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27
APRILE
2017
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ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_aquila

Abbiamo il piacere di conferire l’aquila d’oro a questa significativa biografia del Prof. Avv. Emilio Artiglieri:

EMILIO ARTIGLIERI, Pio XII. Il Papa della carità, Gorle (BG), Editrice Velar, pp. 48, € 3,50.

Segue una recensione di Maria Antonietta Novara:

L’avvocato Emilio Artiglieri riesce in questo agile volume a fornire un ritratto esauriente dell’augusta figura del Sommo e Santo Pontefice Pio XII, con un’accurata biografia arricchita da numerose foto tratte dagli archivi vaticani.

La figura di Eugenio Pacelli è delineata fin dalla nascita, avvenuta nel 1876 a Roma, dove la famiglia si era trasferita per il lavoro del padre, avvocato in Vaticano. Il piccolo Eugenio è un bimbo serio, studioso, di salute cagionevole, ma dotato di una forte volontà, che lo spinge ad compiere il suo dovere anche a costo della salute.

Proprio a causa dei problemi di salute, i suoi studi per diventare sacerdote si svolgono al di fuori del seminario presso istituti laici. Questo gli dà la possibilità di venire in contatto con persone di tutti gli ambienti e di diverse convinzioni, conferendogli un’apertura mentale non comune a quell’epoca.

Ordinato sacerdote, svolge all’inizio la funzione di cappellano in diversi istituti religiosi, fra cui quello dell’Assunzione. Ma il suo valore culturale e spirituale fa sì che il Papa lo mandi, nel 1917, come Nunzio a Monaco di Baviera, capitale allora del Regno di Baviera, e successivamente a Berlino come Nunzio per tutta la Germania.

Dopo la prima guerra mondiale, la storia del Nunzio Pacelli diventa grande storia. Pacelli si spende con viva carità per aiutare la popolazione tedesca travagliata da gravi difficoltà economiche. Chiamato a Roma come segretario di Stato nel 1930, svolge un ruolo decisivo nella formulazione dell’enciclica Mit brennender Sorge (Con bruciante ansietà) di Pio XI, nella quale viene condannata l’ideologia nazista, insieme alle persecuzioni inflitte da Hitler ai cattolici in spregio al concordato del 1933 con la Santa Sede.

Alla prima guerra mondiale segue la seconda, ancor più atroce della prima. Pacelli è stato appena eletto papa col nome di Pio XII, e vive con angoscia quegli avvenimenti. Lancia numerosi appelli per la pace e contro le persecuzioni nei confronti degli ebrei, ma quando viene a sapere che un appello al Reich in favore degli ebrei da parte dei vescovi olandesi ha causato l’assassinio di quarantamila ebrei, è costretto a cambiare strategia.

Mediante messaggi riservati dà ordine ai preti e a tutti gli ordini religiosi di accogliere e nascondere i perseguitati. È così che la Chiesa salverà più di ottocentomila ebrei, tra l’indifferenza degli Stati alleati che pur essendo a conoscenza dello sterminio, e avendo mezzi sterminati a disposizione, nulla fecero per impedirlo.

Nello stesso tempo Pio XII si occupa delle popolazioni civili, oppresse dalla fame e dai bombardamenti, assiste i prigionieri di guerra, instancabile nella sua opera di carità.

Tutto queste e molte altre notizie vengono illustrate con grande abilità nel libro dell’Avv. Artiglieri, che è anche Presidente del Comitato Papa Pacelli che si adopera per la causa di beatificazione.

È un fatto estremamente grave che, a quasi sessant’anni dalla morte di questo santo e grande Papa la causa di beatificazione non sia ancora giunta a conclusione. Ancora più grave è che a Gerusalemme, nello Yad Vashem, la Chiesa cattolica sia citata nella stessa stanza dei persecutori degli ebrei insieme al Reich di Hitler, e che una mendace scritta rimproveri a Pio XII presunti “silenzi” sulla persecuzione. Gli ebrei che subito dopo la guerra riconobbero e ringraziarono questo grande e santo Papa che ne aveva salvato centinaia di migliaia inspiegabilmente si sono trasformati nei suoi peggiori detrattori.

MARIA ANTONIETTA NOVARA

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