Genova, 20 Novembre 2017 07.27





 
AQUILE E VIPERE » FILM

 

Film

12
MAGGIO
2010
Articolo letto 2632 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Vipera di latta:

il film necrofilo AGORA di Alejandro Amenabar.

Segue un commento su questa ennesima fregnaccia dell’ineffabile Amenabar, scritto da Emilio Biagini:

Nella sparuta famiglia Adams dei “martiri” anticristiani, Mortisia Ipazia e la zio Fester Giordano Bruno continuano a far battere i cuori di atei, agnostici, apostati, cosiddetti “liberi” pensatori, freddurai alla Odifreddi, astrofisiche (più belle che intelligenti) piene di sé, capaci solo di ripetere banalità anticristiane, e fauna consimile.


 

Frattanto, i martiri che hanno versato il sangue per la Chiesa, fino ad oggi, sono già settanta milioni, e le persecuzioni non accennano a finire. Milioni e milioni di nuovi martiri sono destinati ad aggiungersi prima che Cristo ritorni in gloria a giudicare i vivi e i morti e far tacere per sempre gli imbecilli che lo negano.

I necrofori laicisti, scavando nei meandri della storia, sono alla costante ricerca di accuse da lanciare alla Chiesa, colpevole di essersi qualche volta difesa. Le bestialità gnostiche della “scienziata” Ipazia erano le stesse in nome delle quali milioni di cristiani sono stati macellati, sacrificati agli dei pagani e a satanasso. Quando Ipazia è stata eliminata, era ancora freschissimo il ricordo degli innumerevoli cristiani gettati alle belve nel circo, crocifissi e bruciati vivi dai pagani. Chissà perché, qualche volta anche i cristiani, nel loro piccolo, s’incazzano?

EMILIO BIAGINI


19
GENNAIO
2009
Articolo letto 2986 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

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And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
Produttore, regista, attori e tutti gli altri colpevoli del film “La sindrome cinese”.
 
Segue un commento su questa ennesima fregnaccia hollywoodiana scritto da Emilio Biagini:

Uno spaesato Jack Lemmon tiene bordone ai due sinistri supermiliardari

 Jane Fonda e Michael Douglas in questa vecchia scempiaggine pseudo-scientifica che è servita egregiamente alle lobbies di petrolieri e sceicchi per cercare di mettere fuori gioco l'energia nucleare.


 

Nel 1979, quando il film è uscito, era già state inventate centrali nucleari intrinsecamente sicure, tali cioè da essere tenute in funzione artificialmente, e da spegnersi da sé per effetto di leggi fisiche nel caso di un malfunzionamento.
Era quindi indispensabile alle suddette lobbies intensificare la propaganda e Hollywood, sempre sensibile al fruscìo dei dollari, non ha esitato a gettarsi nella mischia.
La trama è ridicolmente semplice. Una troupe di una stazione televisiva della California meridionale si reca in una centrale nucleare per girare un segmento per il proprio telegiornale. In presenza dei giornalisti si verifica un improvviso quanto non meglio precisato “incidente”. Si scatena una corsa tra i giornalisti “buoni”, che vogliono indagare sulla cosa e informare il pubblico, e le sullodate oscure forze della reazione che cercano invece di soffocare l’eccitante notizia che la centrale starebbe per trasformarsi in una bomba capace di perforare il pianeta arrivando fino in Cina.
A soffocare una notizia del genere basterebbe una sana risata ma, per vivacizzare l’azione, di per sé letargica, le suddette oscure forze reazionarie scatenano un bel po’ di intimidazioni, omicidi e tentati omicidi.
Sceicchi e petrolieri, commossi fino alle lacrime, ringraziano.

 


15
DICEMBRE
2008
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ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

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And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
la Walt DIsney, colpevoli del film “Il principe Caspian”.
 
Segue un commento su questa ennesima fregnaccia hollywoodiana scritto da Emilio Biagini:

Subito pentita di aver prodotto "Il leone, la strega e l'armadio", la Disney, già nota per numerose produzioni di carattere ecologista e più o meno esoterico, ha tirato fuori, con grande dispendio di mezzi, questo nuovo film della serie "Le cronache di Narnia", che contraddice puntualmente le premesse cristiane della serie di racconti di C.S. Lewis.


