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AQUILE E VIPERE » FILM

 

Film

07
NOVEMBRE
2017
Articolo letto 50 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
Produttore, regista, attori e tutti gli altri colpevoli del rifacimento BBC di “Testimone d'accusa”.

Segue un brevissimo commento di Emilio Biagini.

 

LA GROTTESCA RIEDIZIONE DI UN CAPOLAVORO DI AGATHA CHRISTIE

Il famoso classico di Agatha Christie è stato infelicemente oggetto di un tenebroso rifacimento della BBC nel quale non vi è più un solo personaggio positivo; il male resta impunito e trionfa, e si permette pure di fare la morale, incolpando la “società”, mentre una innocente finisce sulla forca e l’avvocato che si è disperatamente battuto per l’accusato credendolo innocente, finisce suicida perché la moglie gli ha detto che non lo ama più. La trama del racconto è stata del tutto sovvertita. Non è neppure di un rifacimento moderno mal fatto, ma di tutt’altra cosa, un prodotto scadente, penoso, disgustoso: è rimasto il titolo per attirare gli estimatori dell’originale, e poco altro.

Un dettagliato confronto tra il capolavoro cinematografico originale del 1957 e questa boiata su trova in questo stesso sito nella sezione Humanae Litterae.

EMILIO BIAGINI

 


30
DICEMBRE
2015
Articolo letto 635 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
Produttore, regista, attori e tutti gli altri colpevoli del film “Stargate”.
 
Segue un commento su questo apparentemente innocuo film di fantascienza scritto da Emilio Biagini:

  

STARGATE:

COME GLI EROICI SOLDATI E I GENIALI SCIENZIATI

A STELLE E STRISCIE PORTARONO LA LIBERTÀ

AL TERZO MONDO IN IMPAZIENTE ATTESA

    Interpretato da Kurt Russell e James Spader, e diretto da Roland Emmerich (il quale, nel 2015, si è reso benemerito presso gli omosessuali dirigendo un film sulla rivolta di Stonewall del 1969), Stargate è un film di fantascienza del 1994, in cui un piccolo reparto di soldati statunitensi, comandati dal colonnello Kurt Russell e accompagnati dal geniale egittologo James Spader, varcano un portale stellare (non chiedetemi cone funziona) che li trasporta dall’altra parte dell’universo, dove un altro portale stellare li scodella su un pianeta dove esiste una popolazione molto somigliante a quella nordafricana del pianeta Terra, e con imponenti tracce di civiltà egizia, rappresentati da una copia perfetta della piramide di Giza. I locali arabi sono impegnati a scavare minerale radioattivo da consegnare a un despota stellare che li tiene schiavi.

Il despota arriva a bordo di un’astronave a forma di piramide, che si incastra sulla copia locale della piramide di Giza, mentre l’egittologo stringe una tenera amicizia con una dolce fanciulla araba, che il capo arabo gli offre come moglie. Il despota stellare è in realtà un vecchissimo alieno che ha scoperto il modo di ringiovanire e di rinascere mediante un trattamento ad alta tecnologia spaziale in uno speciale sarcofago ultratecnologico (non chiedetemi come funziona) che restituisce vegliardi alla più fiorente gioventù e cadaveri alla vita più vispa e saltellante.

Il despota stellare si rende conto che l’arrivo degli intrepidi soldati a stelle e striscie è una grave minaccia al suo impero, tanto più che il colonnello Kurt Russell, all’insaputa di tutti, si è portato dietro una bombetta atomica per ogni evenienza. Infatti con gli alieni non si sa mai. Russell vorrebbe far saltare con la bombetta il portale stellare locale, in modo da interrompere per sempre ogni comunicazione con la Terra, salvando il nostro pianeta da future invasioni spaziali, ma il despota sventa la minaccia impadronendosi della bombetta, e si prepara a rispedirla sulla Terra, dopo averla potenziata col minerale radioattivo estratto dagli schiavi arabi, in modo da generare un’esplosione capace di distruggere l’umanità.

Il despota commette però l’errore di dare un’arma (stellare, naturalmente, e non chiedetemi come funziona) in mano a James Spader perché uccida i suoi compagni davanti al popolo radunato. L’obiettivo del despota sarebbe quello di mostrare agli schiavi che il geniale egittologo, venerato dagli arabi per il simbolo del dio Ra che porta appeso al collo, non è che un servo a lui obbediente. Ma Spader, all’ultimo momento, punta l’arma sugli sgherri del despota e ne fa secco uno. Questo è il segnale dell’insurrezione dei giovani arabi più illuminati, disapprovata però dal capo, il quale crede, come la maggior parte del suo superstizioso popolo, che sia il despota che i suoi scagnozzi siano dei.

Il momento cruciale del film giunge quando l’egittologo dimostra agli stupiti arabi che i guerrieri del despota stellare non sono affatto dei, e tanto meno un dio è l’aborrito despota. Abbattute così le divinità, gli arabi fanno causa comune con gli eroici liberatori americani, e dopo una violenta battaglia, recuperano la bombetta e costringono il despota a reimbarcarsi sulla sua astronave a forma di piramide per sottrarsi al linciaggio. Intanto però la bombetta è stata innescata, fa tic tac e sta per esplodere. Ma, con un colpo di genio, il colonnello Russell e l’egittologo Spader riescono a teletrasportare l’ordigno sull’astronave che ormai ha decollato e si sta allontanando nello spazio con il cattivo alieno a bordo. Costui fa finalmente una brutta fine e, grazie ai liberatori americani, gli arabi del pianeta possono tripudiare, in un grande americanoso tripudio di americanica tripudiosità.

