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AQUILE E VIPERE » LIBRI

 

Libri

22
GIUGNO
2015
Articolo letto 655 volte

 

ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_aquila


And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

Un capolavoro di saggezza purtroppo inascoltata:

ETTORE GOTTI TEDESCHI (2014) AMARE DIO E FARE SOLDI. MASSIME DI ECONOMIA DIVINA, Verona, Fede & Cultura

 

Recens.Ettore Gotti Tedeschi copia

Segue una recensione del libro ad opera di Emilio Biagini:

ETTORE GOTTI TEDESCHI (2014) Amare Dio e fare soldi. Massime di economia divina, Verona, Fede & Cultura

 

Potrebbe sembrare difficile riassumere un libro composto di massime staccate, ma una lettura attenta rivela una serie di idee profonde che formano nell’insieme un sistema di pensiero perfettamente coerente e attualissimo, e soprattutto intellettualmente e moralmente sano: cosa che i poteri forti annidati in Vaticano certo non potevano tollerare. Ai poteri forti giova la confusione di idee, la nebbia del relativismo, lo sfacelo del nichilismo, l’incubo dell’economia impazzita che si spaccia per fine mentre dovrebbe essere solo un mezzo. Ai poteri forti non si possono che contrapporre idee forti, come appunto fa l’Autore, e non certo i frutti marci del pensiero debole.

Una delle più forti tra le idee forti dell’Autore è quella di non confondere i fini con i mezzi. L’economia è un mezzo, non un fine: a quali risultati possa approdare dipende dai fini verso i quali è indirizzata. I fini possono essere buoni o cattivi, e possono orientarsi al bene solo se ispirati alla morale cattolica. Un errore esiziale è quello di intervenire contro la crisi facendo leva sui mezzi tecnici, mentre dovrebbero cambiare, ossia convertirsi, gli uomini.

Quali sono le cause della presente, gravissima crisi economica? La perdita di senso della vita, la distruzione della famiglia, il crollo delle nascite con il relativo aggravio insostenibile per il sistema pensionistico, non più sostenuto dai giovani, le cui coorti di età si assottigliano sempre più. Non è solo crisi economica, ma una vera corsa verso il suicidio. In una società organica la famiglia assisteva i deboli al proprio interno, invece di lasciarli in balìa dello Stato. Nella famiglia sana, motore dell’economia, si focalizzavano le principali funzioni economiche: risparmio, lavoro, consumo, investimento.

Ogni nuovo nato è, oltre che una benedizione del Cielo, un investimento per il futuro, ma la presuntuosa ideologia ambientalista e malthusiana dei poteri forti ha decretato che l’uomo è il cancro della terra, che le nascite vanno “controllate”, ossia perseguitate. Meno gente, però, non vuol dire terra più sana ed economia fiorente: al contrario, significa crollo della domanda, mercato in crisi, ristagno del PIL, fallimenti e povertà. La terra stessa inselvatichisce, perché era stata proprio l’iniziativa umana, specialmente dei monaci, a bonificarla, addolcirla, renderla produttiva.

L’Occidente intristito, traviato e corrotto non fa che sabotare la propria crescita, e cerca una crescita compensativa basata su un consumismo esasperato che distrugge il risparmio, delocalizza attività industriali nei Paesi emergenti, creando disoccupazione, e al tempo stesso cerca di sostenere la propria economia stagnante con manovre speculative che finiscono per produrre solo danni. Nel vuoto lasciato dalla famiglia disgregata entra di prepotenza lo Stato, con carichi impositivi sempre più gravosi, per sostenere la pletora burocratica. Si tratta di una spirale perversa, e uscirne richiederebbe tornare al Cristianesimo, cambiare gli uomini.

Cambiare gli uomini, però, è semplicemente impossibile. Per ignoranza, per vizio consolidato e “santificato”, per avidità di potere e di guadagno immediato, essi compromettono la vita delle generazioni future. Con sopraffina abilità mistificatoria, i poteri forti che conducono questa danza macabra, battono anch’essi con insistenza sul tasto della “responsabilità verso le generazioni future”, ma solo per agitare gli spauracchi ambientalisti delle “risorse in esaurimento”, del “riscaldamento globale”, dell’“impronta ecologica”, dell’“inquinamento”, dando fiato perciò alle diaboliche farneticazioni malthusiane che, come ben dimostra l’Autore, sono invece la vera causa del disastro.

