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03
MAGGIO
2008
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Emilio Biagini


Una stanza tipo ufficio. Scrivania, poltrona, telefono.

Personaggi:
Il MAESTRO;
il TIRAPIEDI.

TIRAPIEDI (entra con le braccia alzate in segno di estrema disperazione) — Maestro, maestro, una catastrofe.
MAESTRO — Che c’è?
TIRAPIEDI — È morto, è morto.
MAESTRO — Chi è morto?
TIRAPIEDI — Che disastro, è morto, è morto.
MAESTRO — Ma chi è morto, accidenti?
TIRAPIEDI — Il marxismo, maestro, è morto.
MAESTRO — Morto? Ma se due minuti fa stava benissimo.
TIRAPIEDI — Eppure è lungo stecchito.
MAESTRO — Ma se la teoria della transizione funzionava così bene.
TIRAPIEDI — Lo so, però all’improvviso la transizione è andata storta.
MAESTRO — Vuol dire che invece di transìre dal capitalismo al socialismo …….
TIRAPIEDI — Abbiamo transìto alla rovescia, dannazione.
MAESTRO (facendo l’atto di tirare il collo a qualcuno) — Ci dev’essere un traditore. Bisogna scovarlo.
TIRAPIEDI (torcendosi le mani) — Proprio ora che avevo il concorso. A chi la daranno la mia poltrona, adesso?
(squilla il telefono)
MAESTRO — Pronto. Ah, è lei, Eminenza.
TIRAPIEDI — Chi è?
MAESTRO — È l’Eminenza.
TIRAPIEDI — Ah …….
MAESTRO — Si, ho sentito, Eminenza ……. Me l’hanno appena comunicato, Eminenza ……. Chi penserà adesso ai poveri, Eminenza? ……. Mah? Anche noi siamo preoccupati, Eminenza …… Grazie della telefonata, Eminenza ……. Lei è molto buono, Eminenza ……. Grazie, Eminenza ……. La sua solidarietà ci rinfranca, Eminenza ……. (depone la cornetta) Era l’Eminenza ……. l’Arci-Vescovo, il Vescovo dell’Arci.
TIRAPIEDI — E adesso?
MAESTRO — Bisognerebbe avere notizie più precise.
TIRAPIEDI — Io so tutto.
MAESTRO — Cosa ne vuol sapere? Non sono io il Maestro? Ci diamo delle arie? Ohi, giovanotto .…….
TIRAPIEDI — Ma io ho assistito all’incidente.
MAESTRO — Che incidente?
TIRAPIEDI — Gli è caduto un muro in testa.
MAESTRO — Un muro?
TIRAPIEDI — Era il muro che doveva servire a tener dentro i polli, e invece …….
MAESTRO — Ha sofferto molto?
TIRAPIEDI — Non credo. È stato tutto così all’improvviso.
MAESTRO — Dove l’hanno portato?
TIRAPIEDI — All’obitorio.
MAESTRO — Mi viene un’idea. Io sono uno specialista di obitori.
(compone un numero telefonico)
TIRAPIEDI — Lei è grande, maestro.
MAESTRO — Pronto, obitorio ……. mi passi il dottor Dinamo ……. Dottor Dinamo, c’è da lei un ospite molto rosso ……. In che posizione? ……. Orizzontale, credo ……. Sì? ……. L’ha visto ……. Cosa dice, è molto brutto? ……. Ma no, ma no, è tutta questione di abitudine ……. Senta, noi abbiamo un problema ……. Tutti hanno problemi, sì ……. Però noi ne abbiamo uno molto grosso ……. Senta, dovremmo organizzare il funerale ……. Ma non un funerale qualsiasi, lei m’intende? ……. Un funerale con sorpresa …….
TIRAPIEDI — Devo preparare la lista degli invitati?
