Genova, 19 Agosto 2017 01.48





 
AQUILE E VIPERE » FILM

 

Film

19
GENNAIO
2009
Articolo letto 2918 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
Produttore, regista, attori e tutti gli altri colpevoli del film “La sindrome cinese”.
 
Segue un commento su questa ennesima fregnaccia hollywoodiana scritto da Emilio Biagini:

Uno spaesato Jack Lemmon tiene bordone ai due sinistri supermiliardari

 Jane Fonda e Michael Douglas in questa vecchia scempiaggine pseudo-scientifica che è servita egregiamente alle lobbies di petrolieri e sceicchi per cercare di mettere fuori gioco l'energia nucleare.


 

Nel 1979, quando il film è uscito, era già state inventate centrali nucleari intrinsecamente sicure, tali cioè da essere tenute in funzione artificialmente, e da spegnersi da sé per effetto di leggi fisiche nel caso di un malfunzionamento.
Era quindi indispensabile alle suddette lobbies intensificare la propaganda e Hollywood, sempre sensibile al fruscìo dei dollari, non ha esitato a gettarsi nella mischia.
La trama è ridicolmente semplice. Una troupe di una stazione televisiva della California meridionale si reca in una centrale nucleare per girare un segmento per il proprio telegiornale. In presenza dei giornalisti si verifica un improvviso quanto non meglio precisato “incidente”. Si scatena una corsa tra i giornalisti “buoni”, che vogliono indagare sulla cosa e informare il pubblico, e le sullodate oscure forze della reazione che cercano invece di soffocare l’eccitante notizia che la centrale starebbe per trasformarsi in una bomba capace di perforare il pianeta arrivando fino in Cina.
A soffocare una notizia del genere basterebbe una sana risata ma, per vivacizzare l’azione, di per sé letargica, le suddette oscure forze reazionarie scatenano un bel po’ di intimidazioni, omicidi e tentati omicidi.
Sceicchi e petrolieri, commossi fino alle lacrime, ringraziano.

 


15
DICEMBRE
2008
Articolo letto 2319 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

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And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
la Walt DIsney, colpevoli del film “Il principe Caspian”.
 
Segue un commento su questa ennesima fregnaccia hollywoodiana scritto da Emilio Biagini:

Subito pentita di aver prodotto "Il leone, la strega e l'armadio", la Disney, già nota per numerose produzioni di carattere ecologista e più o meno esoterico, ha tirato fuori, con grande dispendio di mezzi, questo nuovo film della serie "Le cronache di Narnia", che contraddice puntualmente le premesse cristiane della serie di racconti di C.S. Lewis.


 

Infatti, mentre ne "Il leone, la strega e l'armadio", il leone Aslan appare senza alcun dubbio come una metafora di Cristo che muore per salvare i peccatori e poi risorge, ne "Il principe Caspian", Aslan, con l'intera panoplia di strani esseri che popolano il film, diventa apertamente un simbolo ambientalista. L'uomo è un pericolo per la natura, la natura può infuriarsi e vendicarsi, eccetera. Si tratta di banalità catastrofiste, puntellate da pochissima scienza e moltissima propaganda, che si rifanno al vecchio e sterile maltusianesimo in chiave anti-umana e anti-cristiana.

 


21
NOVEMBRE
2007
Articolo letto 2543 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
il regista e produttore Robert Zemeckis, il soggettista Carl Sagan, colpevoli del film “Contact”.
 
Segue un commento su questa ennesima fregnaccia hollywoodiana scritto da Emilio Biagini:

Ultima utopia: il nulla. Naturalmente presentato con tutta la magia di Hollywood e costato una barca di soldi, il tutto, per presentare una Jodie Foster allucinata e allucinante che, alla domanda se crede in Dio, risponde con alterigia: "Sono una scienziata". Come a dire che la serietà scientifica (sic) non ammette sciocchezze come la Fede in Dio.


