Genova, 19 Agosto 2017 01.51





 
CAELI ENARRANT GLORIAM DEI

 

Humanae Litterae

20
OTTOBRE
2013
Articolo letto 1455 volte

VALTORTA M. (1985) “Il parallelo tra le due Passioni”, contenuto nel quaderno n. 120, pubblicato nel volume I quaderni dal 1945 al 1950, pp. 532-562

 

Quaderni_1945-50.jpg

 

Questo complesso dettato costituisce un documento a sé stante, nel quale Gesù svolge un serrato confronto fra la Sua Passione, che ebbe inizio fin dalla Sua nascita e quella della Valtorta, che soffrì volontariamente per amore di Dio e delle anime fin dalla più tenera età, fu fedele fino alla fine, fu tradita da quelli che avrebbero dovuto comprenderla e amarla. Suoi carnefici furono i membri dell’Ordine Servita che si accostarono a lei con curiosità non buona, la tentarono in ogni modo, la perseguitarono, insultarono e calunniarono, fino ad imporle una croce che Gesù non le aveva destinato. Pochi amici ha, e quelli soprattutto fra i laici. Ma lei non perirà, né perirà l’Opera, sulla quale vegliano Cristo e la Sua Madre Santissima. Lei continui ad amare i suoi persecutori, che non l’hanno compresa e non la vogliono comprendere. Essi hanno voluto chiudersi in una tomba, spiriti morti e putrescenti. La tomba non è ancora chiusa, nella speranza che possano essere sanati e risorgere. Se questo non avverrà, avranno punizione eterna e terribile. Ma lei preghi come Cristo perché le pecore smarrite tornino all’Ovile e vi sia un solo Ovile e un solo Pastore, e i diletti di ora e di sempre saranno dove lei stessa sarà, in Paradiso.

 EMILIO BIAGINI


20
OTTOBRE
2013
Articolo letto 2155 volte

VALTORTA M. (1985) “L’Apocalisse”, in Quaderni dal 1945 al 1950, pp. 563-627

 

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Contenuta nei quaderni n. 121 e 122, questa esegesi dell’Apocalisse costituisce un libro a se stante, che della difficile simbologia apocalittica e della teologia relativa agli ultimi tempi offre una preziosa spiegazione, che si può utilmente integrare con dettati contenuti in altre opere.

Alla fine dei tempi il Verbo non verrà personalmente ma evangelizzerà ancora, sebbene non vi sarà una seconda Redenzione né una seconda Evangelizzazione. Il Verbo susciterà nuovi evangelizzatori che evangelizzeranno in suo Nome in una forma nuova, consona ai tempi, che non cambierà il Vangelo eterno né la grande Rivelazione ma li amplierà, completerà e renderà comprensibili e accettabili anche a coloro che per il loro ateismo o per la loro incredulità sui Novissimi e su molte verità rivelate, adducono la ragione che non possono credere cose che non comprendono, né amare esseri di cui si conosce troppo poco, e quel poco è tale da spaurire e sconfortare in luogo di attirare e incoraggiare.

 

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20
OTTOBRE
2013
Articolo letto 2930 volte

VALTORTA M. (2013) La tomba di San Pietro, Isola del Liri, Centro Editoriale Valtortiano

 

La_tomba_di_San_Pietro.jpg

 

Si tratta di un opuscolo estrapolato dalla prima edizione dei Quadernetti: ottima iniziativa per valorizzare determinati argomenti di particolare rilevanza, mettendoli in miglior evidenza nel mare di scritti valtortiani trattanti argomenti disparati.

La questione della tomba di San Pietro, di grande importanza storica, attirava, nel primo dopoguerra, l’attenzione della Chiesa e degli archeologi, tanto che l’11 luglio 1948 Padre Berti aveva scritto alla Valtorta chiedendole di indicare il luogo della tomba e lei aveva risposto il 14 luglio di “lasciar stare quelle povere ossa”. Tra la fine luglio e l’inizio di agosto, Maria riceve frammentarie indicazioni dalle quali si ricava che il Principe degli Apostoli non poteva essere sepolto in Vaticano, luogo immondo e in balia dei pagani, mentre San Pietro evangelizzava nell’Ostrianum, dov’era il primo cimitero cristiano.

 

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20
OTTOBRE
2013
Articolo letto 2746 volte

VALTORTA M. (2012-2013) Lettere a Madre Teresa Maria, 2 voll., Isola del Liri, Centro Editoriale Valtortiano

 

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Maria Valtorta venne ferocemente perseguitata dal clero. La gerarchia clericale perseguitava pure Padre Pio, Gemma Galgani ed altri, dimostrando verso il soprannaturale uno scellerato odio, mascherato da “prudenza”.

Pochissimi, fra i religiosi, sostennero la grande veggente, fra cui la carmelitana Madre Teresa Maria, al secolo Lidia Korompay (Venezia 1900 - San Colombano, Lucca 1985), del Carmelo di Camaiore. L’epistolario si svolge dal 1945 al 1957, ed è un mirabile scambio fra due anime sante, acidamente sorvegliate da una gerarchia sospettosa, prevenuta e priva di carità. La corrispondenza fra di loro dovette andare avanti tra mille accorgimenti per evitare che la minima parola compromettente riguardo all’opera valtortiana cadesse sotto gli occhi dei superiori, quasi che i dettati divini fossero una minaccia per la Chiesa.

 

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