Genova, 22 Aprile 2018 14.26





 
HUMANAE LITTERAE

 

Humanae Litterae

17
APRILE
2018
Articolo letto 25 volte

 WHAT FOREIGN COUNTRY WOULD YOU LIKE TO VISIT?

A DIALOGUE BETWEEN TWO ITALIAN FRIENDS

Tell me, Fulgenzio, why did once go so often to Britain, and now you're going there no longer?

You see, Terenzio, my English friends told me with great satisfaction that their beloved son had “happily crowned his love dream” with a male friend, and their darling daughter had gone to live in sapphic fashion with a girl friend; and I kept silence because I knew they would not understand my disgust for such behaviour. They would have thought I only was hankering after God knows what obsolete moral prejudices. They are sunk into such a morass of relativism that "good" and "evil" are for them but meaningless words; they are unable to understand that moral laws are for all times and all peoples, because God gave them, they are engraved into every human heart, and no man can change them. Then I read about the indiscriminate hospitality of the London government to islamic terrorists, while the same government rejects Catholic refugee nuns from Syria. I also read that muslim men systematically attack and rape English women and the press is being ordered to understate such news as much as possible: what a splendid exhibition of justice and courage! The absurd claim that islamic immigration could coexist with secularized morals, i.e. with feminism, homosexualism, relativism, atheism, environmentalism etc. begins to show its irreducible contradiction. Finally, British doctors have begun, in pure Nazi fashion, to kill sick babies they were unable to cure, and they got "moral" support from the local clergy. At that point I decided that, if I had to visit a foreign country, it was far better for me to go to Russia.

 

You're not English anymore, but Anglonazis. You make me vomit.


17
FEBBRAIO
2018
Articolo letto 115 volte

Emilio Biagini

 

IL TAMERISCO NELLA STEPPA

 

Una domenica, dopo la Santa Messa, un gruppo di amici alquanto cattolici sedevano intorno ad un tavolo all’aperto (infatti era piena estate), bevendo (moderatamente) vino e raccontandosi a turno storie edificanti o citando e spiegando qualche brano della Sacra Scrittura. Dopodiché il narratore proponeva un brindisi. Questo curioso modo di stare insieme imitava quello degli abitanti della Georgia, paese che, per grazia di Dio, si era liberato per sempre della barbarie comunista senza cadere nella barbarie mondialista, e dove di recente gli amici erano stati in un viaggio turistico organizzato dalla loro parrocchia.

Quando venne il suo turno il giovane Geremia citò, a memoria, un versetto del profeta suo omonimo: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore allontana il suo cuore. Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.”

“Geremia,” continuò il narratore “visse tra il settimo e il sesto secolo prima di Cristo; era un sacerdote, del villaggio di Anatoth nel territorio di Beniamino. Chiamato del Signore ad esercitare il ministero di profeta, Geremia profetizzò una dura punizione per il popolo del Regno di Giuda, che si era corrotto e non obbediva ai Comandamenti. Questo gli attirò l’odio dei Giudei che cercarono più di una volta di ucciderlo. Geremia profetizzò l’invasione dei Babilonesi, giusta punizione per i peccati del popolo, e raccomandò di confidare in Dio. Ma no, il re di Giuda, Sedecìa, era uomo di mondo e ricorse a mezzi umani, alleandosi con l’Egitto. Non servì a nulla. I Babilonesi conquistarono Gerusalemme, distrussero il Tempio, deportarono a Babilonia la maggior parte dei Giudei, sterminarono i figli di Sedecìa davanti ai suoi occhi e poi lo accecarono. A che gli era servito confidare nell’uomo invece che in Dio?”

“E ora, amici, un brindisi alla Chiesa del dialogo e al suo incontro col mondo moderno.”

 


16
FEBBRAIO
2018
Articolo letto 134 volte

Emilio Biagini

GUAI A VOI QUANDO TUTTI GLI UOMINI PARLASSERO BENE DI VOI

Ascoltiamo i Vangeli. “Guai a voi quando tutti gli uomini parlassero bene di voi; poiché lo stesso facevano i loro padri con i falsi profeti.” (Luca 6, 26). E per contro: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
 Rallegratevi ed esultate, poiché grande è la vostra ricompensa nei cieli.” (Matteo 5, 11-12).

Infatti il mondo è del diavolo, che è l’autore della morte, l’unica cosa che Dio non aveva creato, e che Egli distruggerà nell’ultimo giorno. Quindi meglio essere invisi al mondo che lodati dal mondo. Non vi è paese dove i cristiani, su impulso del demonio, non siano perseguitati, con la violenza o con la calunnia e il dileggio. Ma le persecuzioni indicano solo che siamo sulla buona strada, sulla quale voglia Dio mantenerci.

I comunisti persecutori sono sempre gli stessi, sotto qualunque maschera, ma, per salvarsi dal naufragio, causato dalla bestialità della loro dottrina, hanno cercato un nuovo padrone: la grande finanza usuraia, mondialista, abortista, assassina, omosessualista, che ha fatto alleanza con la morte e bestemmia nei Gay Pride, ma si offende per ogni osservazione men che servile.

Ma è bene aspettare con pazienza, perché la giustizia non mancherà. Per quanto mi riguarda, abbraccerei volentieri quelli a cui non vanno a genio i miei libri e il mio credere e difendere la verità, quelli che hanno sparlato di me e cercato di recarmi danno, a scuola, all’università e altrove. O meglio, li abbraccerei, se non mi facessero un po’ senso.

 


01
GENNAIO
2018
Articolo letto 340 volte

BUON SENSO

 

Non di rado gli studenti dimostrano più buon senso dei professori. Nel mio testo Ambiente, conflitto e sviluppo (che si trova ampiamente recensito in questo stesso sito internet, sezioni “Saggistica” e “Humanae Litterae”) avevo riportato alcune frasi di Turco (non in lingua turca, ma scritte da un certo Angelo Turco, le cui opere sono recensite nell’articolo Pensiero debole per menti deboli in questo stesso blog, sezione “Saggistica”).

 

 

 

Di fronte alle parole turchesche i miei studenti mi domandarono spaventati: “Ma professore, dobbiamo proprio studiare questa roba?”

Dovevo rassicurarli: “No, no, se leggete con attenzione i miei commenti, vedrete che quelle frasi sono state citate solo come esempi da non imitare. Se l’insegnamento dev’essere formazione, non deve limitarsi a fornire nozioni e idee, ma deve anzitutto dare esempi di come si ragiona e si scrive, ed anche gli esempi negativi servono a questo. Ricalca il metodo che usavano gli antichi romani: facevano ubriacare uno schiavo e lo mostravano ai figli perché ne avessero disgusto ed evitassero in futuro di rendersi a loro volta disgustosi. Non sempre funzionava, ma il principio era buono.”

I miei studenti comprendevano benissimo, e va a loro onore aver percepito al volo il vero valore (nullo) delle frasi reboanti e vuote come quelle del Turco, mentre non mi resta che commiserare quelli che invece hanno dovuto impararle e prenderle (o fingere di prenderle) sul serio per passare l’esame.

EMILIO BIAGINI


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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