Genova, 28 Giugno 2017 10.22





 
AQUILE E VIPERE » FILM

 

Film

02
NOVEMBRE
2007
Articolo letto 2257 volte

ORO O LATTA? (JAMES CAMERON)


ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.
I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
il regista e produttore Hironobu Sakaguchi, i cooproduttori Jun Aida e Chris Lee (che evidentemente avevano soldi da buttar via), e i soggettisti Al Reinert e Jeff Vintar, colpevoli del film "Final Fantasy"


Segue un commento di Emilio Biagini:

Questo film, interamente costruito con il metodo della grafica computerizzata, descrive una guerra tra esseri umani ed alieni “fantasmi”, con grande spiegamento di strane avventure e scene spettacolari. Ci si aspetterebbe un film divertente, di evasione. Invece, insidiosamente, si rivela un veicolo di sottile propaganda ecologista e nichilista.


Secondo questa ennesima, costosa farneticazione hollywoodiana, il “nemico” non è un nemico, ma semplicemente un insieme di “spiriti”, provenienti da un altro pianeta, che divorano le anime umane, ma poverini, non lo fanno apposta, sono solo un po’ “confusi”. Le armi degli uomini sono del tutto inutili contro di loro, ma al contrario feriscono “Gaia”, la “madre terra”, poverina, che è un “essere vivente”, ed ha fatto comunella con gli spiriti alieni.
Ma che si crede l’uomo? Di essere creato ad immagine e somiglianza di Dio? Macché: una cacca di mosca ha la medesima dignità, perchè anch’essa fa parte del tutto, che diamine. L’uomo può solo piegarsi a questa situazione e sperare di riuscire ad andare d’accordo con la cacca di mosca, dato che si trova alla mercé di questo “tutto”. E il male? Il male sembra il male, ma in realtà non è il male. Il male non c’è. Basta riuscire a trovare l’equilibrio con il cosmo, rappresentato da tutto ciò che esiste, inclusa la cacca di mosca, ed è tutto risolto. Se mai, il male, secondo questo film, è l’opporsi a questa realtà panteistica: non si deve combattere il “tutto” nichilista, e chi lo fa è condannato alla sconfitta.
Naturalmente, nel film, i sostenitori di Gaia, la terra vivente, sono guardati come eretici e perseguitati, ed uno di essi menziona con preoccupazione il processo a Galileo, suscitando quindi l’idea di una verità segreta e perseguitata dal potere. In sottofondo, appena accennato, è il riferimento indiretto alla Chiesa cattolica, additata come covo di oscurantismo. Evidentemente Dan Brown non è il solo a pescare in queste torbide acque.
Così, con la scusa di innocente intrattenimento, vengono contrabbandate idee del tutto incompatibili con il Cristianesimo, del tutto cretine, del tutto assurde, e questo va a specialmente a danno dei giovani, che in genere amano l’avventura e la fantascienza e guardano volentieri film del genere, e sono quindi più vulnerabili.
EMILIO BIAGINI

 


08
OTTOBRE
2007
Articolo letto 2339 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
il regista Antoine Fuqua, il soggettista David Franzoni, il produttore Jerry Bruckheimer, colpevoli del film “King Arthur”.
 
Segue un commento su questa ennesima sparata hollywoodiana scritto da Emilio Biagini:

L’efficienza della macchina hollywoodiana riesce a rendere digeribili le più farneticanti bufale. Non c’è dubbio, infatti, che questo film sia spettacolare e tecnicamente ineccepibile. Ma tutto ciò non riesce a mascherare la grossolana mistificazione storica che vi sta dietro. E anche davanti.


 