Un’innocua storia di fantascienza? Non proprio. Piuttosto un pesante esercizio di propaganda imperialistica, che comunica un ben preciso messaggio: “Ecco, arriviamo noi a portare la libertà. Solo noi sappiamo che cos’è. La libertà americana vi farà liberi e potrete cercare la felice felicità americana come più vi aggrada, dopo che avrete accettato il nostro modo di vita, dopo che avrete distrutto i vostri dei e i vostri capi, dopo che sarete diventati piccole copie del grande modello americano, l’unico valido per tutti i popoli, tutte le culture, tutti gli uomini, tutte le donne, tutti gli arci-indecisi.”

EMILIO BIAGINI


07
LUGLIO
2015
Articolo letto 727 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

-Figura_vipera

And the winner is …….

Ecco i vincitori della prossima Vipera di latta:
Produttore, regista, attori e tutti gli altri colpevoli del film “Ultimatum alla Terra”.
 
Segue un commento su questo apparentemente innocuo film di fantascienza scritto da Emilio Biagini:

 
 ULTIMATUM ALLA TERRA:

LE MEGABANCHE MONDIALISTE NON PERDONANO

The day the Earth stood still-1

  Con il titolo originale “The day the Earth stood still”, prodotto dalla Twentieth Century Fox e interpretato da Michael Rennie in veste di alieno e diretto da Robert Wise (che dirigerà poi il buonista e pacifista Star Trek), questo film del 1951 propone l’edificante storia ultrapacifista del disco volante che un bel giorno atterra a Washington. Ne esce Michael Rennie pieno di buone intenzioni, ma subito uno dei militari mandati a circondare l’astronave gli spara, ferendolo. Esce allora dal velivolo alieno un gigantesco robot che dirige un raggio su tutte le armi presenti, distruggendole. Il ferito viene portato all’ospedale, dove in brevissimo tempo guarisce, grazie non alle cure dei medici terrestri ma per le sue straordinarie conoscenze mediche extraterrestri.

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20
DICEMBRE
2012
Articolo letto 2897 volte

ORO O LATTA: QUESTO È IL PROBLEMA

Abbiamo deciso di premiare con opportuni segni del nostro apprezzamento le opere letterarie e cinematografiche che hanno attratto il nostro interesse. Questa rubrica viene aggiornata quando ci pare e il nostro giudizio è inappellabile.

I TRIGOTTI

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And the winner is …….

Ecco il vincitore della prossima Vipera di latta:

LA FURIA DEI TITANI (Regia: Jonathan Liebesman; soggetto: Greg Berlandi e Dan Mazeau; sceneggiatura: Dan Mazeau e David Leslie Johnson; produzione: Werner Brothers)

 

Segue un commento su questo papocchio, di Emilio Biagini:

  

Rumorosissimo e costosissimo pasticcio pseudo-mitologico. Non si capisce davvero che c'entrino i Titani, dato che si tratta di una lotta intestina fra dei dell'Olimpo, in cui il maxi-cattivo è rappresentato da Crono, che somiglia moltissimo al Balrog del "Signore degli Anelli".

 


 

Anzi, l'intero film è in larga misura una scopiazzatura dell'episodio delle miniere di Moria del "Signore degli Anelli", più un bel po' di pareti e rocce in movimento, che ricordano da vicino i film della serie di Harry Potter.

Originalità zero.

Ma un punto è particolarmente significativo: gli dei vivono solo grazie alle preghiere degli uomini e muoiono, naturalmente senza traccia di resurrezione. Ergo lo sprovveduto spettatore è sottilmente indotto a pensare che la divinità non ha esistenza e potere proprio. Il papocchio pseudo-mitologico diventa una implicita propaganda dell'ateismo.

Non c'è ormai un film uscito dalla disgustosa bolgia di Hollywood che non sia un attacco più o meno subdolo alla religione, non solo al Cattolicesimo, ma alla religione in toto (a meno che non si tratti dell'islam, sempre trattato coi guanti di velluto).


I TRIGOTTI

CHI SIAMO?
Ve lo diciamo in lingua matematica
t=b(1+1/2)=3m

E' necessaria una precisazione:
e sia ben chiaro noi non siamo bigotti.

 
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  • LE RAPALLIADI RELOADED

    Degni son di laudi e onori

    questi bei ‘ministratori

    dell’amena cittadina

    che somiglia a una vetrina,

    e che fa rima con sballo,

    e con callo e con cavallo,

    ma purtroppo, senza appello,

    non fa rima con cervello.

     

    Terza laude

     

    Cala il sole molto presto

    e d’inverno è buio pesto;

    nelle curve alquanto oscure

    non si vedon le fessure,

    nel sinistro marciapiede

    a tuo rischio metti il piede.

    Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 1 copia

    “Di lampion ce n’è abbastanza

    abbastanza e ce n’avanza”,

    dice l’amministratore

    con serafico candore,

    Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 2 copia

    “che la gente stia più attenta

    e mi paghi la rumenta,

    e tra vincoli e tributi

    siano i sudditi spremuti.”

    Rapalliadi-Marciapiedi oscuri 3 copia

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