Genova, 24 Aprile 2018 14.10





 
CAELI ENARRANT GLORIAM DEI

 

Caeli Enarrant Gloriam Dei

21
LUGLIO
2012
Articolo letto 3755 volte

POVERA EUROPA

Che aria tira nelle auliche stanze dell’euroburocrazia?

 

Nelle stanze euroburocratiche, insieme ai lauti stipendi e all’aria condizionata, circolano i miasmi cimiteriali dell’inno europeo, il prestigioso quarto movimento della Nona Sinfonia in re minore op. 125, “Corale”, di Ludwig van Beethoven, su testo dell’“Ode alla gioia” di Friedrich Schiller. La “gioia” cantata dal poeta è naturalmente quella massonica, radicata nella cimiteriale filosofia della gnosi, in diretta opposizione alla presunta “tristezza” della Fede cattolica. È un folle “salto in avanti”, quello che Schiller propone in quell’ode: una tabula rasa che, ignorando la realtà, dipinge un mondo “magico” di inesistente e impossibile bontà, da ottenersi abbracciando questa generica e impalpabile “gioia”.

L’Europa unita era cominciata, nel dopoguerra, con quello che sembrava un indirizzo cristiano impresso da Adenauer, Schumann e De Gasperi. Il massone Richard Nikolaus, conte di Coudenhove-Kalergi, e il Paneuropa-Bewegung (Movimento Paneuropa), da lui fondato, si incaricarono di imprimere al processo di unione europea un’impronta decisamente laicista e cristianofobica, di pretto stile massonico, ottenendo davvero un brillante successo. Fin dal 1955, il Coudenhove-Kalergi cominciò ad agitarsi perché l’ode di Schiller, modificata e musicata da Beethoven, divenisse il nuovo inno europeo. Dal 1972 venne adottata dal Consiglio d’Europa, e nel 1985 divenne inno ufficiale dell’Unione Europea.

Un esame del testo schilleriano rivela agghiaccianti caratteristiche di poesia satanica e un’assoluta incompatibilità col Cristianesimo: la “gioia” massonica farebbe diffondere una mitica “simpatia” che “eleva alle stelle”, dove “in trono siede l’ignoto” (Zu den Sternen leitet sie, wo der Unbekannte thronet). Tutti gli esseri “bevono gioia ai seni della natura, tutti i buoni, tutti i cattivi seguono la sua traccia rosata” (Freude trinken alle Wesen an den Brüsten der Natur; alle Gute, alle Bösen folgen ihrer Rosenspur). Non è chiaro come la “simpatia” possa far ascendere alle stelle, non è chiaro come questa mescolanza di buoni e cattivi possa conciliarsi con la giustizia, ma soprattutto disturba quella parola “l’ignoto” (il Dio infinitamente misericordioso, che si è fatto crocifiggere per salvarci, sarebbe “ignoto”?), come pure il fatto che si parli alternativamente di “dei” (Götter) e di “un Dio più grande” (großer Gott): confusione gnostica e superficiale politeismo sono qui mescolati in modo grottesco.

Peggio, vi è l’autoassoluzione dell’umanità (unser Schuldbuch sei vernichtet / ausgesöhnt die ganze Welt!, “il libro del giudizio sia annientato, riconciliato sia il mondo intero”), come se toccasse all’uomo giudicare se stesso e autoassolversi. Evidente l’inganno insito nell’intero discorso: delinea un’umanità redenta di forza propria, non bacata dal peccato originale e da tutti i peccati successivi, affogata in un mare di buonismo che è asfissiante utopia, del tutto irraggiungibile e priva di senso. Il massone Schiller propone il perdono universale, anche a chi non si pente: è appunto il perdono diabolico, che assicura la stabilizzazione del disordine e dell’ingiustizia. Subdolamente, tale perdono diabolico viene mascherato da una superficiale somiglianza alla dottrina cristiana del perdono: “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori” diventa richtet Gott, wie wir gerichtet, “Dio giudica come noi giudichiamo”, in altre parole saremmo noi ad “insegnare” a Dio cosa fare.

