Genova, 30 Aprile 2017 12.52





 

 

31
GENNAIO
2017
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IL GRANDE SCIENZIATO SOVIETICO

ESIBITO ALL’ESTATICA AMMIRAZIONE

DEGLI ITALIANI “LIBERATI”

 

Consideriamo, cercando di non farci male dal troppo ridere, questo articolo pubblicato su una rivista del tempo di guerra, stampata dagli “alleati” a Londra al fine di erudire i pupi italiani dopo averli debitamente bombardati e “liberati”.

La scienza della genetica nasce con la geniale opera di Gregor Mendel, uno dei più grandi biologi mai esistiti, che li presentò nel 1865 alla Società scientifica di Brünn, in Boemia, e li pubblicò l’anno successivo negli atti della medesima società. I prestigiosi “laici” e “liberi pensatori” della scienza ufficiale impregnata di positivismo e di ateismo non prestarono attenzione a questo semplice frate cattolico agostiniano che pretendeva di occuparsi di “scienza” (cosa notoriamente riservata alle elette menti laiciste), e che era stato due volte bocciato, nel 1850 e nel 1856, all’esame di abilitazione all’insegnamento delle scienze naturali nelle scuole (nemmeno all’università, nelle scuole medie).

 

Gregor Mendel

Gregor Mendel

 

Dopo che finalmente, nel 1900, morto ormai Mendel nel 1884, le sue eccezionali scoperte, basate su attenta sperimentazione e accurati calcoli statistici, sulla trasmissione dei caratteri ereditari (e quindi sulla stabilità delle specie) vennero riconosciute, l’evoluzionismo darwiniano (risalente al 1859 e basato sull’idea di un generica “mutabilità” degli organismi, sui quali agirebbe poi la “selezione naturale”) entrò in crisi nera.

 

Darwin 

Charles Darwin

 

Gli evoluzionisti dovettero correre ai ripari, dato che ne andava di mezzo, oltre alla “nobile” causa del laicismo ateo, anche quella dell’Impero britannico: come fare altrimenti a sostenere che la “razza” britannica era superiore, mentre le altre “razze” erano destinate a servirla o ad essere massacrate?

 

Lorigine delle specie copia

Il frontespizio della famosa “Origine delle specie”

 

Allora i solerti laicisti aggiustarono la teoria darwiniana innestandovi l’ipotesi secondo cui gli esseri viventi si modificherebbero in seguito a mutazioni genetiche, ossia a trasformazioni del patrimonio ereditario che avverrebbero “per caso” e sarebbero indipendenti l’una dall’altra. Queste mutazioni darebbero luogo ad una “microevoluzione” cumulativa che porterebbe a formare organismi sempre diversi, sui quali si eserciterebbe poi la “selezione naturale”, favorendo appunto la sopravvivenza e la perpetuazione della discendenza da parte dei più “adatti”: un assunto più filosofico che scientifico, mai dimostrato.

Ma di gran lunga più comodo, per i materialisti evoluzionisti a tutti i costi è il lamarckismo. Secondo la vecchia teoria di Jean-Baptiste de Lamarck (pubblicata nel 1809), le modifiche acquisite dagli organismi verrebbero trasmesse alla discendenza: un concetto ormai largamente superato, per non dire ridicolizzato.

 

Lamarck copia

Jean-Baptiste Pierre Antoine de Monet cavaliere di Lamarck

(scusate se è poco)

 

Il biologo sovietico Lysenko, invece, seguì pedestremente il lamarckismo, non disdegnando dal ricorrere ad esperimenti truccati per dimostrare ad ogni costo di aver ragione, nonché, in perfetto stile comunista, all’assassinio di chi non la pensava come lui.

 

Lysenko copiaT

rofim Denisovich Lysenko

 

Molti beoti occidentali, impressionati dalle vittorie sovietiche, guardarono con favore alla teoria di Lysenko, al punto da proporla ai pupi italiani “liberati” ed evidentemente bisognosi di essere eruditi sui progressi della “scienza” nei paesi vincitori. Così troviamo un articolo favorevole all’imbroglione sovietico fra i testi de Il Mese, la rivista di propaganda per l’Italia “liberata”.

