Genova, 19 Febbraio 2018 17.57





 
HUMANAE LITTERAE

 

Humanae Litterae

17
FEBBRAIO
2018
Articolo letto 2 volte

Emilio Biagini

 

IL TAMERISCO NELLA STEPPA

 

Una domenica, dopo la Santa Messa, un gruppo di amici alquanto cattolici sedevano intorno ad un tavolo all’aperto (infatti era piena estate), bevendo (moderatamente) vino e raccontandosi a turno storie edificanti o citando e spiegando qualche brano della Sacra Scrittura. Dopodiché il narratore proponeva un brindisi. Questo curioso modo di stare insieme imitava quello degli abitanti della Georgia, paese che, per grazia di Dio, si era liberato per sempre della barbarie comunista senza cadere nella barbarie mondialista, e dove di recente gli amici erano stati in un viaggio turistico organizzato dalla loro parrocchia.

Quando venne il suo turno il giovane Geremia citò, a memoria, un versetto del profeta suo omonimo: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore allontana il suo cuore. Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.”

“Geremia,” continuò il narratore “visse tra il settimo e il sesto secolo prima di Cristo; era un sacerdote, del villaggio di Anatoth nel territorio di Beniamino. Chiamato del Signore ad esercitare il ministero di profeta, Geremia profetizzò una dura punizione per il popolo del Regno di Giuda, che si era corrotto e non obbediva ai Comandamenti. Questo gli attirò l’odio dei Giudei che cercarono più di una volta di ucciderlo. Geremia profetizzò l’invasione dei Babilonesi, giusta punizione per i peccati del popolo, e raccomandò di confidare in Dio. Ma no, il re di Giuda, Sedecìa, era uomo di mondo e ricorse a mezzi umani, alleandosi con l’Egitto. Non servì a nulla. I Babilonesi conquistarono Gerusalemme, distrussero il Tempio, deportarono a Babilonia la maggior parte dei Giudei, sterminarono i figli di Sedecìa davanti ai suoi occhi e poi lo accecarono. A che gli era servito confidare nell’uomo invece che in Dio?”

“E ora, amici, un brindisi alla Chiesa del dialogo e al suo incontro col mondo moderno.”

 


16
FEBBRAIO
2018
Articolo letto 20 volte

Emilio Biagini

GUAI A VOI QUANDO TUTTI GLI UOMINI PARLASSERO BENE DI VOI

Ascoltiamo i Vangeli. “Guai a voi quando tutti gli uomini parlassero bene di voi; poiché lo stesso facevano i loro padri con i falsi profeti.” (Luca 6, 26). E per contro: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
 Rallegratevi ed esultate, poiché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5, 11-12).

Infatti il mondo è del diavolo, che è l’autore della morte, l’unica cosa che Dio non aveva creato, e che Egli distruggerà nell’ultimo giorno. Quindi meglio essere invisi al mondo che lodati dal mondo. Non vi è paese dove i cristiani, su impulso del demonio, non siano perseguitati, con la violenza o con la calunnia e il dileggio. Ma le persecuzioni indicano solo che siamo sulla buona strada, sulla quale voglia Dio mantenerci.

I comunisti persecutori sono sempre gli stessi, sotto qualunque maschera, ma, per salvarsi dal naufragio, causato dalla bestialità della loro dottrina, hanno cercato un nuovo padrone: la grande finanza usuraia, mondialista, abortista, assassina, omosessualista, che ha fatto alleanza con la morte e bestemmia nei Gay Pride, ma si offende per ogni osservazione men che servile.

Ma è bene aspettare con pazienza, perché la giustizia non mancherà. Per quanto mi riguarda, abbraccerei volentieri quelli a cui non vanno a genio i miei libri e il mio credere e difendere la verità, quelli che hanno sparlato di me e cercato di recarmi danno, a scuola, all’università e altrove. O meglio, li abbraccerei, se non mi facessero un po’ senso.

 


01
GENNAIO
2018
Articolo letto 138 volte

BUON SENSO

 

Non di rado gli studenti dimostrano più buon senso dei professori. Nel mio testo Ambiente, conflitto e sviluppo (che si trova ampiamente recensito in questo stesso sito internet, sezioni “Saggistica” e “Humanae Litterae”) avevo riportato alcune frasi di Turco (non in lingua turca, ma scritte da un certo Angelo Turco, le cui opere sono recensite nell’articolo Pensiero debole per menti deboli in questo stesso blog, sezione “Saggistica”).

