Genova, 24 Aprile 2018 13.59





 
AQUILE E VIPERE » LIBRI

 

Libri

24
GENNAIO
2018
Articolo letto 87 volte

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_aquila

 And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

Segue una recensione di Emilio Biagini:

FRANCO FORTE, Carthago. Annibale contro Scipione l’Africano, Edizioni Mondadori, Milano, 2009/2016

Il volume si apre con una vibrante presentazione di Valerio Massimo Manfredi che sottolinea un punto essenziale. Non potendo rivivere la vita del passato, di cui ci restano solo testi scritti, non resta che un modo per accostarsi all’irraggiungibile ideale di una simile esperienza completa: il romanzo storico. Un illustre precedente a questo proposito sono le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar.

E infatti Franco Forte fa proprio questo, riuscendo a darci un vivida ricostruzione dell’epoca. Di particolare interesse la Roma povera delle insulae che all’epoca di Nerone, oggetto di un altro magnifico romanzo storico dell’autore, erano una realtà consolidata, mentre alla fine del sec. III a.C. avevano solo da poco iniziato a diffondersi.

Molto interessante è il parallelismo tra Scipione e Annibale. L’autore ce li mostra impegnati in un vero e proprio duello personale, come dev’essere stato in realtà. Un efficiente meccanismo narrativo è quello in cui l’eroe protagonista ha un antagonista-amico che discute con lui, spesso lo contraddice e gli permette di mettere a fuoco i suoi piani. Come Cesare, nella saga ucronica della ricerca dell’immortalità del medesimo autore, ha lunghi dialoghi con Cicerone, così, in Carthago, Scipione l’Africano si confida e trae ispirazione dal suo dotto schiavo siracusano Versilio, mentre Annibale dibatte con la moglie Himilce.

Una piccola osservazione etnica. I liguri costituivano un’importante componente del popolamento nel nordovest italiano; arrivavano dalla costa fino alla Valle d’Aosta (tribù dei Salassi). Nella suddivisione regionale augustea, alla regione Liguria apparteneva ancora il territorio fino alla destra del Po. Molte delle tribù incontrate da Annibale nel Nord Italia erano certamente liguri o celtoliguri, non puramente celtiche.

Scipione sbarcò a Genova, alleata di Roma, nel 218 a.C. (vedi Treccani) e di lì partì nella sua campagna per la conquista dell’Iberia. L’autore ricorda che Magone vi si diresse nel 205 a.C., ma tace il fatto che il generale cartaginese la conquistò. L’importanza che la città già allora aveva si deduce dall’ingente bottino che fu portato dai punici nella rivale Savona. I liguri erano unanimemente schierati con Annibale, e Genova sola faceva eccezione, sia perché era di fondazione etrusca, e quindi con popolazione mista, sia perché, come città commerciale già di una certa importanza, aveva più interesse ai rapporti con Roma, mentre nel resto della Liguria si viveva più rozzamente, solo di pesca e di pastorizia.

A Rapallo esiste un antico ponte in pietra di datazione incerta: è infatti difficilissimo datare strutture utilitaristiche come ponti o fortezze, poiché l’utile soverchia lo stile di qualsiasi epoca. Tale ponte scavalcava il torrente Boate (deviato nel 1823, così che adesso scavalca la strada per Santa Margherita): ed è chiamato Ponte di Annibale, probabilmente a ricordo del transito, se non del condottiero stesso, del suo fratello minore Magone.

Un cenno, sia pure sintetico, a questi fatti riguardanti i liguri e la Liguria avrebbe completato il quadro, dato che vi era coinvolta quella che è tuttora una delle maggiori città d’Italia, e data l’estensione del popolamento ligure antico nel nordovest. Si tratta tuttavia di un aspetto secondario, che non inficia certo il valore storico, e tanto meno quello letterario, di quest’opera, che conferma Franco Forte come scrittore di indiscussa grandezza.

EMILIO BIAGINI


17
GENNAIO
2018
Articolo letto 82 volte

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

 

-Figura_aquila

 And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

 

Segue una recensione di Emilio Biagini:

FRANCO FORTE,  La Compagnia della Morte, Edizioni Mondadori, Milano, 2009

Ecco un altro capolavoro dalla penna di Franco Forte, che affronta il tema, particolarmente attuale, della libertà della Padania di fronte all’arroganza  imperial-teutonica, che prefigura lo schiacciasassi mondialista.

Assai bella e toccante è la dedica: “Questo libro è dedicato a mia moglie, Antonella, l’unica donna della mia vita, e ai miei figli, Valentina e Stefano. Se dovessi combattere e morire per una causa, come fecero i miei antenati padani, lo farei per loro.” Questa dedica è il compendio di tutti i nostri ideali, purtroppo avversati in ogni modo dalla stampa di regime, serva degli usurai mondialisti.