L’uomo confida in se stesso e non in Dio, si atteggia a “dio” egli stesso, e non si accorge che da “dio”, e non più figlio di Dio, si degrada a bestia, frutto di una fantomatica evoluzione darwiniana e nocivo parassita della “sacra” terra, e del quale è augurabile l’estinzione. Il circolo è completo: la scalata al Cielo si conclude con la testa saldamente piantata nel fango. E di chi è la colpa, se non dei troppi cattivi sacerdoti? “La fede, il soprannaturale è semisparito dai cuori sacerdotali, in quasi tutti. E perciò il mondo si imbestia e Satana trionfa”, disse nel 1947 il Divino Maestro alla grande mistica Maria Valtorta (Quaderni, vol. II, p. 50). È evidente: siamo negli ultimi tempi, avviati verso una catastrofe che ha ben precise implicazioni economiche, descritte dall’Apocalisse come la caduta di Babilonia: “Anche i mercanti della terra piangono e gemono su di lei, perché nessuno compera più le loro merci…” (Ap 18, 11).

Molto altro è contenuto nel libro di Gotti Tedeschi, di cui non è possibile dar conto nello spazio di una recensione. Si può solo raccomandare la lettura dell’opera, che stilla saggezza da ogni pagina, e proprio questo è Gotti Tedeschi: più che uno studioso è un saggio. E, come tutti i saggi in questa infame epoca, è stato perseguitato, calunniato e cacciato dalla banca del Vaticano, mentre sarebbe degno e capace di guidare l’Italia intera, al posto di certi pinocchietti incompetenti e ridicoli.

EMILIO BIAGINI

 


20
GIUGNO
2015
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ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_aquila

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Abbiamo il piacere di conferire una doppia aquila d’oro a Emanuela Marinelli e Marco Fasol per il saggio:

 EMANUELA MARINELLI & MARCO FASOL, Luce dal sepolcro. Indagine sull’autenticità della Sindone e dei Vangeli, Verona, Fede & Cultura, 2015, € 15,50.
 
Recens.Marinelli-Fasol copia

Segue un commento dell'opera a cura di Emilio Biagini:

Questo saggio, scritto a due mani, si propone, con pieno successo, di porre in evidenza non solo l’autenticità della preziosa reliquia di Torino e dei Santi Vangeli, ma di mostrare come queste due fonti si integrino a vicenda, e trovino conferma l’una nell’altra. Premetto che non ho competenza specifica di studi sindonici, che mi sono limitato a seguire, semplicemente documentandomi su quanto si veniva via via pubblicando, dopo essere stato introdotto a questo tema affascinante dal mio venerato maestro, il salesiano Prof. Pietro Scotti.

Emanuela Marinelli ha due lauree, in Scienze Naturali e in Geologia, ed è forse la massima autorità al mondo in fatto di studi sulla Sindone, sulla quale ha scritto una montagna di articoli e sedici libri tradotti in varie lingue. Ricercata conferenziera, ha tenuto conferenze sul Sacro Telo in tutto il mondo.

Marco Fasol, laureato in Filosofia alla Cattolica di Milano e diplomato in Scienze religiose presso lo Studio Teologico “San Pietro Martire” di Verona, è autore di vari saggi, ed è particolarmente esperto di apocrifi gnostici, oltre ad aver approfondito il tema centrale dell’amore cristiano a confronto con il concetto pagano di amore.

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20
MARZO
2015
Articolo letto 1503 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

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I TRIGOTTI

-Figura_vipera

-Figura_vipera

And the winner is …….

Per straordinario incasinamento delle sacre Verità della Fede, concediamo solennemente una meritatissima doppia VIPERA DI LATTA all'immane papocchio pseudo teologico e pseudoscientifico che va sotto il nome di "Genesi biblica", di cui il primo colpevole è un certo don Guido Bortoluzzi, seguito da un corteo di amabili sprovveduti e con probabile sostegno di denari sonanti, vista l'invadenza con cui il papocchio viene tuttora sostenuto perfino da preti (vergogna!), fra mostre d'"arte" (si fa per dire) a Montecarlo (che certo non sono gratis), altri libri, lussuose presentazioni, ecc. Tutte risorse che per iniziative culturali ben più meritevoli (vedi ad esempio la stupenda opera poetica di Francesco Maj recensita in questo stesso sito) non vengono mobilitate affatto.

