Genova, 21 Agosto 2018 09.57





 
AQUILE E VIPERE » LIBRI

 

Libri

09
GENNAIO
2018
Articolo letto 158 volte

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 

 Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

 

I TRIGOTTI

 

-Figura_aquila

 

 And the winner is …….

 

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

 

Recens.FrancoForte-Cesare limmortale

 

Segue una recensione di Emilio Biagini:

 

FRANCO FORTE, Cesare l’immortale. Oltre i confini del mondo, Edizioni Mondadori, Milano, 2016

Questo è il primo romanzo della saga ucronica sulle imprese di Cesare alla ricerca dell’immortalità. Il grande generale non è stato ucciso alla Idi di Marzo: si trattava di un’abile messa in scena. Dopodiché, con scelti compagni, intraprende un viaggio tra i ghiacci del Nord verso l’ultima Thule, sulla scia delle esplorazioni di Pitea di Marsiglia e del cartaginese Imilcone, combattendo vittoriosamente contro mostri e giganti. La narrazione è grandiosa e ben congegnata, fantasiosa e quanto mai drammatica, vivida e coinvolgente. Il risultato è che si tende a dimenticare l’irrealtà della trama, presi dalla magica prosa di Franco Forte.

EMILIO BIAGINI


09
GENNAIO
2018
Articolo letto 151 volte

 

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 

 Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

 

I TRIGOTTI

 

-Figura_aquila

 

 And the winner is …….

 

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

 

Recens.FrancoForte-Cesare il conquistatore

 

Segue una recensione di Emilio Biagini:

 

FRANCO FORTE, Cesare il conquistatore. Alle sorgenti della vita, Edizioni Mondadori, Milano, 2017

Ecco il secondo romanzo della saga ucronica di Cesare alla ricerca dell’immortalità. Che ci conduce in Africa, risalendo il Nilo verso l’Averno dove scorre lo Stige, il fiume capace di donare l’immortalità. Sono degni di nota il dispiegamento di erudizione storica e mitologica e la fine psicologia del contrasto fra Cesare e Cicerone, che si trova fra i compagni di viaggio del grande generale come l'unico capace di contraddirlo e di animare la discussione con lui. Appare evidente la grande ammirazione che l’autore nutre per Cesare, non diversamente da tanti altri importanti scrittori, incluso il Padre Dante che lo pone tra gli “Spiriti Magni” nel Limbo, mentre confina i congiurati che lo uccisero nel più profondo dell’Inferno, maciullati per l’eternità da “lo ’mperador del doloroso regno”. Questa nuova opera di Franco Forte mostra a quali altezze può giungere anche la letteratura ucronica. Non resta che attendere il prossimo libro della saga.

EMILIO BIAGINI


27
DICEMBRE
2017
Articolo letto 876 volte

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 

 Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

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 And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

MARCO TOSATTI (2017) Fatima e il segreto non svelato, Padova, Meridiano Zero

 

 

Segue una recensione di Emilio Biagini:

TOSATTI M. (2017) Fatima e il segreto non svelato, Chora Books, Hong Kong

L’ottimo Marco Tosatti illustra, con maestria e documenti alla mano, la triste storia di inerzia, indifferenza e repressione, da parte di una gerarchia arcigna, autoreferenziale e per nulla caritatevole, contro il dono di Fatima e, in genere, contro tutte le rivelazioni private. Perché avvengono le rivelazioni private? Che bisogno ce n’è? Ce n’è bisogno quando nella Chiesa le cose non vanno bene, ossia quasi sempre. Inevitabile allora che queste rivelazioni contengano rimproveri e ammonimenti sgraditi alla gerarchia. Gelido il commento di Pio XI quando riceveva rivelazioni private: “Dicono… dicono che io sono il suo vicario in terra. Se ha qualcosa da farmi sapere, potrebbe dirlo a me.”

Un commento agghiacciante, grottesco, che fa strame dell’immagine del Papa che dovrebbe essere “servus servorum Dei”, e calpesta la Verità evangelica: “Ti ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai grandi e ai sapienti e le hai fatte conoscere ai piccoli.” (Matteo 11, 25; vedi anche Luca, 10, 21).

