade ne costruirono moltissime, e tanto più in una regione inquieta e di frontiera come la Palestina, prossima al pericoloso regno dei Parti, ciò che rendeva imperativo un efficientissimo sistema di strade per il rapido movimento delle truppe.

E figuriamoci se i miracoli compiuti da Gesù soddisfano il PAG: secondo il suo illiminato giudizio hanno “toni teatrali, da circo equestre”.

Non vale la pena di confutare questa ennesima insensata bestemmia, che si aggiunge alle moltissime altre già collezionate da questo individuo.

Con il consueto ghigno, il PAG ironizza sul numero degli Innocenti uccisi da Erode (ibid.), citando una nota (Uomo Dio 2.193 nota 4) di cui nell’Evangelo non vi è traccia, la quale afferma che i bambini uccisi furono 32. Forse è stata soppressa nel lavoro redazionale che ha portato dalla primitiva edizione col titolo Il poema dell’Uomo-Dio all’attuale Evangelo. Le cifre a questo proposito riportate nei Quaderni il 28 febbraio 1947 sono dettate da Gesù come segue: “Il loro numero è 320 tra quelli di Betlemme e quelli delle campagne. E aggiunge che di essi 188 furono quelli di Betlemme, mentre 132 quelli delle campagne battute per un vasto raggio dai messi di Erode per sterminare i pargoli. Fra gli uccisi vi furono anche 64 fanciulline, non identificate per tali dai sicari, che uccidevano fra le tenebre, la confusione e la furia di fare presto prima che qualcosa intervenisse a por fine alla strage.”

Come si vede, è questione di uno zero tralasciato: infatti la nota citata dal PAG riporta cifre pari a un decimo di quelle dei Quaderni indicate sopra, forse a causa di uno di quegli errori umani da cui non sono esenti gli stessi Evangelisti in dettagli privi di rilevanza dottrinale.

(continua)

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