A differenza di quanto è nostra abitudine in questa rubrica, evitiamo di mettere riproduzioni delle copertine dei libri del papocchio, onde evitare di offrire loro una pubblicità che non meritano. E' già abbastanza preoccupante che roba simile continui ad andare in giro e trovi degli sprovveduti che le danno credito.

Segue una recensione, anche troppo mite e comprensiva, di Emilio & Maria Antonietta Biagini, che spiega alcuni aspetti di questo inquietante e disastroso papocchio:

 

DON GUIDO BORTOLUZZI FRA PSEUDOTEOLOGIA E PSEUDOSCIENZA:

UN PREOCCUPANTE ESEMPIO DI FALSA RIVELAZIONE

A CONFRONTO CON GLI SCRITTI VALTORTIANI

Indicazioni bibliografiche:

BORTOLUZZI don G. (dagli scritti di, cur. Renza Giacobbi) (2010) Genesi biblica, Luogo di edizione non indicato (Belluno?), Grafica5 Edizioni, 4a ed.

MENEGHELLO G. & PRIULI F.M. (2015) Dio spiega la Bibbia attraverso suor Faustina Kowalska, Maria Valtorta, don Guido Bortoluzzi e don Stefano Gobbi, Verona, Fede & Cultura

Ed ecco il commento:

La incautamente pubblicizzata Genesi biblica (Bortoluzzi 2010) è un gravissimo esempio di falsa rivelazione. Anzitutto il “veggente” mostra una volontà di penetrare i misteri, di sapere non per adorare, ma per curiosità fine a se stessa, ciò che è soltanto vanagloria: precisamente quello che Cristo ha condannato nei Suoi dettati a Maria Valtorta, e che gli autentici veggenti, come la stessa Valtorta, i veggenti di Medjugorje, di Fatima, di La Salette ecc. si sono sempre ben guardati dal coltivare.

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17
MARZO
2015
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ORO O O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
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I TRIGOTTI

-Figura_aquila


And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Aquila d’oro:

Un dramma di eccezionale profondità spirituale e poetica:

DI GUALDO A.S.L. (2009) Nada te turbe, Acireale-Roma, Bonanno Editrice

Recens.Levi Di Gualdo Nada te turbe copia

  

Ariel Stefano Levi di Gualdo, autore di varie opere di saggistica e direttore della collana teologica del Gruppo Editoriale Bonanno, è un sacerdote che unisce profonda cultura (allievo del teologo gesuita Peter Gumpel, formato al collegio San Bernardo in Urbe presso i cistercensi e sotto la guida dei benedettini al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, oltre a corsi di approfondimento in Germania) ad un non comune talento letterario, ben dimostrato da questo capolavoro assoluto che scava in profondità nel mistero della Fede e del martirio, e che l’Autore stesso definisce “una meditazione eucaristica scritta in forma di romanzo storico”.

 

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I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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  • Medaglia Gramaglia 

    Dopo attenta valutazione, la commissione composta 1) dal mio barbiere, 2) dall’aiuto barbiere esperto in psicopatologia, e 3) dallo yeti, ha unanimemente ritenuta degna della Medaglia Gramaglia

    La redazione di “Riscossa cristiana”

    con la seguente motivazione:

    Nel corso di violenta battaglia tra la nave di Pietro (insidiata pure dai Giuda sabotatori interni) da una parte, e le corazzate “Satanasso”, “Belzebù”, “Legione”, “Compasso e Grembiulino” (armate di artiglierie pesanti e lanciamissili) dall’altra, si interponeva eroicamente la combattiva barchetta a remi “Riscossa cristiana” guidata dall’intrepido Paolo Deotto e armata fino ai denti come qui sotto si può ammirare:

    Tappi

    Nel pieno dello scontro, interveniva in soccorso alla nave di Pietro una nuova potente nave da battaglia inviata dal Divino Maestro che ama parlare attraverso i piccoli (come una contadinella dei Pirenei, tre pastorelli di Fatima, o una povera semiparalitica di Viareggio), e non certo mediante i blateronti accademici, gonfi della loro presunta “scienza”.

    Dando immediatamente prova di acuto discernimento, e con fine intuito tattico, la ben guidata barchetta, invece di cercare di far qualcosa (quel poco o nulla che poteva fare) contro i veri nemici, girava l’impavida prora contro la nave di soccorso, colpendola con le proprie formidabili armi. Avvertita dell'errore, rifiutava non solo di correggere il tiro, ma perfino di rispondere a chi cercava di farle intendere ragione. Fulgido esempio di intelligenza e sprezzo del ridicolo.

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