E così, una piccola che parlava con Gesù (il quale continuò ad apparirle per anni e anni, Suor Lucia), ultima veggente di Fatima sopravvissuta, morta nel 2005, venne isolata nel Carmelo di Leiria e costretta al silenzio. Unici sensibili a Fatima furono due papi: il profondamente spirituale Pio XII e Giovanni Paolo II, ma solo dopo che, nel 1981, Ali Agca gli ebbe sparato.

C’è un evidente parallelo con la vicenda di Maria Valtorta, perseguitata in modo indegno dalla gerarchia. Le rivelazioni da lei ricevute vennero ignorate e derise, a parte le luminose, ma tragicamente minoritarie, eccezioni del grandissimo Papa Pio XII e del nostro grande e santo Cardinale Giuseppe Siri.

Ne L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta (Cap. 629.11, corsivo nel testo) il Risorto profetizza agli apostoli le tragiche condizioni in cui verserà la Chiesa:

La veste è rimasta. Ma il sacerdote è morto. In troppi, nei secoli, accadrà questo fatto. Ombre inutili e scure, non saranno una leva che alza, una corda che tira, una fonte che disseta, un grano che sfama, un cuore che è guanciale, una luce nelle tenebre, una voce che ripete ciò che il Maestro gli dice. Ma saranno, per la povera umanità, un peso di scandalo, un peso di morte, un parassita, una putrefazione… Orrore! I Giuda più grandi del futuro Io li avrò ancora e sempre nei miei sacerdoti!

 

A scanso di farneticazioni buoniste secondo cui Giuda potrebbe essere salvo, teniamo presente che quando Cristo, il Giovedì Santo, annuncia ai discepoli che vi sarà un traditore, senza dirne il nome, lo definisce “un annullato in Satana” (L’Evangelo come mi è stato rivelato, Cap. 600.32).

L’autore riferisce che José Maria Zavala, giornalista spagnolo convertito da Padre Pio, ricevette nell’agosto 2016 una e-mail contenente un documento scannerizzato, siglato JMJ e datato 1/4/1944. Sembra che Zavala conoscesse il mittente, perché non avviò alcuna ricerca per individuarlo, sebbene via internet non sarebbe stato difficile. Sottopose però il testo a un’approfondita perizia calligrafica da parte di alcuni fra i massimi esperti europei, i quali accertarono che la calligrafia era proprio quella di Suor Lucia. Il contenuto della missiva è sconvolgente:

 

Adesso vado a rivelare il terzo frammento del segreto; questa parte è l’apostasia nella Chiesa. Nostra Signora ci mostrò una visione di un individuo che io descrivo come il “Santo Padre”, davanti a una moltitudine che stava lodandolo.

Però c’era una differenza con un vero Santo Padre, lo sguardo del demonio, questo aveva gli occhi del male.

Poi, alcuni momenti più tardi, vedemmo lo stesso Papa entrare in una Chiesa, però questa Chiesa era la Chiesa dell’inferno, non c’è modo di descrivere la bruttezza di questo luogo, sembrava come una fortezza fatta di cemento grigio, con gli angoli rotti e le finestre come occhi, aveva un picco sul tetto dell’edificio.

Subito alzammo lo sguardo verso Nostra Signora che ci disse: avete visto l’apostasia nella Chiesa, questa lettera può essere aperta dal Santo Padre, però deve essere annunciata dopo Pio XII e prima del 1960.

Nel regno di Giovanni Paolo II le pietra angolare della tomba di Pietro deve essere rimossa e trasportata a Fatima.

Poiché il dogma della fede non è conservato a Roma, la sua autorità sarà rimossa e consegnata a Fatima.

La cattedrale di Roma deve essere distrutta e una nuova costruita a Fatima.

Se 69 settimane dopo che questo ordine sia annunciato, Roma continua la sua abominazione, la città sarà distrutta.

Nostra Signora ci disse che questo è scritto, Daniele 9, 24-25 e Matteo 21, 42-44.

 

Qualche sospetto suscita tuttavia la data del documento: 1° aprile 1944. Si sarebbe tentati di respingerlo come “pesce d’aprile”, senonché il degrado della Chiesa corrisponde fin troppo bene al quadro tremendo ivi raffigurato. Infatti non ci sono dubbi che la grande apostasia si vada sempre più manifestando. La preoccupazione maggiore di chi dovrebbe difendere e confortare il gregge è, al contrario, fare le moine ai lupi e andare d’accordo col mondo. I fatti parlano chiaro, come prova egregiamente anche il libro Il papa dittatore di Marcantonio Colonna, recensito in questo stesso blog.