Scopertamente satanici, poi, sono i riferimenti al Wurm, il “drago” (da sempre simbolo diabolico) che “gode voluttà” (Wollust ward dem Wurm gegeben), e al “cherubino” (Lucifero) che, in atto di ribellione, sta in piedi davanti a Dio, invece di inginocchiarsi. Altri traducono Wurm con “verme”, invece che “drago”, ma questa parola era usatissima, ancora nell’Ottocento avanzato, per indicare appunto il drago (vedi Wagner nella Tetralogia, dove Fafner, che custodisce il tesoro dei Nibelunghi, è chiamato “Wurm”), e il drago si accorda meglio con il concetto, che immediatamente segue, del cherubino ribelle che pretende di non inginocchiarsi di fronte a Dio (und der Cherub steht vor Gott).

Sotto lo strato superficiale di melassa buonista e pacifista dell’Ode alla gioia, magnificata da tutti i critici che “contano” e resa celebre dall’enfatica e sovraccarica musica di Beethoven, si nasconde un mare di assoluta confusione intellettuale e di veleno morale quale difficilmente è dato incontrare in poesia. Sull’onda dell’entusiasmo per il crollo del comunismo, si è tentato di sostituire, nell’inno europeo, alla “gioia” la “libertà”, così che An die Freude sarebbe diventato An die Freiheit: certo un’espressione più sana, ma i boss della massoneria hanno preteso che il testo restasse invariato.

Così, questa è l’aria che tira nelle auliche stanze euroburocratiche: l’aria della decrepita filosofia gnostica, del ripiegamento verso i lidi avvelenati del primitivismo neopagano e del puro e semplice satanismo, imposti con tutti i mezzi, tappando la bocca a qualsiasi voce cristiana. La costituzione dell’Ungheria, approvata nel 2011, ha preteso di indicare le radici cristiane come fondamento della nazione magiara. I soliti laicisti sono immediatamente insorti: orrore! una costituzione “iperconservatrice” che ignora le meraviglie della “gioia” massonica. Un eurodeputato magiaro si è permesso di segnalare in rete ai colleghi eurodeputati che in una vicina chiesa sarebbe stata celebrata una Messa: orrore! la segreteria del europarlamento ha dovuto chiedere che i cari eurodeputati smettessero di commentare quella semplice e innocua segnalazione perché i loro insulti avevano intasato la rete; il commento più benevolo era “che razza di spazzatura è questa?”

Questa è l’euroburocrazia che rinnega le radici cristiane, che adotta come inno un’ode satanica, che reagisce istericamente, da ossessa posseduta, all’idea di una Messa, che pontifica di scienza di cui non capisce nulla, che blatera di tutela dell’insegnamento scolastico “minacciato” (orrore!) dall’intervento divino nel mondo. Un’euroburocrazia cui forse gioverebbe una seduta dall’esorcista.


21
LUGLIO
2012
Articolo letto 3768 volte

ORATIONES

I

 

O sancte Joseph, terror demonum, adjuva nos.

O sancte Joseph, terror demonum, noli derelinquere nos.

O sancte Joseph, terror demonum, ora pro nobis.

 

O san Giuseppe, terrore dei demoni, vieni in nostro aiuto.

O san Giuseppe, terrore dei demoni, non ci abbandonare.

O san Giuseppe, terrore dei demoni, prega per noi.

 

L’invocazione a san Giuseppe è preghiera di esorcismo contro i demoni. Il santo sposo della Beata Vergine è divenuto terrore dei demoni per la granitica fede che gli ha permesso di portare a buon fine la missione affidatagli da Dio di protettore della Sacra Famiglia. Abbiamo estremo bisogno della protezione di tutti i santi capaci di terrorizzare e scacciare i demoni. Insieme alla Madonna e all’Arcangelo san Michele, san Giuseppe è uno dei protettori più potenti.

 

 

II

 

Regina flos Carmeli, ora pro nobis.

Regina decor Carmeli, ora pro nobis.

Mater flos Carmeli, ora pro nobis.

Mater decor Carmeli, ora pro nobis.

Virgo flos Carmeli, ora pro nobis.

Virgo decor Carmeli, ora pro nobis.

Sancta Deipara Virgo, decor et flos Carmeli, ora pro nobis.

 

Regina fiore del Carmelo, prega per noi.

Regina ornamento del Carmelo, prega per noi.

Madre fiore del Carmelo, prega per noi.

Madre ornamento del Carmelo, prega per noi.