Vogliamo esporre all’universale ludibrio l’articolo originale [intercalato da qualche irriverente commento in corsivo], al quale farà seguito una breve conclusione. Si tratta di uno scritto alquanto noioso, ma da conservare come esempio dell’idiozia piramidale che sprizzava da ogni poro degli arroganti vincitori, i superuomini anglosassoni bombardoni.

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Jerome Davis, “La teoria di Lisenko sull’ereditarietà dei caratteri acquisiti”, Il Mese, n. 17, maggio 1945, pp. 591-594; condensato da The Toronto Starweekly [a proposito: il nome dovrebbe essere scritto “Lysenko” con la “y”].

Il più famoso biologo agrario russo è oggi probabilmente Trofim Denisovic Lisenko, direttore dell’Istituto di Genetica, uno scienziato ancora giovane, dall’aspetto di un agricoltore colto. Egli è presidente dell’Accademia Lenin di Scienze Agrarie, e anche vicepresidente del Consiglio [Soviet] Supremo dell’URSS. [grandioso!].

Egli ritiene che le teorie sull’eredità accettate dalla maggior parte dei biologi siano contrarie ai fatti sperimentali, quali sono stati messi in luce dalle ricerche di scienziati russi. Tra l’altro egli è convinto che l’eredità dei caratteri acquisiti sia un fatto stabilito, e ritiene che sia perfettamente possibile controllare cambiamenti dei fattori ereditari [ma che dice?]. Inoltre, secondo Lisenko, siamo ora in grado di produrre artificialmente nuove forme di vita [omerica sghignazzata degli irriverenti, populisti, fascisti, ecc.] che, se aspettassimo venissero prodotte come risultato di una mutazione fortuita, si verificherebbero forse una volta in un milione di anni [sic!]. In questo campo egli è un grande ammiratore del lavoro del famoso orticultore americano Burbank. Durante ricerche durate quattro anni egli produsse tre nuove qualità di frumento e una di cotone di crescita più rapida e maggior resa, e contribuì anche allo sviluppo del kaksagiz, la nuova pianta della gomma scoperta dai russi [tanti saluti alla faccia tosta…].

Lisenko è un lavoratore infaticabile. Egli ha inventato un metodo per trasformare il frumento invernale, che viene seminato in autunno, in grano primaverile [sì, con la bacchetta di Mago Merlino]. In questo modo ha ottenuto una maturazione anticipata e migliori raccolti, Egli chiamò questo metodo yarovasatsia e non ebbe pace finché non lo vide adottato dai contadini [naturalmente tutti volontari e felici di collaborare...].

Nel 1932 il grano yarovasatsia venne seminato su 40.000 ettari, ma nel 1937 ne copriva già 10 milioni. Egli inventò un metodo simile anche per la semina delle patate. Un altro metodo per ottenere una maturazione anticipata scoperto da Lisenko, e chiamato cetanka, consiste nel tagliare i germogli più alti di una pianta, in modo da arrestarne la crescita. Oltre alla precoce maturazione, il cotone cetanka ha il vantaggio che il frutto è più grande. Lisenko ha insegnato ai contadini russi a non piantare patate piccole, ma ad adoperare patate più grandi. Questo tuttavia è economico, perché Lisenko dice ai contadini di mangiare tutto l’interno della patata, limitandosi a tagliare e seminare gli occhi [magari anche gli occhi per piangere gentilmente lasciati loro dal regime]. Il grande vantaggio è dovuto al fatto che in questo modo si piantano le patate migliori, invece delle peggiori, e così il raccolto è migliore, producendosi un maggior numero di tonnellate per ettaro. Ogni pianta passa attraverso certi stadi che sono caratterizzati da modificazioni delle parti crescenti. Una pianta che non ha passato un certo stadio non può produrre frutti. Così il grano invernale se viene piantato in primavera invece che in autunno, non produce spighe perché non è passato attraverso stadi invernali. Se però gli danno, per esempio, 40 giorni di freddo, esso darà il suo raccolto normale. [sic!].