 

La "scienziata" da sempre sogna di stabilire un "contatto" con gli "alieni". Le si oppone uno sciammannato fanatico "religioso" con gli occhi spiritati che sabota il progetto con una bomba: simbolo evidente delle forze "retrive" e "oscurantiste" della religione, e in particolare del Cristianesimo.
Infine la "scienziata" parte su una capsula spaziale, il cui progetto costruttivo pare sia stato gentilmente offerto dagli alieni. Entrata in contatto con questi sfuggenti esseri, si ritrova su una spiaggia a dialogare di cose cretine con un essere che sembra suo padre. Quando ritorna, però, non vi è nessuna registrazione dell'accaduto e la "scienziata" è accolta con incredulità e derisione.
Tutto l'ambaradan finisce nel nulla. Potrebbe essere stato tutto un sogno di Jodie Foster dopo un'indigestione di fagioli.
Quello che resta in mano allo spettatore è un pugno di mosche. La "scienza" è grande e importante, si fa beffe della religione, ma non è in grado a sua volta di dare alcuna risposta. Bel risultato.
Inevitabile esito di farneticazioni iniziatiche tipo "new age". L'uomo che vuole farsi Dio e finisce nel cesso.
Povera Hollywood: una volta produceva capolavori come "Bernadette". Ora ha urgente bisogno dell'esorcista.
EMILIO BIAGINI

 


02
NOVEMBRE
2007
Articolo letto 2539 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_aquila

Assolutamente meritevole del più alto riconoscimento ci è apparso questo film:

DIE LEBEN DER ANDEREN (“Le vite degli altri”, regista, soggettista e produttore Florian Henckel von Donnersmarck).

Segue un commento di Emilio Biagini:

Sulle atrocità del regime poliziesco comunista nella cosiddetta Repubblica “Democratica” Tedesca esiste ormai un’ampia letteratura. Stanno inoltre apparendo anche film, fra i quali “Le vite degli altri” può senz’altro considerarsi il capolavoro. Poche pellicole rendono in modo così crudo ed efficace l’atmosfera opprimente, le calunnie, le minacce, l’intimidazione continua, lo stupro dell’esistenza altrui, la disgregazione della personalità delle vittime dell’ossessivo sistema inquisitorio comunista della Stasi, al servizio non solo dell’astratta ideologia e degli interessi della nomenklatura comunista parassita, ma anche delle voglie oscene di singoli maiali della nomenklatura stessa. Il sistema era perfettamente capace di ridurre chiunque fosse preso di mira, colpevole o innocente delle accuse di “attività antisocialiste”, ad una larva pronta a collaborare. Se le pressioni dirette non bastavano, gli inquisitori del regime ricorrevano a minacce e misure persecutorie contro le persone care dell’accusato.


In tale orrendo quadro, una minuscola scintilla di speranza è rappresentata dall’umanità di un singolo agente della Stasi (sigla HMW XX/7), che rischia la vita per proteggere uno scrittore perseguitato, il quale riesce così a sopravvivere e ad arrivare fino alla liberazione, ossia al crollo del Muro di Berlino (novembre 1989). Si sospetta, a ragione, che lo scrittore sia l’autore di un articolo, pubblicato in Occidente, che denuncia lo spaventoso numero di suicidi sotto il regime comunista, eloquente indice delle condizioni atroci e senza speranza in cui vivono i sudditi della feroce e corrotta dittatura. Ma il regime riesce ugualmente a lasciare il segno. La compagna dello scrittore, perseguitata perché cerca di sottrarsi alle voglie di un ministro del regime, finisce per tradire il suo compagno, si getta sotto un camion e muore.
E il ministro persecutore, dopo la caduta del Muro, viene in qualche modo chiamato a rispondere dei suoi delitti? Ma no: lo si vede ancora girare in perfetta salute. Non è stato purtroppo trascinato davanti ad alcun tribunale di Norimberga. E ciò rispecchia perfettamente la situazione odierna. Infatti, mentre il governo della Germania riunificata largisce la misera somma di settecento milioni di euro l’anno divisa in tanti rivoletti per pagare piccole pensioni ad alcune delle numerosissime vittime del regime comunista dell’ex Germania Est (moltissime non hanno neppure questo misero sostegno), ne spende ben tre miliardi in pensioni agli ex criminali comunisti.
Non solo, ma una diffusa nostalgia per il regime comunista della Repubblica “Democratica” appare evidente sia nell’Est che nell’Ovest della Germania, man mano che i ricordi della dittatura recedono nel passato e tendono ad essere dimenticati, offuscati dai miti del consumismo. Questo film è un utile memento per chi vuol dimenticare o si trincera dietro la facile frasetta di circostanza: “quello non era comunismo”. E allora cos’era? E, quando i regimi dell’Est perpetravano le loro atrocità e annegavano nel pus della loro corruzione, che facevano i candidi “democratici” di oggi? Da che parte stavano?
EMILIO BIAGINI


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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