Vergine fiore del Carmelo, prega per noi.

Vergine ornamento del Carmelo, prega per noi.

Sancta Vergine Madre di Dio, ornamento e fiore del Carmelo, prega per noi.

 

Il Carmelo rappresenta un prezioso ponte tra la santità dell’Antico e quella del Nuovo Testamento, il cui cardine è la Santissima Vergine. Personaggi esemplari sono il profeta Elia, san Simone Stok, santa Teresa d’Avila e santa Teresa del Bambin Gesù. Il Carmelo è pegno e profezia della futura conversione di Israele a Cristo e del trionfo finale della giustizia divina.

 

 

III

 

Miserere mei Deus, quia ego sum pulvis pulveris, cinis cineris et putredo putredinis.

Sancta Virgo ora pro me, quia ego sum pulvis pulveris, cinis cineris et putredo putredinis.

Beatissima Lux Aeternitatis miserere mei, quia ego sum pulvis pulveris, cinis cineris et putredo putredinis.

 

Abbi pietà di me Dio, poiché io sono polvere di polvere, cenere di cenere e putredine di putredine.

Santa Vergine prega per me, poiché io sono polvere di polvere, cenere di cenere e putredine di putredine.

Beatissima Luce dell’Eternità abbi pietà di me, poiché io sono polvere di polvere, cenere di cenere e putredine di putredine.

 

La via della perdizione passa per la superbia. Contro il peccato mortale di tale vizio è indispensabile esercitare l’umiltà. Non si tratta di umiliazione e abbassamento ma di semplice realismo. Si tratta di saper giustamente valutare la propria personalità di fronte a quella divina, che sovrasta l’uomo come il cielo sovrasta la terra.


26
GIUGNO
2010
Articolo letto 2524 volte

L’ESERCITO DEGLI ELEFANTI VENDICATORI CHE RADONO AL SUOLO I VILLAGGI INDÙ — il fenomeno: si moltiplicano gli attacchi di pachidermi contro gli insediamenti degli autori dei pogrom anti-cristiani (articolo di Rino Cammilleri)

Sul sito dell’Arcidiocesi di Colombo (Sri Lanka) è comparsa una curiosa notizia (ringrazio la rivista “Il Cedro” per avermela segnalata) riguardante lo stato indiano dell’Orissa. Ricordate? Nel luglio di due anni fa un pogrom di fondamentalisti indù contro i cristiani locali causò la morte di oltre cinquecento persone. In quell’occasione una giovane suora venne bruciata viva, un’altra fu violentata, mentre le chiese e le case dei cristiani venivano distrutte. I fanatici se la presero anche con l’orfanotrofio di Khuntpali, cui fu appiccato il fuoco. Anche le bombe vennero usate: un centro pastorale fu raso al suolo così. Oltre ai morti, i risultati furono migliaia di feriti e un numero impressionante di gente rimasta senza casa.

Ma la furia anticristiana in questi luoghi non si è mai fermata del tutto. Anzi, sono più di dieci anni che va avanti: quello del luglio 2008 è stato solo il massacro più cospicuo. Le autorità hanno deprecato, sì, gli episodi ma in pratica sono state a guardare, anche perché il partito dei nazionalisti indù ha un ruolo non indifferente nella politica indiana. Il cristianesimo è molto diffuso, specialmente nella casta più bassa, quella dei dalit, e nelle popolazioni tribali che in Orissa sono numerose. Tra costoro le riconversioni forzate all’induismo sono ormai all’ordine del giorno, anche perché il cristianesimo, con le sue scuole, e la sua dottrina della dignità umana, ha insegnato a gente abituata da sempre a subire e ubbidire, a reagire ai soprusi e a difendersi nei tribunali.