MAESTRO — Sì, sì, prepari, prepari ……. No, non intendevo il caro estinto ……. Stavo parlando col mio collaboratore ……. Senta, Dinamo ……. Lei s’intende di elettricità, no? ……. Appunto ……. Ora, ha presente l’imbalsamatore? ……. Quello che lavora per il museo di storia naturale ……. Vicino al fabbricante di bare ……. Ecco, ora mi segua …… Bisognerebbe fare un’imbalsamazione flessibile …… Sì, flessibile ……. Che possa piegare gambe e braccia ……. No, non tanto ……. basta un po’ ……. E poi ……. e poi entra in scena lei ……. Vedo che ha già capito ……. Sì, con un po’ di elettronica e un accumulatore ……. Lo facciamo muovere come se fosse vivo …… Così all’improvviso si alza dalla bara e fa una bella sorpresa a tutti ……. Chi vuole che se ne accorga? ……. Malamente si muoveva anche da vivo …… La faccia? Ma cadaverica l’ha sempre avuta ……. Ecco, bravo, una bella mummia meccanica ……. Domani vengo a vedere ……. Quanto ci vorrà? …… Di tempo, voglio dire ……. Ah, bene, un paio di giorni ……. Per la spesa non si preoccupi ……. Paga il partito …… Bene, bene …… A presto, allora ……. Saluti in famiglia ……. Presenterò ……. Arrivederla ……. Ecco fatto.
TIRAPIEDI — Tutto a posto?
MAESTRO — Ancora no.
TIRAPIEDI — Cosa manca?
MAESTRO — Ci vuole il piano mimetico e la campagna pubblicitaria.
TIRAPIEDI — Che piano mimetico?
MAESTRO — Prima di tutto bisogna cambiare un po’ di nomi, di sigle e di simboli.
TIRAPIEDI — Perché?
MAESTRO — I polli devono credere che tutto sia cambiato.
TIRAPIEDI — Capito.
MAESTRO — Poi, per la pubblicità, bisogna trovare un capro espiatorio.
TIRAPIEDI — Cos’è un capro espiatorio?
MAESTRO — Qualcuno da odiare.
TIRAPIEDI — Ah.
MAESTRO — L’odio è una lente d’ingrandimento.
TIRAPIEDI — Per vedere cosa?
MAESTRO — Non serve a vedere.
TIRAPIEDI — E allora ……
MAESTRO — Serve da specchio ustorio.
TIRAPIEDI — Che cosa?
MAESTRO — Concentra i raggi e brucia, cretino.
TIRAPIEDI — E chi dobbiamo bruciare?
MAESTRO — Qualcuno che distolga l’attenzione dal caro estinto.
TIRAPIEDI — Per esempio?
MAESTRO — Qualche antipatico non allineato che pretende di entrare in politica senza il nostro permesso.
TIRAPIEDI — A che scopo?
MAESTRO — Nessuno vedrà se lui ha qualche problema di movimento.
TIRAPIEDI — E poi?
MAESTRO — E poi la gente ci seguirà.
TIRAPIEDI — Dove le attacchiamo il cavo di rimorchio?
MAESTRO — Al naso.
TIRAPIEDI — Il punto più adatto. Lei è un genio, maestro.
MAESTRO — Niente paura. Situazione sotto controllo. Non è successo niente.
TIRAPIEDI — Tutto come prima?
MAESTRO — Certo.
TIRAPIEDI — Allora possiamo stare tranquilli?
MAESTRO — Tranquillissimi.
TIRAPIEDI — Le poltrone sono al sicuro?
MAESTRO — Sicurissime.
TIRAPIEDI — E il mio concorso?
MAESTRO — Niente paura, le dico.
TIRAPIEDI — Che sollievo.
MAESTRO — Plus ça change, plus c’est la même chose.
TIRAPIEDI — Perché parla tedesco?
MAESTRO — è sempre ben tenersi in esercizio.
TIRAPIEDI — E la rima?
MAESTRO — Col funeral, non fine, ma un inizio.
TIRAPIEDI — Lei è immenso, maestro.

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