 

Abominium desolationis propter Bergoglium

 

EMILIO BIAGINI


27
DICEMBRE
2017
Articolo letto 156 volte

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_aquila

 And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

ELISA GUIDELLI (2017) Il romanzo di Matilda, Padova, Meridiano Zero

 

GUIDELLI E. (2017) Matilda, Meridiano Zero, Padova

 

Magnifico romanzo, questo di Elisa Guidelli, ma assolutamente non storico, a dispetto della massiccia documentazione, e ben poco cattolico, ciò che non era evidentemente nelle aspirazioni dell’autrice. Infatti vi incontriamo una strega che non conosce neppure il Signore, eppure sa tutto. Vi incontriamo l’apparizione di una sirena, e un santo come Gregorio VII, del tutto privo di senso del sacro e trascinato da una passione terrena fino al delitto.

Di certo un asceta come Ildebrando di Soana non si sarebbe mai sognato di diventare l’amante di Matilda (né lei si sarebbe sognata di toccare il papa se non, forse, per baciargli la mano), o di qualsiasi altra donna, né tanto meno avrebbe fatto assassinare a tradimento, per gelosia, Goffredo il Gobbo, primo marito di lei. È chiaro che l’autrice non ha tenuto conto della funzione e della natura del sacerdote cattolico.

Ogni prete, e a maggior ragione il papa, è tenuto a celebrare la Santa Messa ogni giorno, e quindi a consacrare il pane che diventa Corpo di Cristo, e il vino che diventa Sangue di Cristo, e a comunicarsi con essi. Se lo fa in peccato mortale diventa come Giuda, che, nell’Ultima Cena, si comunicò prima di andare a vendere Cristo al sinedrio. Diventa un mostro. Nel Medioevo questi fatti erano ritenuti (come realmente sono) fondamentali e irrinunciabili. Oggi sono meno sentiti, e di ciò non possiamo che dolerci.

Non solo, questo irreale Gregorio VII si sottopone al giudizio di Dio pronunciando un grave spergiuro, e lo supera senza batter ciglio. E ciononostante l’autrice non ne coglie l’incompatibilità del suo personaggio col vero Ildebrando. Sacrilegi e peccati orrendi passano su di lui come acqua, ed egli viene considerato fino in fondo un personaggio “positivo”. Se è afflitto da un rimorso, lo è per l’assassinio del Gobbo, mentre mai lo sfiora l’idea della Consacrazione e Comunione sacrilega, ripetuta per anni ed anni, peccato quale non si potrebbe immaginare più spaventoso, perché oltraggia in modo sacrilego la Presenza reale di Cristo. Infatti, come dice san Paolo, “qui enim manducat et bibit indigne iudicium sibi manducat et bibit” (I Corinti 11, 29).

Il fatto che il senso del peccato e il sacrosanto timore della dannazione eterna, vivissimi all’epoca di Matilda, siano purtroppo scomparsi al giorno d’oggi, non potrebbe manifestarsi più chiaramente come in questo libro. Allo stesso modo che nei romanzi “storici” di Ken Follett, l’autrice rappresenta il medioevo con minuziosa esattezza sotto il profilo materiale, ma i personaggi non sono affatto medievali, non vivono e non pensano da medievali, ma da laicisti contemporanei che non sanno neppure cosa voglia dire “sacro”. Le parole pie che ogni tanto pronunciano hanno sapore di circostanza e poco più.

Ma se si astrae dalla realtà storica e dal totale estraniamento dal modo di pensare del Medioevo, e si considera quindi il romanzo come narrazione ucronica, ossia come libera elaborazione partendo da determinate situazioni storiche, perfino l’improbabile Ildebrando di Soana è perfettamente inquadrato in una trama di tal genere, trama senz’altro dotata di una propria logica interna, scritta con stile elegante, con dialoghi appropriati e bellissime descrizioni. Sebbene la narrativa ucronica non raggiunga, di per sé, le vette dei “Promessi sposi” o di “Guerra e pace”, ossia dei migliori romanzi storici veri e propri, questo libro, in quanto romanzo ucronico, è appassionante e di ottima fattura, così che può stare accanto alle migliori opere del genere.

 

EMILIO BIAGINI

 


I TRIGOTTI

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