La trama del romanzo è avvincente e condotta con maestria e forza. I caratteri sono ben delineati: il comportamento sessuale dei potenti e malvagi non lascia nulla ad invidiare ai maiali, e gli eccessi sono sempre commessi da personaggi negativi, mentre i buoni e onesti, come i protagonisti Rossano da Brescia e Angelica Concesa si amano con autentica dedizione, com’è giusto che sia fra coloro che hanno rispetto di se stessi e del lumen Christi che è in loro.

Questo è un libro particolarmente necessario nella nostra epoca di “valori” aberranti e capovolti, un libro dove l’amore, l’intelligenza e il coraggio trionfano sull’arroganza dell’invasore e sul tradimento, dove il bene, per quanto aggredito ed offuscato, riesce nonostante tutto a tenere alta la fiaccola della libertà.

EMILIO BIAGINI


09
GENNAIO
2018
Articolo letto 98 volte

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 

 Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

 

I TRIGOTTI

 

-Figura_aquila

 

 And the winner is …….

 

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

 

Recens.FrancoForte-Cesare limmortale

 

Segue una recensione di Emilio Biagini:

 

FRANCO FORTE, Cesare l’immortale. Oltre i confini del mondo, Edizioni Mondadori, Milano, 2016

Questo è il primo romanzo della saga ucronica sulle imprese di Cesare alla ricerca dell’immortalità. Il grande generale non è stato ucciso alla Idi di Marzo: si trattava di un’abile messa in scena. Dopodiché, con scelti compagni, intraprende un viaggio tra i ghiacci del Nord verso l’ultima Thule, sulla scia delle esplorazioni di Pitea di Marsiglia e del cartaginese Imilcone, combattendo vittoriosamente contro mostri e giganti. La narrazione è grandiosa e ben congegnata, fantasiosa e quanto mai drammatica, vivida e coinvolgente. Il risultato è che si tende a dimenticare l’irrealtà della trama, presi dalla magica prosa di Franco Forte.

EMILIO BIAGINI


09
GENNAIO
2018
Articolo letto 85 volte

 

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

 

 Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

 

I TRIGOTTI

 

-Figura_aquila

 

 And the winner is …….

 

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

 

Recens.FrancoForte-Cesare il conquistatore

 

Segue una recensione di Emilio Biagini:

 

FRANCO FORTE, Cesare il conquistatore. Alle sorgenti della vita, Edizioni Mondadori, Milano, 2017

Ecco il secondo romanzo della saga ucronica di Cesare alla ricerca dell’immortalità. Che ci conduce in Africa, risalendo il Nilo verso l’Averno dove scorre lo Stige, il fiume capace di donare l’immortalità. Sono degni di nota il dispiegamento di erudizione storica e mitologica e la fine psicologia del contrasto fra Cesare e Cicerone, che si trova fra i compagni di viaggio del grande generale come l'unico capace di contraddirlo e di animare la discussione con lui. Appare evidente la grande ammirazione che l’autore nutre per Cesare, non diversamente da tanti altri importanti scrittori, incluso il Padre Dante che lo pone tra gli “Spiriti Magni” nel Limbo, mentre confina i congiurati che lo uccisero nel più profondo dell’Inferno, maciullati per l’eternità da “lo ’mperador del doloroso regno”. Questa nuova opera di Franco Forte mostra a quali altezze può giungere anche la letteratura ucronica. Non resta che attendere il prossimo libro della saga.

EMILIO BIAGINI


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
I nostri articoli sono stati letti
volte
 
RICERCA

Per effettuare una ricerca interna al sito:

 
ULTIMO ARTICOLO
  •  WHAT FOREIGN COUNTRY WOULD YOU LIKE TO VISIT?

    A DIALOGUE BETWEEN TWO ITALIAN FRIENDS

    Tell me, Fulgenzio, why did once go so often to Britain, and now you're not going there anymore?

    You see, Terenzio, my English friends told me with great satisfaction that their beloved son had “happily crowned his love dream” with a male friend, and their darling daughter had gone to live in sapphic fashion with a girl friend; and I kept silence because I knew they would not understand my disgust for such behaviour. They would have thought I only was hankering after God knows what obsolete moral prejudices. They are sunk into such a morass of relativism that "good" and "evil" are for them but meaningless words; they are unable to understand that moral laws are for all times and all peoples, because God gave them, they are engraved into every human heart, and no man can change them. Then I read about the indiscriminate hospitality of the London government to islamic terrorists, while the same government rejects Catholic refugee nuns from Syria. I also read that muslim men systematically attack and rape English women and the press is being ordered to understate such news as much as possible: what a splendid exhibition of justice and courage! The absurd claim that islamic immigration could coexist with secularized morals, i.e. with feminism, homosexualism, relativism, atheism, environmentalism etc. begins to show its irreducible contradiction. Finally, British doctors have begun, in pure Nazi fashion, to kill sick babies they were unable to cure, and they got "moral" support from the local clergy. At that point I decided that, if I wished to visit a foreign country, it was far better for me to go to Russia.

     

    You're not English anymore, but Anglonazis. You make me vomit.

    Leggi tutto...

 
 
 
© I TRIGOTTI
Tutti i diritti riservati - Informativa Cookies

Credits www.dpsonline.it