 

Infatti, mentre ne "Il leone, la strega e l'armadio", il leone Aslan appare senza alcun dubbio come una metafora di Cristo che muore per salvare i peccatori e poi risorge, ne "Il principe Caspian", Aslan, con l'intera panoplia di strani esseri che popolano il film, diventa apertamente un simbolo ambientalista. L'uomo è un pericolo per la natura, la natura può infuriarsi e vendicarsi, eccetera. Si tratta di banalità catastrofiste, puntellate da pochissima scienza e moltissima propaganda, che si rifanno al vecchio e sterile maltusianesimo in chiave anti-umana e anti-cristiana.

 


21
NOVEMBRE
2007
Articolo letto 2621 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

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And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
il regista e produttore Robert Zemeckis, il soggettista Carl Sagan, colpevoli del film “Contact”.
 
Segue un commento su questa ennesima fregnaccia hollywoodiana scritto da Emilio Biagini:

Ultima utopia: il nulla. Naturalmente presentato con tutta la magia di Hollywood e costato una barca di soldi, il tutto, per presentare una Jodie Foster allucinata e allucinante che, alla domanda se crede in Dio, risponde con alterigia: "Sono una scienziata". Come a dire che la serietà scientifica (sic) non ammette sciocchezze come la Fede in Dio.


 

La "scienziata" da sempre sogna di stabilire un "contatto" con gli "alieni". Le si oppone uno sciammannato fanatico "religioso" con gli occhi spiritati che sabota il progetto con una bomba: simbolo evidente delle forze "retrive" e "oscurantiste" della religione, e in particolare del Cristianesimo.
Infine la "scienziata" parte su una capsula spaziale, il cui progetto costruttivo pare sia stato gentilmente offerto dagli alieni. Entrata in contatto con questi sfuggenti esseri, si ritrova su una spiaggia a dialogare di cose cretine con un essere che sembra suo padre. Quando ritorna, però, non vi è nessuna registrazione dell'accaduto e la "scienziata" è accolta con incredulità e derisione.
Tutto l'ambaradan finisce nel nulla. Potrebbe essere stato tutto un sogno di Jodie Foster dopo un'indigestione di fagioli.
Quello che resta in mano allo spettatore è un pugno di mosche. La "scienza" è grande e importante, si fa beffe della religione, ma non è in grado a sua volta di dare alcuna risposta. Bel risultato.
Inevitabile esito di farneticazioni iniziatiche tipo "new age". L'uomo che vuole farsi Dio e finisce nel cesso.
Povera Hollywood: una volta produceva capolavori come "Bernadette". Ora ha urgente bisogno dell'esorcista.
EMILIO BIAGINI

 


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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  • FACENDO FORZA ALLA NOSTRA NATURALE MODESTIA,

    ANDIAMO A PRESENTARE AI NOSTRI 23 LETTORI E MEZZO:

    I BIAGINI:

    UN CASO LETTERARIO

     

    Non è certo frequente trovare una coppia di sposi tutti e due scrittori ed entrambi impegnati sul fronte della letteratura cattolica, non senza una mordente vena satirica.

    Eccoci:

     

    Emilio Biagini, nato a Genova, è stato professore ordinario di Geografia all’università di Cagliari. Prima di approdare alla cattedra universitaria e per ingannare il tempo, mentre scaldava i banchi all’università di Genova, ha preso tre lauree (Scienze naturali, Scienze biologiche e Geografia), imparato cinque lingue straniere (inglese, tedesco, nederlandese, afrikaans, russo e, senza sua colpa, francese) e vinto sei borse di studio all’estero, fra cui la Fulbright-Hays negli USA. Ma la sua principale vocazione non è mai stata quella del professore universitario. Ciò che gli interessa davvero è fare lo scrittore. Ha pubblicato quattro romanzi (La luce, Genova, 2006; Labirinto oscuro, Roma, 2008; La nuova terra, Verona, 2011; La pioggia di fuoco, Verona, 2012, quest’ultimo insieme alla moglie Maria Antonietta), due volumi di racconti (L’uomo in ascolto, Milano, 2008; Montallegro ed altri racconti, Verona, 2013) e quattro volumi di pièces teatrali satiriche (Saccenti ed altri serpenti, Genova, 2008; Il seme sepolto, Verona, 2009; Satire clericali, Verona, 2014, Gaia: il pianeta sull’orlo di un crisi di nervi, Chieti, 2016) questi due ultimi insieme alla moglie Maria Antonietta). Insieme alla moglie, ha pubblicato il provocatorio testo di storia per ragazzi Le brutte storie, Verona, 2017, che racconta le vicende moderne come si sono davvero svolte non come le raccontano i vincitori e i loro lacché politicamente corretti. Ha ricevuto, nel 2012, il premio letterario “Fede e Cultura” per la narrativa cattolica, e nel 2016 (insieme alla moglie Maria Antonietta) il Premio Putiferio per la Satira, e nel 2017 il premio nazionale “Raccontami la storia” per racconti storici inediti col racconto “Lo scudiero”.

