Genova, 19 Febbraio 2018 18.05





 
NARRATIVA

 

Narrativa

31
AGOSTO
2017
Articolo letto 153 volte

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5

La cosa più difficile era passare dall’auto all’ascensore. Aiutandosi penosamente con le stampelle, due bastoni d’acciaio con la punta rivestita di gomma, un’espansione imbottita in alto per appoggiarvi le ascelle, e una maniglia a metà per le mani, la ragazza attraversò l’atrio e salì, la fronte corrugata per lo sforzo, i pochi gradini che la separavano dall’ascensore. Ce l’aveva fatta, e senza aiuto. I genitori di lei stavano scaricando valigie dal portabagagli della macchina e le allineavano nell’atrio, dove un uomo di fatica le prelevava a due per volta, portandole su per le scale.

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31
AGOSTO
2017
Articolo letto 155 volte

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4

Una distesa di tetti spioventi, interrotta dal grigio intersecarsi delle vie, dalle piacevoli macchie verdi dei giardini, divisa dal fiume su cui si delineano le arcate dei ponti, attraversata dai fasci delle rotaie ferroviarie. Il tracciato stradale conserva nella parte più antica il segno della fondazione romana a maglie quadrate, per quanto confuso dall’irregolarità del successivo sviluppo medievale, mentre un freddo ordine geometrico domina nella periferia moderna. Monumenti insigni —cupole, campanili, moli di antichi palazzi e torri —dominano sulle case della gente comune.

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31
AGOSTO
2017
Articolo letto 142 volte

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3

Il mattino seguente, benché avesse dormito poco, Paolo non si sentiva affatto stanco. Al contrario era così euforico e pieno di energia che giunse a scuola un quarto d’ora in anticipo. Tutto fu come al solito. Si ritrovò seduto nel banco, e Claudia dietro di lui. La rumorosa indisciplina dei compagni non permetteva un discorso delicato, ma nulla impediva di comunicare per mezzo di bigliettini. Marta non avrebbe potuto curiosare: i troppi dolci ingozzati alla festa l’avevano costretta a restarsene a casa.

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31
AGOSTO
2017
Articolo letto 166 volte

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2

Il sole era alto, il cielo limpido come cristallo. L’inverno? un lontano ricordo. Presto anche la primavera sarebbe stata un ricordo. Si alzava dalla campagna emiliana e dai giardini della città un odore misto di terra smossa, di fiori e di erbe: il respiro della natura dopo il risveglio primaverile e un presagio dell’estate. Le rondini, volando a stormi in cerchio riempivano l’aria di strida e contendevano ai colombi il posto per il nido nei campanili e sotto i tetti. Una mattina del 1950. Tre giorni erano passati dalla decisione di Paolo di parlare a Claudia, e ancora non aveva mosso un passo: qualche timido complimento, qualche sorriso e niente di più. Mancavano due giorni alla fine delle lezioni: ancora poche ore e l’occasione sarebbe sfumata.

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I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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  • Emilio Biagini

    GUAI A VOI QUANDO TUTTI GLI UOMINI PARLASSERO BENE DI VOI

    Ascoltiamo i Vangeli. “Guai a voi quando tutti gli uomini parlassero bene di voi; poiché lo stesso facevano i loro padri con i falsi profeti.” (Luca 6, 26). E per contro: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
 Rallegratevi ed esultate, poiché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5, 11-12).

    Infatti il mondo è del diavolo, che è l’autore della morte, l’unica cosa che Dio non aveva creato, e che Egli distruggerà nell’ultimo giorno. Quindi meglio essere invisi al mondo che lodati dal mondo. Non vi è paese dove i cristiani, su impulso del demonio, non siano perseguitati, con la violenza o con la calunnia e il dileggio. Ma le persecuzioni indicano solo che siamo sulla buona strada, sulla quale voglia Dio mantenerci.

    I comunisti persecutori sono sempre gli stessi, sotto qualunque maschera, ma, per salvarsi dal naufragio, causato dalla bestialità della loro dottrina, hanno cercato un nuovo padrone: la grande finanza usuraia, mondialista, abortista, assassina, omosessualista, che ha fatto alleanza con la morte e bestemmia nei Gay Pride, ma si offende per ogni osservazione men che servile.

    Ma è bene aspettare con pazienza, perché la giustizia non mancherà. Per quanto mi riguarda, abbraccerei volentieri quelli a cui non vanno a genio i miei libri e il mio credere e difendere la verità, quelli che hanno sparlato di me e cercato di recarmi danno, a scuola, all’università e altrove. O meglio, li abbraccerei, se non mi facessero un po’ senso.

     

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