Esaminiamo la teoria di Lisenko. Noi crediamo che l’eredità trasmessa da un organismo sia per così dire un risultato e un riassunto delle condizioni ambientali assimilate dalla pianta in un gran numero di generazioni precedenti. Ogni cambiamento nell’organismo stesso tende a produrre un cambiamento nell’eredità [bufala gigantesca]. Naturalmente l’organismo si oppone a cambiamenti radicali: esso tende a conservare, non a modificare la sua forma, anche se vi sono variazioni stagionali nel suo ambiente. Lisenko tuttavia ritiene che dei cambiamenti possano essere prodotti a mezzo di variazioni artificiali dell’ambiente, e che questi cambiamenti possano esser trasmessi ereditariamente in un tempo abbastanza rapido. Le varie cellule di uno stesso organismo, afferma egli, hanno natura differente, eredità differente, e differenti possibilità di crescita [vallo a raccontare a tua nonna!].

Per esempio, da una singola specie di patate si possono a volte ottenere specie diverse. Ciò prova che le cellule di una pianta non sono tutte di una specie [davvero esilarante!].

Questa concezione dell’eredità differisce da quella della massima parte degli scienziati occidentali. I biologi ortodossi non credono che l’eredità possa venire mutata dalle condizioni di vita dell’organismo. Lisenko invece ritiene che ogni cambiamento dell’organismo abbia effetto sui fattori ereditari e sul plasma germinale. [freddure da circo...]

Lisenko dice che se la pianta, o l’animale, non ha abbastanza nutrimento, naturalmente usa quel poco che ha prima di tutto per i suoi organi più importanti, incluso il plasma germinale. Quindi in queste condizioni avrà una marcata tendenza a rimanere stabile. Ma se si creano condizioni ambientali che non permettono a questi organismi di avere il loro cibo solito, il plasma germinale si modificherà o morirà [piramidale idiozia].

Lisenko ritiene che i biologi agrari russi abbiano trovato metodi per cambiare l’eredità. Questi consistono nell’ottenere alterazioni qualitative in un dato organismo mediante l’introduzione al momento giusto di condizioni controllate atte a modificare – in senso favorevole all’organismo – questo o quel carattere. I caratteri così alterati conferirebbero una più alta probabilità di sopravvivenza, e tenderebbero a perpetuarsi per mezzo dell’eredità. Invece le influenze che sono dannose all’organismo verrebbero trasmesse ereditariamente con facilità minore. Il plasma germinale non è separato dal resto dell’organismo: ogni parte di ogni cellula, la più minuscola porzione dell’organismo vivente, deve trasmettere la sua peculiare eredità [follia pura...].

Lisenko ritiene che sia perfettamente possibile regolare cambiamenti sessuali e ereditari. Generalmente piantando patate bianche si ottengono patate bianche, ma lo scienziato russo, regolando le condizioni del terreno, può forzare occhi di patate azzurre e viceversa; e può fare in modo che piante ibride assomiglino all’uno o all’altro dei genitori, a piacere. [risata omerica].

Consideriamo il seguente esperimento: un albero da frutta meridionale produce frutti grandi e ottimi, ma non resiste al freddo. La varietà settentrionale dello stesso albero invece resiste al freddo, ma non produce buoni frutti. Se incrociamo questi due alberi, possiamo favorire l’uno o l’altro carattere: se uno di questi ibridi viene coltivato in un clima freddo i caratteri dell’albero settentrionale saranno predominanti. Se invece viene coltivato in un clima caldo, produrrà frutti buonissimi, ma non resisterà al freddo. Quindi, per ottenere frutti di buona qualità e resistenti al freddo allo stesso tempo, bisogna piantare l’ibrido in un clima che non sia né freddo né caldo. La pianta allora produce buoni frutti ed è resistente al freddo, e, dopo qualche generazione, si può coltivarla senza pericolo anche in un clima nordico. Usando questi metodi, Lisenko può far sì che qualunque qualità di grano possa crescere pressoché in qualunque clima. Il grano originario da un clima caldo può venir coltivato nelle steppe della Siberia dove la temperatura scende a 40 o 50 gradi sotto zero. A prova egli cita il fatto che alla stazione sperimentale di Celiabinsk, in Siberia, si coltivano 20 differenti qualità di grano. [Mah...].