Si comincia con una solenne scritta che dovrebbe conferire al polpettone il prestigioso lustro di  una profonda verità scientifica. La scritta proclama che “Gli storici sono d’accordo che la storia quattrocentesca di re Artù e dei suoi cavalieri sorse da un autentico eroe che visse mille anni prima nel periodo spesso chiamato degli Evi Bui.” E continua, in tono didattico: “Recenti prove archeologiche ne chiariscono la sua vera identità”.
Segue una voce fuori campo che ammonisce che gli avidi e malvagi Romani “bramavano di più, più terre, più popoli fedeli e sottomessi a Roma”.
Segue la crudele “aggressione” romana contro i poveri sarmati, la cui terra è devastata da una fantasiosa invasione nel 300 d.C. (sic, quando l’Impero da lungo tempo era ripiegato sulla difensiva). Che guerrieri sarmati fossero incorporati come cavalieri nell’esercito romano è noto, ma non certo in seguito a malvage costrizioni. Erano ben lieti di arruolarsi e diventare cittadini romani, come tutti gli altri non romani che prestavano servizio nelle legioni: per loro il servizio militare era la via principe verso la desiderata cittadinanza romana. Invece il film li mostra desiderosi solo di tornare “a casa”, e tutt’altro che romanizzati.
Il personaggio più disgustoso nella galleria dei cattivi è il vescovo Germanius, astuto, ipocrita, vigliacco e delinquente che blatera di religione a sproposito: perfetto ritratto di come i framassoni britannici vedono la Chiesa cattolica. E dai addosso alla Chiesa, che usciva appena dall'età delle persecuzioni e aveva tra le sue file un Sant'Ambrogio e un Sant'Agostino.
Il "Papa di Roma" (c'è bisogno di dire che è di Roma?) ha assegnato (sic, quando mai, durante l'Impero romano, sia pure in decadenza, il Papa assegnava terre?), dunque il Papa ha assegnato ad una importante famiglia romana (capeggiata da un certo Marius, il cui promettente figlio Alessio potrebbe addirittura diventare Papa) terre al di là del Vallo di Adriano. Assurdità totale: figuriamoci se una famiglia eminente veniva mandata allo sbaraglio a quel modo al di là dei confini già da tempo minacciati.
Naturalmente Marius è una specie di piccolo Hitler, che possiede numerosissimi schiavi celti che opprime e fa torturare (al contrario, alla fine dell’Impero lo schiavismo era pressoché estinto, sostituito dal colonato). Anche Ginevra è una sua prigioniera, che è stata opportunamente torturata dai suoi sgherri, e che Artù, il valoroso e generoso cavaliere sarmata che non vuol diventare romano, libera e successivamente sposerà.
Artù ha la missione di portare in salvo l’importante famiglia, ma Marius finirà ucciso da Ginevra con un colpo di freccia, in nome della libertà, che è il ritornello fiume dell’interminabile pappardella di Hollywood.
Pelagius, eretico britanno, viene indicato come paladino della solita hollywoodiana libertà: sarebbe stato ingiustamente scomunicato e fatto assassinare da malvagi vescovi come Germanius.
Dopo molte zuffe con i sassoni invasori, che avanzano (in realtà arrivarono solo dopo il ritiro romano, e chiamati dagli stessi regoli britanni), i sarmati e alcuni loro amici britanni, entrambi arceri formidabili che centrano il bersaglio meglio di John Wayne senza sbagliare un colpo, stabiliscono un loro mitico regno perfettamente ordinato, disciplinato e inquadrato come la guardia scozzese della regina Elisabetta (in realtà si frammentarono in tante piccole barbariche tirannidi, che gli antenati degli odierni inglesi si incaricarono di sterminare e schiavizzare come mai i Romani si sarebbero sognati di fare).
Ma la verità non conta. Milioni di persone vedono i film di Hollywood e credono che quella sia la realtà storica. E, del resto, quante paludate storie scritte da professori universitari sono immuni da distorsioni ideologiche madornali e da un odio viscerale contro la Chiesa?
EMILIO BIAGINI

 


14
APRILE
2007
Articolo letto 2386 volte

ORO O LATTA: QUESTÈ IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.
I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco il vincitore della Vipera di latta:
James Cameron, il regista canadese autore del documentario di domenica 4 marzo 2007 su “Discovery Channel” riguardante la presunta “tomba di famiglia” di Gesù a Talpiot, Israele.

Segue un commento su questa rivoltante bufala pseudo-archeologica scritto da Emilio Biagini.

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA
Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.
I TRIGOTTI

And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Vipera di latta:
James Cameron, il regista canadese autore del documentario di domenica 4 marzo 2007 su “Discovery Channel” riguardante la presunta “tomba di famiglia” di Gesù a Talpiot, Israele.
 
Segue un commento su questa rivoltante bufala pseudo-archeologica scritto da Emilio Biagini:

Il regista canadese James Cameron, alla ricerca di notorietà e di soldi, ha atteso il periodo pasquale per lanciare un suo documentario nel quale spaccia per autentica “tomba” del Salvatore (che quindi non sarebbe risorto e non sarebbe Dio) un sepolcro già noto da tempo: infatti era stato rinvenuto già nel 1980 presso Talpiot, nel nord di Gerusalemme. Il sepolcro reca in ebraico la scritta “Gesù” e contiene i resti di un uomo, di una donna e di alcuni loro figli, fra cui uno di nome Giuda. La donna, secondo tali individui, sarebbe la “moglie” di Gesù, Maria Maddalena. Cameron si è vantato di “essere riuscito a dimostrare l’esistenza di queste persone”, come se non ci fossero già prove sufficienti nei Vangeli e in moltissimi altri documenti (anche di origine non cristiana), nei reperti archeologici (inclusa la Santa Sindone), nella testimonianza dei martiri.