    Maria Antonietta Novara Biagini è nata a Genova. Ha frequentato fino alla maturità classica l’Istituto delle Suore dell’Assunzione. Si è poi iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Genova, senza però impegnarvisi al punto da giungere al conseguimento della laurea, preferendo occuparsi della sua famiglia invece di abbandonarla in mano a truppe mercenarie. Nello stesso tempo ha potuto sviluppare i propri interessi culturali e le proprie curiosità, anche attraverso viaggi in quasi tutte le parti del mondo, approfondendo e fortificando una formazione cattolica e controcorrente. Ha pubblicato il volume di racconti L’albero secco (Verona, 2010) e un romanzo storico dal titolo Nonna non raccontava le favole (Verona 2016), che tratteggia ambientato a Genova dall’Ottocento in poi. Insieme al marito Emilio ha pubblicato il romanzo La pioggia di fuoco (Verona, 2012) e le Satire clericali (Verona, 2014). Nel 2015 ha ricevuto a sua volta il premio letterario  “Fede e Cultura” per la narrativa e, insieme al marito Emilio, nel 2016, il Premio Putiferio per la Satira, e nel 2017 il premio nazionale “Raccontami la storia” per racconti storici inediti col racconto “I due cecchini”.

     

    Ed ecco alcuni dei più recenti libri sfornati dalla dinamica coppia:

     

    Il seme sepolto 

    Quattro commedie giudiziarie, ambientate in una terra fantastica che simboleggia lo spirito umano. Valenti avvocati si battono per portare alla luce il seme sepolto della verità. È questo il quadro narrativo che viene precisandosi da un episodio all’altro, finché il pubblico accusatore, il nemico, il persecutore, affascinato da Petra, la Pietra Immortale, la Santa Madre, personificazione della Santa Madre Chiesa, si converte e crede. Anche lui è il seme sepolto, il peccatore che alla fine trova la Fede e si prepara ad affrontare la via crucis della salvezza.

     

    Lalbero secco 

    Quarantasei testi, uno al giorno per un mese e mezzo. Per ridere delle miserie del potere ottuso, che pretende tutto decidere, giudicare e governare; per farsi beffe del darwinismo, che pretende l’uomo “discendente” da “antenati” comuni alle scimmie e non si rende conto che alle scimmie sta tornando. In questo volume si possono trovare spassosi esempi di satire della sgangherata poesia moderna e delle molte idiosincrasie che rendono ridicola l’umanità; ma non solo, la lettura di quest’opera serve anche a far sorridere e commuovere pensando alla figura di Padre Pio e ai ricordi delle proprie radici.

     

     La nuova terra

    La nuova terra, dove cessino le sofferenze e sia possibile trovare la serenità, è raggiungibile? Quello che appare essere un male può rivelarsi un bene? Esiste una prospettiva superiore che dà senso alla vita? Questo romanzo, ambientato nel Sudafrica dell’apartheid e poi nella multietnica Londra, offre una risposta positiva a tutte queste domande.

     

    La pioggia di fuoco

    L’avvento dell’anticristo e la fine del mondo: che temi allegri! Roba dell’altro mondo, proprio. Roba da fare scongiuri o da sbellicarsi dal ridere? La sindrome millenaristica, che di quando in quando attanaglia molta gente, è giustamente motivo di ilarità, specie quando deriva da fisime neopagane, come i calcoli basati sui calendari Maya, le elucubrazioni New Age ed altre ciarlatanerie. Ma spaventare la gente rende, ed ecco perché tanti ne scrivono. Bisogna allora dire due cose. Primo: non ci sono dubbi, succederà; tutte le religioni monoteistiche dicono chiaramente che il mondo è destinato a finire; lo stesso, con linguaggio diverso, dice la scienza. Secondo: non sappiamo quando avverrà, ma non è affatto imminente; non vedranno niente di simile né i nostri bisnipoti né i bisnipoti dei nostri bisnipoti, e via di generazione in generazione. Perciò riponete i cornetti e i ferri di cavallo e godetevi questo racconto.