“La natura di un organismo vivente e la sua eredità sono una cosa sola – asserisce Lisenko – un cambiamento nelle condizioni di vita che produca una modificazione nell’organismo stesso, inevitabilmente ne produce una nei suoi fattori ereditari.” I semi non possono venire modificati tanto facilmente da fattori ambientali; tuttavia anch’essi possono essere mutati fino a un certo punto. Se si tengono troppo a lungo senza farli germogliare, o mettendoli in condizioni anormali, le cellule germinali presentano mutazioni [sic!].

I biologi ortodossi ritengono che, piantando un gruppo di barbabietole in un campo concimato, e un altro gruppo in un campo non concimato, vi sarà una differenza nei prodotti, ma che, se i semi dei due gruppi così ottenuti vengono piantati in condizioni identiche, non si osserverà nessuna differenza nella seconda generazione. Lisenko dice che migliaia di esperimenti hanno dimostrato che anche questa teoria è falsa. “Ogni cambiamento nelle condizioni ambientali di un organismo vivente induce sempre un cambiamento nella sua eredità; quindi al momento giusto bisogna modificare qualche parte o qualche carattere dell’organismo vivente, oppure modificare l’ambiente in cui esso vive, in modo da forzare tale cambiamento.” [semplicissimo, come si vede...]

Lisenko ritiene che anche i processi d’innesto dimostrino che la teoria corrente non è esatta. Innestando una marza di un albero da frutta su un albero di un’altra qualità si ottiene un ibrido. Se si fa ciò a un albero abbastanza giovane, se ne cambia l’intera forma e carattere. Ciò fa pensare a Lisenko che ogni parte dell’organismo, persino una sola cellula, trasmetta i suoi peculiari caratteri ereditari; perché questi caratteri si manifestino e si sviluppino sarebbero però necessarie certe favorevoli condizioni. Lisenko ritiene che per ottenere cambiamenti regolari nell’eredità, sia necessario scomporre in qualche modo la normale disposizione dei fattori ereditari. Questo può ottenersi in tre modi, e cioè a mezzo di innesti, a mezzo di incroci, e anche modificando al momento giusto le condizioni ambientali. [siamo alla comica finale].

Non tutti i biologi sono d’accordo con Lisenko [e vorrei proprio vedere!].

Anche in Russia esistono altre scuole, ma il suo concetto dell’eredità è completamente nuovo e rivoluzionario; se le sue vedute si dimostreranno corrette sarà necessaria una revisione radicale delle teorie genetiche oggi generalmente accettate [una prece...].

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Fin qui l’articolo su Lysenko. Le grottesche teorie di questo pseudoscienziato che, come già detto, non era che un attardato seguace del decrepito Lamarck (uno dei tanti frutti marci dell’Illuminismo, che già di per sé era tutto bacato), vennero imposte da Stalin ai contadini, e furono uno dei principali motivi del disastro sofferto dall’agricoltura sovietica. Solo grazie alla protezione dello spietato dittatore, il cialtrone poté restare in sella. Si noti l’antiquata espressione “plasma germinale”, estremamente generica e di nessun significato, ma che ricorda i timori dei medici nazisti che il fumo danneggiasse il “plasma germinale” della “razza tedesca”. Le successive scoperte della genetica (struttura e mappatura del DNA, funzione dell’RNA, scoperta dei “guardiani del genoma” che correggono le mutazioni e stabilizzano i caratteri ereditari) non fanno che ridicolizzare ulteriormente la falsa scienza stalinista ed evoluzionista di Lysenko. Non si capisce se questo bizzarro articolo sia dovuto all’ammirazione beota di certi occidentali per tutto ciò che proveniva dall’URSS, oppure sia un astuto sostegno al cialtrone sapendo che danneggiava l’URSS, in vista della futura “guerra fredda”. Ma questo probabilmente significherebbe attribuire troppa intelligenza e preveggenza ai trionfanti campioni dell’antifascismo.

EMILIO BIAGINI

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