È quasi superfluo ricordare che tutti gli archeologi e i biblisti hanno unanimemente rifiutato questa grottesca farsa. In realtà, il nome Gesù (nelle varianti “Yeshu” o “Yeshua”, ossia Gesù o Giosuè), era comunissimo in Israele nei secoli antecedenti e successivi all’Incarnazione del Salvatore. Chissà quante altre tombe con quel nome ci sono sparse per il paese? Dan Brown ha fatto scuola. Sono in tanti pronti a vendere l’anima per uno scoop. E naturalmente è comodo prendersela con i cristiani, solo con loro, e cercare di minare la loro fede. Un’operazione non difficile, data l’ignoranza imperante in fatto di religione; e un’operazione redditizia perché gradita a moltissimi. Cristo, la Sua Resurrezione, i Suoi Comandamenti danno fastidio a tutti quelli che preferiscono coltivare i propri vizi. Se Egli non fosse risorto, la Fede sarebbe vana, e loro, i viziosi, potrebbero fare i loro comodi. A dire il vero li fanno lo stesso i loro comodi, imperterriti: i vizi non si toccano, specie quelli contro natura. I vizi sono sacri: “cattivi” sono quelli che li rifiutano e li condannano.
Tuttavia resta sempre un inconfessato timore, che le luci della ribalta, il fragore dei mass media, lo scrosciare degli applausi non riescono del tutto a dissipare. Ecco che, nel buio della notte, o quando la salute comincia a declinare, qualche pensiero sgradito cerca di insinuarsi: e se ci fosse quel Dio? e se, alla fine della vita, dovessimo davvero render conto a un Giudice che non è possibile ingannare? Allora scatta il tentativo di autoconvincersi e convincere gli altri che non c’è nulla da temere, che non esiste né Dio né l’immortalità dell’anima, o che, al più, Dio, se c’è, non si occupa affatto di noi e, se qualcosa resta di noi, nell’al di là si continua a vivere come nell’al di qua. L’unanimità nell’errore è una forma di forza e di autoconsolazione: “forse riusciremo a crederci davvero e, alla peggio, all’inferno avremo numerosa compagnia”. È per questo che ci sono (e ci saranno, finché durerà questo mondo) bufale e cialtronaggini di questo genere.
Ci permettiamo di suggerire a Cameron l’argomento per il suo prossimo documentario: vada in Arabia Saudita, a cercare di dimostrare che Maometto sarebbe una figura leggendaria e il Corano un falso. Non vediamo l’ora di assistere ai risultati. Abbiamo già pronto il cucchiaino per raccogliere i miseri resti.
EMILIO BIAGINI


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
I nostri articoli sono stati letti
volte
 
RICERCA

Per effettuare una ricerca interna al sito:

 
ULTIMO ARTICOLO
  • Medaglia Gramaglia 

    Dopo attenta valutazione, la commissione composta 1) dal mio barbiere, 2) dall’aiuto barbiere esperto in psicopatologia, e 3) dallo yeti, ha unanimemente ritenuta degna della Medaglia Gramaglia

    La redazione di “Riscossa cristiana”

    con la seguente motivazione:

    Nel corso di violenta battaglia tra la nave di Pietro (insidiata pure dai Giuda sabotatori interni) da una parte, e le corazzate “Satanasso”, “Belzebù”, “Legione”, “Compasso e Grembiulino” (armate di artiglierie pesanti e lanciamissili) dall’altra, si interponeva eroicamente la combattiva barchetta a remi “Riscossa cristiana” guidata dall’intrepido Paolo Deotto e armata fino ai denti come qui sotto si può ammirare:

    Tappi

    Nel pieno dello scontro, interveniva in soccorso alla nave di Pietro una nuova potente nave da battaglia inviata dal Divino Maestro che ama parlare attraverso i piccoli (come una contadinella dei Pirenei, tre pastorelli di Fatima, o una povera semiparalitica di Viareggio), e non certo mediante i blateronti accademici, gonfi della loro presunta “scienza”.

    Dando immediatamente prova di acuto discernimento, e con fine intuito tattico, la ben guidata barchetta, invece di cercare di far qualcosa (quel poco o nulla che poteva fare) contro i veri nemici, girava l’impavida prora contro la nave di soccorso, colpendola con le proprie formidabili armi. Avvertita dell'errore, rifiutava non solo di correggere il tiro, ma perfino di rispondere a chi cercava di farle intendere ragione. Fulgido esempio di intelligenza e sprezzo del ridicolo.

    Leggi tutto...

 
 
 
© I TRIGOTTI
Tutti i diritti riservati - Informativa Cookies

Credits www.dpsonline.it