Ed ecco la notizia: pare proprio che la difesa di questa gente abbandonata e perseguitata dagli uomini sia stata assunta direttamente dal Cielo. Sì, perché in India l’elefante gode della stessa sacralità delle vacche. Ebbene, branchi di elefanti selvaggi hanno preso ad attaccare i villaggi dove risiedono i responsabili dei pogrom del 2008, distruggendo ogni cosa. Direte che, in India, non c’è niente di particolarmente strano in ciò: può essere che un elefante selvatico perda la testa. Il fatto è che il primo attacco (già, perché sono stati più d’uno) si è verificato nel luglio 2009, nello stesso giorno e nella stessa ora in cui l’anno prima era partito il pogrom. Uno dei caporioni della pulizia etnica ai danni dei cristiani ha visto la sua azienda rasa al suolo, poi è toccato alla sua casa e alle sue fattorie, con un’operazione mirata che ha colpito solo lui. Da quel momento i villaggi degli induisti non hanno avuto più pace. Quando meno se l’aspettano, ecco spuntare dalla foresta un branco di elefanti imbizzarriti che calpestano ogni cosa. Nell’Orissa sono ormai migliaia le persone che hanno dovuto darsi alla fuga nei campi (ora tocca a loro), Nel distretto di Kandhamal (dove una suora ha subìto uno stupro di gruppo) in sette sono stati uccisi e moltissimi sono rimasti feriti dagli elefanti.

A tutt’oggi sono quarantacinque i villaggi che hanno dovuto sopportare la furia degli elefanti. L’inglese Bbc, nel commentare questi fatti, ha chiarito che in India non è affatto raro che bestie selvatiche entrino nei centri abitati e facciano danni o vittime. Ma gli elefanti distruttori del Kandhamal si sono fatti ben trecento chilometri dalla loro riserva di Lakheri per andare a distruggere le case degli induisti, lasciando in pace quelle dei cristiani. Gli abitanti di quei luoghi sono unanimi nel dire che non hanno mai visto niente di simile. Adesso vivono nella paura di quelli che ormai tutti chiamano gli “elefanti cristiani”, mandati dal Cielo a vendicare il sangue dei martiri. In parecchi villaggi sono state edificate barriere anti-elefanti, con blocchi stradali e vedette. Ma gli elefanti continuano con i loro attacchi a sorpresa e mirati. Sono ormai più di settecento le case abbattute da questi bestioni, e innumerevoli le coltivazioni devastate. Nessuno sa spiegare razionalmente perché quei bestioni scelgano accuratamente le loro prede tra quelli che hanno preso parte alla grande mattanza di cristiani. Gli animali vengono dalle riserve del Bihar, di Chattisgarh, di Jharkland, lasciano il loro habitat naturale per andare a compiere la vendetta nell’Orissa. E con una tattica precisa: mandano in avanscoperta i piccoli, poi si radunano e attaccano. I funzionari governativi incaricati della fauna selvatica allargano le braccia. L’unica cosa che si sa per certo è che gli elefanti hanno la memoria lunga.

Giornale Nuovo 16/4/2010


22
LUGLIO
2009
Articolo letto 3925 volte

Emilio Biagini


L'ULTIMA STAMPELLA DELL’ATEISMO

La mentalità pagana non concepiva la creazione dell’universo, o ne aveva un’idea molto vaga.

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I TRIGOTTI

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    A DIALOGUE BETWEEN TWO ITALIAN FRIENDS

    Tell me, Fulgenzio, why did once go so often to Britain, and now you're not going there anymore?

    You see, Terenzio, my English friends told me with great satisfaction that their beloved son had “happily crowned his love dream” with a male friend, and their darling daughter had gone to live in sapphic fashion with a girl friend; and I kept silence because I knew they would not understand my disgust for such behaviour. They would have thought I only was hankering after God knows what obsolete moral prejudices. They are sunk into such a morass of relativism that "good" and "evil" are for them but meaningless words; they are unable to understand that moral laws are for all times and all peoples, because God gave them, they are engraved into every human heart, and no man can change them. Then I read about the indiscriminate hospitality of the London government to islamic terrorists, while the same government rejects Catholic refugee nuns from Syria. I also read that muslim men systematically attack and rape English women and the press is being ordered to understate such news as much as possible: what a splendid exhibition of justice and courage! The absurd claim that islamic immigration could coexist with secularized morals, i.e. with feminism, homosexualism, relativism, atheism, environmentalism etc. begins to show its irreducible contradiction. Finally, British doctors have begun, in pure Nazi fashion, to kill sick babies they were unable to cure, and they got "moral" support from the local clergy. At that point I decided that, if I wished to visit a foreign country, it was far better for me to go to Russia.

     

    You're not English anymore, but Anglonazis. You make me vomit.

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