 

 

 

Di fronte alle parole turchesche i miei studenti mi domandarono spaventati: “Ma professore, dobbiamo proprio studiare questa roba?”

Dovevo rassicurarli: “No, no, se leggete con attenzione i miei commenti, vedrete che quelle frasi sono state citate solo come esempi da non imitare. Se l’insegnamento dev’essere formazione, non deve limitarsi a fornire nozioni e idee, ma deve anzitutto dare esempi di come si ragiona e si scrive, ed anche gli esempi negativi servono a questo. Ricalca il metodo che usavano gli antichi romani: facevano ubriacare uno schiavo e lo mostravano ai figli perché ne avessero disgusto ed evitassero in futuro di rendersi a loro volta disgustosi. Non sempre funzionava, ma il principio era buono.”

I miei studenti comprendevano benissimo, e va a loro onore aver percepito al volo il vero valore (nullo) delle frasi reboanti e vuote come quelle del Turco, mentre non mi resta che commiserare quelli che invece hanno dovuto impararle e prenderle (o fingere di prenderle) sul serio per passare l’esame.

EMILIO BIAGINI


23
DICEMBRE
2017
Articolo letto 123 volte

Eterno insegnamento di San Paolo, Parola di Dio.

Romani 1, 26-27 – Per questo Dio li ha abbandonati a delle turpi passioni. Le loro donne infatti hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; e gli uomini pure, abbandonato l’uso naturale della donna, si sono accesi di perversi desideri gli uni per gli altri, commettendo turpitudini maschi con maschi, ricevendo in se stessi la mercede meritata dal loro pervertimento.

1 Corinti 6, 9-10 – Attenti a non illudervi: né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti o pederasti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapitori saranno eredi del regno di Dio.

1 Timoteo 1, 9-10 – Ma bisogna  tener presente che la Legge non è fatta per il giusto, bensì per i cattivi e i ribelli, gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e i profanatori, i parricidi e i matricidi, gli omicidi, gli impudichi, i sodomiti, i commercianti di uomini, i mentitori, gli spergiuri e per qualunque altro vizio contrario alla santa dottrina.

 

Inutile digrignare di fronte alla Parola eterna e immutabile.

Il cielo e la terra passeranno, ma la Parola di Dio no.


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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  • Emilio Biagini

    GUAI A VOI QUANDO TUTTI GLI UOMINI PARLASSERO BENE DI VOI

    Ascoltiamo i Vangeli. “Guai a voi quando tutti gli uomini parlassero bene di voi; poiché lo stesso facevano i loro padri con i falsi profeti.” (Luca 6, 26). E per contro: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
 Rallegratevi ed esultate, poiché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5, 11-12).

    Infatti il mondo è del diavolo, che è l’autore della morte, l’unica cosa che Dio non aveva creato, e che Egli distruggerà nell’ultimo giorno. Quindi meglio essere invisi al mondo che lodati dal mondo. Non vi è paese dove i cristiani, su impulso del demonio, non siano perseguitati, con la violenza o con la calunnia e il dileggio. Ma le persecuzioni indicano solo che siamo sulla buona strada, sulla quale voglia Dio mantenerci.

    I comunisti persecutori sono sempre gli stessi, sotto qualunque maschera, ma, per salvarsi dal naufragio, causato dalla bestialità della loro dottrina, hanno cercato un nuovo padrone: la grande finanza usuraia, mondialista, abortista, assassina, omosessualista, che ha fatto alleanza con la morte e bestemmia nei Gay Pride, ma si offende per ogni osservazione men che servile.

    Ma è bene aspettare con pazienza, perché la giustizia non mancherà. Per quanto mi riguarda, abbraccerei volentieri quelli a cui non vanno a genio i miei libri e il mio credere e difendere la verità, quelli che hanno sparlato di me e cercato di recarmi danno, a scuola, all’università e altrove. O meglio, li abbraccerei, se non mi facessero un po’ senso.

     

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