Genova, 19 Agosto 2017 01.51





 
HUMANAE LITTERAE

 

Humanae Litterae

26
MAGGIO
2016
Articolo letto 810 volte

mir777

“CATTIVA CHIESA, CATTIVO CONCILIO”?.

LA PERENNE ATTUALITÀ DE IL CONCILIO VATICANO II

DI ROBERTO DE MATTEI

La più recente indiscrezione sul contenuto del terzo segreto di Fatima, quella di Mons. Ingo Döllinger, ha ricevuto una smentita da parte dello stesso Benedetto XVI. Secondo Mons. Döllinger, la parte non rivelata del segreto parlerebbe di “cattiva Chiesa e cattivo Concilio”. Ma una smentita da parte di un Papa sul quale poteri ignoti (ma non certo amici della Chiesa) hanno potuto esercitare una pressione tale da “persuaderlo” a dimettersi, non avranno anche potuto esercitare qualche “gentile pressione” affinché smentisse una dichiarazione che, se vera, sarebbe estremamente imbarazzante per i circoli che fanno il bello e il cattivo tempo in Vaticano?

Non si può che lasciare la domanda in sospeso. Comunque sia, non è affatto necessario sforzarsi a penetrare segreti. Che il Concilio Vaticano II sia stato un buon concilio sarebbe un’affermazione decisamente avventata. Non che sia tutto cattivo, naturalmente. Ma un concilio non deve essere buono solo in parte. Dovrebbe essere tutto buono, come i venti concili precedenti che hanno posto pietre miliari nella storia della Chiesa, hanno promulgato dogmi di importanza capitale ed hanno permesso alla navicella di Pietro di superare le più gravi tempeste.

Il Vaticano II, invece, la tempesta l’ha scatenata, liberando forze ostili latenti che hanno sconquassato il mondo cattolico e ancora non hanno finito di far danno, giungendo fino a rivalutare la tanatofila “teologia della liberazione” che si credeva ormai sepolta. E non a caso, subito dopo il Concilio, proprio dall’area cattolica, come un cancro, è esplosa la contestazione del Sessantotto, con ogni probabilità favorita dall’abolizione della preghiera a San Michele Arcangelo che Leone XIII aveva ordinato si recitasse dopo ogni Santa Messa, in seguito all’inquietante rivelazione privata che gli aveva mostrato come il demonio avrebbe avuto un secolo di tempo per distruggere la Chiesa. Quella preghiera continua ad essere recitata da qualche fedele, ma ben diverso doveva essere il suo potere quando veniva pronunciata quotidianamente al termine di tutte le Messe in tutto il mondo.

Questo concilio è criticabile perché non è dogmatico. È vero che due delle costituzioni sono “dogmatiche”, ma non contengono alcun nuovo dogma, solo la ricapitolazione di quanto già si sapeva dagli altri concili, e per di più in una forma discorsiva che si presta a distorsioni, mentre le formulazioni dogmatiche precedenti erano rigorose e chiare, senza possibilità di equivoco. Sembra anzi che definizioni precise, tali da aiutare veramente la Fede, siano state accuratamente evitate. Un grande numero di Padri conciliari aveva chiesto a Giovanni XXIII di definire due importanti dogmi mariani, Maria Corredentrice e Maria Mediatrice di tutte le grazie, ma la risposta fu negativa. Non si voleva “scontentare” i protestanti. Il rafforzamento della Fede cattolica e la Verità vennero posposte alle fisime antimariane degli eretici.

Visto lo stato in cui versa la Chiesa, è doveroso richiamare l’attenzione sulla fondamentale opera storica del Prof. Roberto De Mattei, Il Concilio Vaticano II (Ed. Lindau, Torino), che ripercorre con rigore scientifico e vastissima documentazione, la recente storia della Chiesa, evidenziando le radici remote del dissenso, che covavano in circoli isolati, i quali poterono organizzarsi aggressivamente non appena il Concilio fu radunato. La reazione dei tradizionalisti fu tarda e faticosa, e nel post-concilio esplosero tutte le contraddizioni accumulate, fino all’attuale penosa situazione.

EMILIO BIAGINI


19
APRILE
2016
Articolo letto 621 volte

PERCHÉ L’OPERA DI MARIA VALTORTA FU MESSA ALL’INDICE?

Tutto nacque dal desiderio delle alte sfere dei Servi di Maria di far credere l’Opera puramente naturale per fare soldi: volevano perfino farne un film.

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25
FEBBRAIO
2016
Articolo letto 648 volte

EMILIO BIAGINI

 

MARIA VALTORTA

PER ASPERA AD ASTRA

 

Maria_Valtorta_copia.jpg 

 

La veggente Maria Valtorta, di famiglia lombarda ma nata a Caserta (dati i frequenti spostamenti del padre, che era militare) nel 1897, vi abitò dal 23 ottobre 1924 al 12 ottobre 1961, giorno della sua morte, assistita da Padre Innocenzo Maria Rovetti, dei Servi di Maria. Fu paralizzata dalla vita in giù negli ultimi ventisette anni. Il motivo: durante il periodo dei disordini prima dell’avvento del fascismo, un criminale comunista l’aveva aggredita alle spalle colpendola alla schiena con una sbarra di ferro al grido di “Morte ai signori e ai militari”, provocandole una paralisi progressiva degli arti inferiori.

 

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27
DICEMBRE
2015
Articolo letto 663 volte

   MOSTRI MARINI

O MOSTRI DELLA RAGIONE?

   Povero Medioevo e poveri medievali creduloni che immaginavano miracoli e prodigi, mostri marini e draghi, spade nella roccia e santi graal. Grazie alle magnifiche sorti e progressive risplendenti alla diuturna luce delle gazzette neognostiche e massoniche, brillante prodotto delle fosforescenze cimiteriali dell’“illuminismo”, noi siamo superiori a codeste fanfaluche. O no?

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