     

    Montallegro-copertina

    Il primo di questi racconti, che dà il titolo alla serie, è una storia d’amore: quella fra la Santissima Vergine Maria e la città di Rapallo.

    Anche gli altri racconti, in gran parte ambientati in Liguria (Genova e Savona, oltre che, occasionalmente, a Milano, in Germania e in Inghilterra), sono svergognatamente cattolici e offensivi per il sacro laicismo e per la rampante tirannia relativista.

     

    I chierici sono stati spesso bersaglio di satira, a volte immeritatamente, da parte dei nemici, ma il sale insipido è purtroppo una distesa enorme come il Sahara e una minaccia gravissima di morte per le anime. Vi sono i tiepidi, i vigliacchi, quelli che contraddicono il Vicario di Cristo e lavorano sotto la chiglia della navicella di Pietro come teredini per sovvertire la verità. Contro costoro i cattolici hanno non il diritto, ma il dovere di prendere posizione. E poi vi sono quelli che credono di difendere la Tradizione combattendo e minimizzando le rivelazioni private, imponendo silenzio allo stesso Dio: che diamine, ha parlato una volta per tutte e loro sono gli unici custodi autorizzati della Parola. Atteggiamento pericolosissimo, perché facendo di ogni erba un fascio si toglie credibilità ai messaggi autentici e non si colpiscono abbastanza quelli falsi.

     

     

     Nonna non raccontava le favole

    Una signora che non racconta favole, ma custodisce il tesoro della memoria. Una famiglia unita. Il contrasto fra la vita familiare improntata ai valori cristiani e vissuta nella Grazia divina, e tutto intorno il grigiore di un regime di politicanti sabaudo-massonici, emerso dagli intrighi del cosiddetto “risorgimento”, oppressore della Chiesa e delle identità locali, regionali e nazionale.

    Un regime dedito all’avventura sanguinosa della guerra, incapace di contenere il giustificato malcontento popolare (che trova sfogo in tragiche rivolte soffocate nel sangue, e in una disperata emigrazione), sostituito poi da un altro regime altrettanto bellicista e votato alla rovina, che si lascia dietro un tragico strascico di odi e violenze, e a sua volta viene sostituito da un regime repubblicano-massonico, portatore di una prosperità ingannevole e di una fallimentare gestione condita di vigliaccheria e di retorica, sotto il tallone dei grandi usurai mondiali.

    Una storia che si dipana lungo un secolo di vita di Genova, segnato dalla caducità di tutte le cose umane, da momenti irripetibili di gioia che passano per non tornare mai più, dal dolore di vite spezzate da insensate guerre scatenate dai malgovernanti. Ma tutto ciò senza mai scendere a compromessi col male, e senza perdere la speranza — sostenuta da una Fede senza incertezze — in un mondo nel quale sarà asciugata ogni lacrima.

     

     Gaia copertina copia

    Bacilli del colera di tutto il mondo, unitevi. Rallegratevi ed esultate, zanzare, le vostre sofferenze sono alla fine: prima c’erano le bonifiche, adesso arrivano le malifiche. La serietà scientifica degli ambientalisti è pari al loro senso del ridicolo. Per non parlare della serietà dei teologi che, poverini, si addentrano nell’ecologia. Senza gli ambientalisti (teologi e non) il mondo sarebbe senz’altro più povero (di occasioni per la satira). Non c’è niente che metta in fuga il diavolo meglio di una presa in giro (parola di C.S. Lewis). Che serva anche contro gli ambientalisti (e i loro seguaci teologi)?

     

    Le storie pi brutte-Copertina

    Un agile libretto, destinato ai bambini ma adatto anche agli adulti, capovolge le menzogne incancrenite imposte dai vincitori e gabellate come indisscutibile scienza storica nei libri delle scuole statali: la "benefiche" rivoluzioni, il "radioso" risorgimento, la "gloriosa" resistenza. I signori della disinformazione sappiano che la Verità  non può essere soppressa per sempre.

     

    ACHTUNG! ACHTUNG!

    LA DINAMICA COPPIA STA PER DARE ALLE STAMPE IL PRATO ALTO, UNA GRANDE STORIA ROMANZATA DELL'AUSTRIA, DALLA PREISTORIA AI TEMPI NOSTRI, CHE HA NATURALMENTE MOLTO DA DIRE ANCHE SULLA STORIA ITALIANA.

     

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